identikit letterari Stephen King

Identikit Letterari: Stephen King

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Dopo il mio 2020 alla scoperta di questo specifico autore e alla totale rivalutazione di esso, l’identikit letterario di fine anno è dedicato a Stephen King, re dell’orrore e uno dei più conosciuti, venduti e prolifichi scrittori statunitensi viventi, leggenda ormai specie per la letteratura horror contemporanea.

King è autore di best seller internazionali e scrittore di alcuni film che trasposti sul grande schermo hanno fatto la storia del cinema, di cui ricordiamo Shining, Il miglio verde, Le ali della libertà.

La vita di Stephen King

Stephen Edwin King nasce a Portland, nel Maine il 21 settembre 1947. La sua infanzia, come racconta egli stesso nella sua autobiografia On writing, sarà segnata presto da alcuni avvenimenti che lo segneranno per sempre: il padre che abbandona la famiglia, il suo assistere alla morte di un amico da bambino e una salute cagionevole che gli farà perdere un anno di scuola. Tra difficoltà economiche, dove la madre si ritrova a fare i lavori più umili per sostenere Steve e suo fratello, il piccolo King si appassionerà alla lettura e alla scrittura, leggendo tutto quello che poteva e ricopiando alcuni dei suoi racconti preferiti.
Sin da bambino inizia a scrivere racconti, giornali studenteschi, e storie che manderà a riviste, senza un iniziale successo. Nel 1966 pubblica il suo primo racconto per la fanzine Comic review.

Dopo il diploma si iscrive a letteratura all’Università del Maine, e anche li continuerà a scrivere per giornali universitari. Nel 1967 vende il suo primo racconto a una rivista professionale. Scrive in quegli anni molte cose che non verranno mai pubblicate, e sempre all’università conoscerà la sua futura moglie Tabitha, poetessa, con cui si sposerà nel 1971 e ancora oggi a detta dello stesso King la sua più importante consigliera quando scrive una storia.

Ottiene nello stesso periodo l’abilitazione all’insegnamento, ma prima di fare l’insegnate si troverà a fare le più disparate occupazioni.
Dopo anni di frustrazioni economiche e la nascita di due figli, nel 1974 riesce finalmente a pubblicare il suo primo romanzo, Carrie che in edizione economica vende oltre un milione di copie: è l’inizio di una carriera che durerà fino a oggi ricca di successi internazionali, nonostante le prime posizioni dure dalla critica, ma anche di alti e bassi personali; King avrà per anni un problema con l’alcol e una dipendenza da droghe da cui ne uscirà grazie all’aiuto della moglie. Nel 1999 avrà un gravissimo incidente che lo ridurrà in fin di vita, che lo porterà subire sette operazioni per rimettersi completamente.
Vive ancora in Maine con sua moglie e scrive e pubblica ancora romanzi regolarmente.

Le opere

King è uno scrittore davvero produttivo, e dal 1974 a oggi ha pubblicato più di sessanta romanzi, dodici raccolte di racconti, alcuni saggi, e altri scritti che ha pubblicato solo in ebook.

Il genere a cui lo rimandano principalmente è l’Horror, ma bisogna ammettere che in una produzione così varia non tutto è romanzo dell’orrore, anzi. L’autore spazia molto tra alcuni generi, tra thriller e fantascienza, con una forte componente fantastica in ognuno dei suoi racconti, dove le sfumature dark non sono sempre intense nello stesso modo.

Tra la sua vastissima produzione ricordiamo alcuni dei suoi libri più celebri, l’esordio con Carrie (1974), Le notti di Salem(1975), Shining (1977) L’ombra dello scorpione (1978), Cujo (1981), Pet sematary (1983), IT (1986), Misery (1987), Il miglio verde (1996), 22/11/63 (2011), La serie della Torre nera, e il suo autobiografico On Writing. Ma per una lista delle sue opere vi rimando al sito Stephenkingitalia.it. 

Lo stile del Re

Nonostante la critica lo abbia sempre bastonato, la fortuna di Stephen King è stata oltre l’originalità delle sue storie, uno stile narrativo molto pop, adatto a ogni tipo di lettore. I suoi libri sono page turner: letteralmente non si riesce a smettere di leggerli. Egli è sempre molto diretto, forte di un modo unico di creare suspense e intrigo dentro le sue storie,anche grazie a diverse anticipazioni che si diverte a lasciare nel testo. King ha dunque fatto il suo successo proprio nell’essere uno scrittore commerciale che parla a tutti.
Non parliamo di alta letteratura ottocentesca o una lirica dei romanzi del primo novecento, ma di certo la sua è un’importante testimonianza di cambiamento letterario che lo ha portato sfornare successi mondiali e vivere della professione di scrittore, e in un periodo in cui si legge sempre meno in tutto il mondo sfornare un bestseller dopo l’altro, anche grazie a una disciplina rigida e lo scrivere più di centro pagine al giorno per molti anni della sua vita.

La prosa limpida unita tematiche ricorrenti e il suo essere malleabile nel saper scrivere un po di tutto lo hanno reso grande ai nostri giorni. Tra i temi ricorrenti possiamo rintracciare l’abilità di raccontare l’America di provincia, i mostri che può creare, la condizione di disagio dando voce molte volte non alla borghesia americana raccontata da molti suoi contemporanei, ma chi viene dal basso, è sicuramente una delle sue abilità maggiori; e poi i mostri, creati grazie alla sua fantasia ma sicuramente anche dalla società, con una forte attenzione prima di ogni moda alle donne e all’universo femminile in un America ancora bigotta o chiusa mentalmente, aggressiva e spesso violenta.

Diventato celebre per il suo horror però non bisogna limitarsi a una visione parziale dell’opera di King: non solo horror ma una commistione di generi dove molte volta lo scrittore ha anticipato i tempi, inserendo spesso l’elemento fantastico o paranormale, creando storie che ormai fanno parte della cultura popolare e conosciute a prescindere il fatto di aver letto o meno i suoi libri.

Dunque, dopo il mio percorso annuale alla scoperta di Stephen King vi dico che se avete ancora dei pregiudizi e pensate che questo scriva solo horror o opere mediocri vi assicuro che vi sbagliate: un autore da leggere assolutamente almeno una volta nella vita, e che vi piaccia o meno il genere horror sono sicura che nella sua vastissima produzione troverete sicuramente qualcosa che possa fare per voi!

Al mese prossimo con un nuovo approfondimento degli Identikit letterari.

Giorgia

Le fonti che ho usato per questo articolo
On Writing, Autobiografia di un mestiere, 2000, traduzione di Tullio Dobner, collana Narrativa, Sperling & Kupfer, 2001, pp. 310, ISBN 88-200-3101-9.
https://www.wired.it/play/libri/2016/06/20/stephen-king-grande-autore/?refresh_ce=
https://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_King#1999:_l’incidente
https://www.stephenkingitalia.it/stephen-king/
In copertina foto di Stephanie Lawton, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons

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