#leggiunebookanchetu: la mia esperienza con la lettura digitale

#leggiunebookanchetu: la mia esperienza con la lettura digitale

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Da diversi mesi a questa parte ogni mese vi parlo di un aspetto della lettura digitale; le analisi che ho fatto sono nate da altri articoli, da dati, da me che vado a informarmi su un determinato tema e vi racconto la mia opinione al riguardo. Perché lo scopo di #leggiunebookanchetu da subito è stato arrivare ad aiutare un po’ i lettori che mi seguono a togliersi dei dubbi sulla lettura digitale e, perché no, un po’ di pregiudizi. Ma oggi ho deciso di parlare di qualcosa di diverso, molto più personale, che conosco certo meglio ma di sicuro non un articolo tecnico su quale ereader scegliere o dove scaricare libri gratis legalmente online. Per chiudere un anno di informazioni tecniche e pratiche sugli ebook, oggi vi parlo della mia esperienza con la lettura digitale.

Partiamo dall’inizio: a natale del 2017 il mio fidanzato mi ha regalato un ereader kindle, per gli amici Kindolino, perché gliel’ho chiesto espressamente. Prima di quel momento non avevo mai sentito particolarmente bisogno di accostarmi alla lettura digitale. Mi è sempre piaciuto leggere i libri cartacei, che sono belli da vedere, profumati da annusare, veri tra le mani.
E per un lungo periodo vi confesso, sono stata convinta che non avrei mai letto un ebook. Ricordo parecchi anni fa accese discussioni con amici che già avevano un Kindle da molto tempo, e mi ritrovavo a difendere come un cavaliere a spada tratta quello che secondo me era una cosa imprescindibile: il libro di carta! Si, lo so, può sembrare un po’ ipocrita da parte mia, ma la cosa bella della vita è che si cambia, e cambiamo tutti idea.

Io idea la ho cambiata quando con Federico abbiamo deciso di venire in Australia. Tre anni fa, quando programmavamo il nostro viaggio, abbiamo deciso di partire con lo zaino in spalla, optando almeno all’inizio di non aver una fissa dimora. Non avevamo il piano di trasferisci in pianta stabile, non sapevamo quanto ci saremmo fermati in ogni città e per quanto tempo, non sapevamo nemmeno se e quando saremmo tornati (infatti, siamo ancora qui). Una cosa però ero certa: io dovevo trovare il modo di leggere in maniera leggera, e possibilmente in italiano. Qui la soluzione più logica e immediata è stata sottomettermi a quella tecnologia a cui avevo riservato solo brutte parole fin poco prima: dovevo leggere ebook. Avevo bisogno di un ereader.

Quando leggo su internet, o ascolto persone e influencer, parlare di lettura digitale mi sono resa conto che molte volte ci si scorda spesso di nominare una categoria di lettori che però necessariamente in alcuni casi deve leggere digitale: il viaggiatore seriale o il lettore che vive lontano da casa. Che tu sia un viaggiatore occasionale o un nomade digitale, o un emigrato all’estero forse l’ereader può cambiarti la vita.  come l’ha cambiata a me. Perché sena il kindle non avrei più potuto leggere quanto volevo.

Aggiungo che se vivi all’estero ma in Europa in qualche modo si riesce a ordinare su internet libri cartacei in italiano a un costo di spedizione ridotto, ma se come me vivi dall’altra parte del mondo forse la scelta non è così immediata: 50 euro di spese di spedizione onestamente mi sembra una scelta eccessiva per il mio bisogno di lettura. E scusate se la metto sul piano economico ma sono una persona normale e ho necessariamente avuto il bisogno di scontrarmi con questa necessita. E in periodi strani come quello che stiamo vivendo si rischia anche che i tempi di consegna diventino incredibilmente lunghi per le spedizioni internazionali.

Per questo mi sono approcciata a questo metodo di lettura, e, ve lo dico, non me ne pento assolutamente. Anzi, come avete potuto notare sono diventatala una fan del mezzo e certo, quando tornerò in Italia ricomincerò a leggere più libri cartacei, non abbandonerò completamente la lettura digitale.
Perché in due anni, nonostante io ora sia da quasi un anno stabile nello stesso posto, il mio kindle mi ha aiutato a leggere tutti i libri che volevo, quando volevo, anche dall’altra parte del mondo, non pesandomi mai, vivendo con me avventure e facendomi avere una scelta di libri incredibile sempre in borsa, che io fossi in viaggio on the road o a casa. E vi dico anche che a me piace leggere in inglese, ma leggere in lingua originale non è così rilassante come leggere in italiano.

Questa era la storia di come mi sono appassionata alla lettura digitale e come mi sono interessata a difendere dai detrattori questo mezzo di lettura validissimo che aiuta tantissimi italiani (ma non solo eh, ci sono molti lettori digitali nel mondo) all’estero come me ora, viaggiatori regolari e nomadi digitali in tutto il mondo a leggere quando e come vogliono.

So che poi parlare di viaggi in questo momento non è il massimo, perché nessuno può muoversi in libertà e tutti stiamo soffrendo molto per questa cosa, mi consola però il pensiero che torneremo a viaggiare prima o poi, e avremmo bisogno di nuovo di valige leggere. Per questo consiglio a tutti di avere un lettore ebook. Almeno per i viaggi del futuro.

 

Al prossimo mese con un nuovo approfondimento digitale e una nuova puntata di #leggiunebookanchetu.

Le puntate precedenti le trovate qui.

Giorgia

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