Recensione di Basta un caffè per essere felici Toshikazu Kawaguchi

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Basta un caffè per essere felici è il seguito del fortunato Finché il caffè è caldo del giapponese Toshikazu Kawaguchi. Il secondo volume della serie dedicata al caffè di Tokyo che fa viaggiare nel tempo è uscita in Italia nel 2021, pubblicato da Garzanti e tradotta da Claudia Marseguerra.

Questo romanzo segue la falsariga del suo predecessore, presentandoci ancora una volta quattro racconti ambientati nella speciale caffetteria di Tokyo: esiste infatti tra le vie della capitale giapponese un caffè piccolo dove, se ti siedi sulla sedia giusta e nel momento giusto, è possibile fare viaggi nel tempo, sia nel passato che nel futuro.
In queste storie troviamo persone che vogliono viaggiare nel tempo per risolvere alcuni rimorsi della loro vita, sempre consapevoli che però il presente non può essere cambiato.
Abbiamo come protagonista un padre e una figlia adottiva, un figlio che si era allontanato dalla madre per inseguire i suoi sogni, un fidanzato che ha nascosto la verità alla sua fidanzata per proteggerla, e una moglie e un marito che non si sono salutati nella maniera giusta.

Come il primo libro della serie, il tema portante di queste storie è l’avere qualcosa in sospeso, qualcosa che influenza tanto la vita da desiderare di viaggiare nel tempo per risolverla, almeno in parte, e mettersi in qualche modo il cuore in pace. Il messaggio è sempre molto positivo e di speranza, con molte lezioni e morali, tutte diverse ma simili tra loro. Queste sono storie di redenzione, dove le persone cercano di espiare le proprie colpe. Sembra sul momento un atto puramente egoistico, ma nella strada per farlo tutti poi mettono da parte l’ego per il bene di una persona amata.

Il tema del viaggio nel tempo, quello che c’è dietro e le dinamiche della caffetteria, in questo volume vengono approfondite, dando più background alle storie già lette nel primo libro e comprendendo ancora meglio il contesto. Ritroviamo poi tra queste pagine vecchi amici e lo sfondo del bar con i personaggi a cui ci eravamo affezionati nel primo libro; che erano stati approfonditi poco e in queste storie riescono a ritagliarsi un po’ più di spazio.

Se devo essere sincera però, nonostante questo sia un libro piacevole e si legga con tranquillità mettendo di buon umore, non mi ha colpito in positivo come il primo. È carino, ma l’ho trovato fin troppo simile al primo volume, e più volte nel testo mi sono chiesta se fosse davvero un romanzo necessario: Finché il caffè è caldo e Basta un caffè per essere felici possono essere tranquillamente letti come un solo testo, e sono certa che lo avrei apprezzato di più se effettivamente il libro fosse stato uno solo più lungo (sono due libri da 200 pagine, un libri da 400 non sarebbe stato così fuori luogo) che “perdere tempo” nel leggerne due. Capisco le logica commerciali dei libri e del mercato, e visto lo straordinario successo del primo comprendo a livello economico la scelta. Da lettrice che investe il suo tempo in due libri che potevano essere benissimo uno solo, però, questa cosa mi ha lasciato un po’ perplessa.

Tutto sommato ribadisco la mia opinione positiva su Basta un caffè per essere felici, un librino leggero e positivo, che consiglio però solo a chi ha letto il primo volume di questa serie.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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