Recensione di L'uccello che girava le viti del mondo di Murakami Haruki

Recensione di L’uccello che girava le viti del mondo di Murakami Haruki

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L'uccello che girava le viti del mondo Book Cover L'uccello che girava le viti del mondo
Murakami Haruki
Narrativa fantastica
Einaudi
1994
Cartaceo e Digitale
832

"Vorrei dieci minuti del tuo tempo", disse senza preamboli una voce di donna, lo sono piuttosto bravo a riconoscere le persone dalla voce, quella li però non l'avevo mai sentita". In un sobborgo di Tokyo il giovane Okada Toru ha appena lasciato volontariamente il suo lavoro e si dedica alle faccende di casa. Due episodi apparentemente insignificanti riescono tuttavia a rovesciare la sua vita tranquilla: la scomparsa del suo gatto e la telefonata anonima di una donna dalla voce sensuale. Toru si accorgerà presto che oltre al gatto, a cui la moglie Kumiko è molto affezionata, dovrà cercare Kumiko stessa. Lo spazio limitato del suo quotidiano diventerà il teatro di una ricerca in cui sogni, ricordi e realtà si confondono e che lo porterà a incontrare personaggi sempre più strani: dalla prostituta psicotica alla sedicenne morbosa, dal politico diabolico al vecchio e misterioso veterano di guerra. A poco a poco Toru dovrà risolvere i conflitti della sua vita passata di cui nemmeno sospettava l'esistenza. Un romanzo che illumina quelle zone d'ombra in cui ognuno nasconde segreti e fragilità.

L’uccello che girava le viti del mondo è uno dei libri più lunghi di Murakami Haruki: nelle sue ben 876 pagine però è stata una delle letture più scorrevoli dell’anno. E poi ormai lo saprete che questo autore è una delle mie zone di comfort, e ritrovarmi tra le sue pagine è sempre come tornare a casa; una casa strana e piena di cose grottesche, ma sempre casa è. Tonando al libro, L’uccello che girava le viti del mondo è pubblicato in Italia da Einaudi, nella sua prima edizione del 2007 e con il quale Murakami ha vinto il prestigioso Premio Yomiuri-bungaku.

La trama di questo libro è complessa da spiegare, ma ci proveremo comunque: Okada Toru ha lasciato il lavoro e vive una vita casalinga mentre sua moglie Kumiko continua la sua carriera nella redazione della rivista in cui lavora; non hanno figli ma un gatto che un giorno sparisce senza tornare più a casa. Questo uno dei due inneschi che mette in moto la trama, assieme ad alcune chiamate anonime a luci rosse che inizia a ricevere Toru. Da questo punto di partenza comincia una avventura tra realtà e paradosso, contornata da molti figure interessanti e strane.

L’uccello che girava le viti del mondo è uno dei libri che più rappresentano lo stile di Murakami, ricco di storie e tematiche che si intersecano e apparentemente sono senza senso, per convergere a una trama finale che riordinerà alla maniera di Murakami gli eventi.

Centrale nel testo la figura di Okada Toru, protagonista indiscusso della storia. Lui è un uomo a un punto fermo della sua vita che a un certo punto verrà investito da un flusso di eventi che lo trascinerà in cose che non avrebbe mai pensato di fare, a conoscere persone che non avrebbe mai incontrato, a risolvere il suo stallo esteriore e interiore. Nonostante, come in molti libri di Murakami, gli eventi prendano strade inconsuete, strane e irrealistiche, la componente introspettiva è molto forte e si concentra in questo romanzo nello scandagliare pensieri, ricordi, emozioni del protagonista, alternando eventi e digressioni con una forte componente intima e psicologica. Toru è un personaggio classico di Murakami, un uomo di trentanni che viene trascinato, per colpa del destino, in cose più grandi di lui mentre sta cercando ancora se stesso e la sua strada. È un inetto per la società giapponese, non lavora, si fa mantenere dalla moglie, non ha ambizioni né sogni. Contrapposto a questo personaggio e la sua pacatezza abbiamo l’aggressività di Watanabe, cognato del protagonista, uomo in carriera, rivestito da un’aurea questi intangibile per tutto il romanzo ma posizionato all’opposto di Toru per il raggiungere degli obiettivi e riuscire sempre in tutto quello che vuole.

Oltre a Watanabe, tutto il libro è popolato da personaggi bizzarri: prostitute psichiche, veggenti, ragazze che lavorano in fabbriche di parrucche, militari senza parti del corpo. Personaggi che sembrano piazzati così a caso nella storia e non sembrano avere molto senso in un quadro generale. Murakami fornisce a ognuno una storia e un ruolo in questo marasma di avvenimenti che è L’uccello che girava le viti del mondo.

Il romanzo oltre ad avere tanta trama ha anche tante tematiche dentro di sé; c’è sempre una forte contrapposizione tra reale e onirico, quel realismo magico murakamiano che ha costruito il nostro immaginario nelle sue storie, che mette in contrasto una realtà brutale a mondi e universi che esistono solo nei suoi libri.

Ma come vi anticipavo prima, la parte insospettiva è molto importante, e dove riconosciamo filoni tematici come la realizzazione personale, la ricerca di sé, quanto conosciamo le persone che ci stanno accanto. E soprattutto di identità: io ho ritrovato come tema chiave per la mia lettura di L’uccello che girava le viti del mondo il cercare la propria identità, costruirsela, abbandonare i vecchi se stessi e ricostruirsi da zero, ridarsi un nome, una nuova storia, una nuova esistenza totale.

Questo dunque è un romanzo strano grottesco, tra sogno introspezione realtà, periferie di Tokyo che ci pare di vederle e cultura giapponese, ricco di elementi tipici e ricorrenti nell’opera dell’autore. L’unico difetto che posso trovargli è che a volte le molte digressioni stancano, perché conoscendo Murakami sapevo che non tutte sarebbero state chiuse, anche se allo stesso tempo comprendo che nella lettura totale del romanzo servono per dargli la personalità e la storia che leggiamo.

L’uccello che girava le viti del mondo è un romanzo surreale, denso di storie, di strati, di introspezione, di ricerca di sé e della comprensione di ciò che è importante per noi; assolutamente consigliato sia per chi già ama Murakami ma anche per un primo approccio all’autore perché rappresentativo del suo stile e del modo in cui riesce a rendere credibile i mondi fantastici che inventa.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

 

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