top ten 2017: i migliori libri dell'anno

Top ten 2017: la classifica delle letture più belle di quest’anno

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Buon ultimo giorno dell’anno lettrici e lettori.
Questa recensione sarà un po’ diversa dal solito, anzi, non sarà una recensione in assoluto. Ho deciso di fare un bilancio sui migliori libri letti in quest’anno che si accinge a finire, e stilare una specie di classifica dei titoli che mi sono piaciuti di più.
Eccovi allora la mia top ten 2017, che spero possa ispirare le letture dell’anno che domani inizierà, dove vi parlerò di libri straordinari che hanno colpito il mio cuore. Dunque non sono i consigli basati sulle caratteristiche oggettive o stilistiche, ma sulle emozioni che questi dieci libri mi hanno lasciato.

10 – Ubik di Philip K. Dick

Inizio la mia top ten 2017 con un libro che erano anni che volevo leggere: Ubik, un classico della fantascienza. Una storia difficile da raccontare, ambientata in un 1990 futuristico: qui ci sono persone dotate di poteri mentali, come quello di leggere la mente e prevedere il futuro. Protagonisti saranno Runcipiter e il suo dipendente Joe Chip, che lavorano in un’agenzia che assume antimentalisti, in grado di contrastare tali precognitivi. Durante un viaggio di lavoro subiranno un attentato, che causerà la morte del capo. Un thriller fantascientifico e anarchico dove per tutta la durata del libro, la cosa che uno pensa è: ma Ubik, cos’è?

9- Caino di José Saramago
Caino

Il nobel Josè Samarago è riuscito a stupirmi con il secondo suo libro letto (su cui uscirà una recensione dedicata tra un paio di settimane). Una storia biblica che ci racconta in maniera non convenzionale qualcosa che già tutti sappiamo: le vicende di Caino, il peggiore degli uomini, viste dalla creazione dell’uomo attraversando i più importanti passi dell’antico testamento. Un diverso punto di vista della storia, che diventa la metafora per descrivere un rapporto complicato, come quello tra dio e l’uomo.

8- Cent’anni di solitudine di Gabriel García Marquez

Ho letto per la prima volta il capolavoro di García Márquez, e mi sono lasciata trasportare e accompagnare per tutto agosto dalle vicende e sventure della grande famiglia BuendÍa. Un libro che è sicuramente da leggere almeno una volta nella vita: ci racconta della storia di questo grande clan dalla fondazione di Macondo alla fine dell’intera stirpe, passando al vaglio epoche e componenti diversi. Un classico moderno che  che riesce a impressionare per la sua storia, triste, intensa, profonda e cruda. Ma difficile da non amare.

7- Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro

Al numero sette della top ten dei migliori libri letti nel 2017, inserisco Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro. Un libretto di 150 pagine scarse che è una lunga epistola di una nonna alla nipote. All’epilogo della sua vita, Olga si sfoga con la giovane. Il loro rapporto alla deriva e un’imminente dipartita saranno le scuse per raccontare gli errori di una vita intera, un’autoanalisi che vuole avere come scopo ultimo il consiglio per la nipote: abbandonare la ragione e seguire sempre la strada del cuore.

6- Il cacciatore di aquiloni di Hosseini

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Un altro libro che mi ha colpito particolarmente quest’anno è il best seller di Hosseini. Letto in meno di 24 ore, il romanzo è una storia dura e a tratti crudele. Ambientato principalmente in Afghanistan, narra di un’amicizia che dura una vita intera e dei sensi di colpa di un uomo, che porterà sempre nel cuore le conseguenze di un errore giovanile.

5- Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia

Il giorno della civetta

Sciascia, con la sua scrittura diretta e pulita, mi ha conquistato. Un libro storico, che per la prima volta in assoluto parla di mafia nella letteratura con accezione negativa; non avevo mai letto un libro del genere, il quale mi ha portato a riflettere sul nostro paese e sui meccanismi contorti che lo dominano da sempre. Una storia che mi ha fatto nascere una sete di giustizia, e al contempo mi ha rattristato, poiché ancora oggi non riesco a veder soluzione alle tristi vicende di cui Sciascia ci racconta.

4 – La fata carabina di Daniel Pennac

La Fata Carabina, il secondo brillante capitolo del Ciclo dei Malaussène book-tique

Appena sotto al podio, inserisco il secondo libro del Ciclo dei Malausséne: un altro giallo strampalato per il clan più famoso di Parigi, che vede alle prese il Capro espiatorio indagare su casi di spaccio di droga agli anziani. L’abilità del mio amato Pennac è incredibile, e dà sempre del suo meglio quando ci racconta della famiglia di Belleville.

3 – 10 Piccoli indiani.
10 Piccoli Indiani

Terzo posto per il giallo più venduto della storia: sorprendo anche me stessa con questa scelta, perché non sono una grande amante dei gialli, ma devo dire che questo è decisamente uno dei migliori libri letti quest’anno. Un invito misterioso, un’isola deserta e dieci personaggi costituiscono la premessa per un racconto che tiene il lettore col fiato sospeso fino alla fine, in cui è quasi impossibile decifrare tra le righe della Christie chi sia l’assassino.

2 – Norwegian Wood di Murakami Haruki

Il secondo posto della mia top ten 2017 spetta a uno dei miei scrittori preferiti: Murakami Haruki. Il suo Norwegian wood è un libro che è diverso dal “solito” Murakami: il suo romanzo d’amore come lui stesso definisce, che ci racconta la storia di un giovane ragazzo e delle sue difficoltà sentimentali. Ma Norwegian wood non è solo questo: è dramma adolescenziale, è introspezione, è dolore, è perdita, è rinascita. Un libro meraviglioso che mi è entrato nel cuore, che consiglio a tutti, sempre.

1- Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi

Ed eccoci sul gradino più alto del podio di questa top ten 2017, che vede vincitore Sostiene Pereira come il libro più bello che ho letto durante quest’anno, ma che ha anche scalato la classifica dei libri della vita.
Un libretto che ho trovato per caso: ero in libreria come al solito a fare volontariato, avevo finito al mia lettura e mi sono messa a cercare qualcosa da leggere per passare il tempo. È così che ho incontrato Pereira, giornalista della sezione culturale del Lisboa. E mi sono immersa nel suo mondo, in un Portogallo in pieno regime, dove la libertà d’espressione si paga cara. In un contesto storico tanto delicato, il mio adorato Pereira, vedovo, in sovrappeso e cardiopatico incontra un giovane ribelle che gli farà cambiare le sue idee di uomo che non prende posizione.
Un libro breve, ma immenso: me ne sono innamorata alla follia, sia per lo stile diretto e peculiare, sia per i temi. È un inno alla libertà d’espressione e bisognerebbe ricordarlo sempre, anche nei tempi e nei luoghi più bui: ognuno dovrebbe poter essere libero di esprimere il proprio pensiero.

Ed eccovi la mia top ten 2017 libresca: l’ordine è molto personale, basato completamente sul mio gusto oggettivo e su cosa un libro mi ha trasmesso.
Cosa ne pensate? Avete letto qualcuno di questi libri?

Ah quasi dimenticavo…
Vi auguro una buona fine del 2017, e sembrerò un po’ ripetitiva ma spero che il 2018 vi porti non solo tanta felicità, e tanti libri!

Con affetto

Giorgia

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