l'arte di legare le persone recensione libro paolo milone

Recensione di L’arte di legare le persone di Paolo Milone

Reading Time: 2 minutes
L'arte di legare le persone Book Cover L'arte di legare le persone
Paolo Milone
Autobiografico
Einaudi
2020
Cartaceo, Ebook
200
https://www.goodreads.com/book/show/56703906-l-arte-di-legare-le-persone

«Avendo fuggito ogni altro lavoro per paura, mi ritrovo a fare il lavoro che fa più paura a tutti». Quante volte parliamo dei medici come di eroi, martiri, vittime... In verità, fuor di retorica, uomini e donne esposti al male. Appassionati e fragili, fallibili, mortali. Paolo Milone ha lavorato per quarant'anni in Psichiatria d'urgenza, e ci racconta esattamente questo. Nudo e pungente, senza farsi sconti. Con una musica tutta sua ci catapulta dentro il Reparto 77, dove il mistero della malattia mentale convive con la quotidianità umanissima di chi, a fine turno, deve togliersi il camice e ricordarsi di comprare il latte. Tra queste pagine così irregolari, a volte persino ridendo, scopriamo lo sgomento e l'impotenza, la curiosità, la passione, l'esasperazione, l'inesausta catena di domande che colleziona chiunque abbia scelto di «guardare l'abisso con gli occhi degli altri». «Si riesce a lavorare in Psichiatria solo se ci si diverte. Io mi sono divertito per anni. Non tutti gli anni: non i primi – troppe illusioni, non gli ultimi – troppi moduli, non quelli di mezzo – troppo mestiere». Ci sono libri che si scrivono per una vita intera. Ogni giorno, ogni sera, quando quello che viviamo straripa. Sono spesso libri molto speciali, in cui la scrittura diventa la forma del mondo. È questo il caso dell'«Arte di legare le persone», che corre con un ritmo tutto suo, lirico e mobile, a scardinare tante nostre certezze. Con il dono rarissimo del ritratto fulminante, Paolo Milone mette in scena il corpo a corpo della Psichiatria d'urgenza, affrontando i nodi più difficili senza mai perdere il dubbio e la meraviglia. Così ci ritroviamo a seguirlo tra i corridoi dell'ospedale, studiando le urla e i silenzi, e poi dentro le case, dentro le vite degli altri, nell'avventura dei Tso tra i vicoli di Genova. Non c'è nulla di teorico o di astratto, in queste pagine. C'è la vita del reparto, la sete di umanità, l'intimità di afferrarsi e di sfuggirsi, la furia dei malati, la furia dei colleghi, il peso delle chiavi nella tasca, la morte sempre in agguato, gli amori inconfessabili, i carrugi del centro storico e i segreti bellissimi del mare. Ci sono infermieri, medici, pazienti, passanti, conoscenti, caduti da una parte e dall'altra di quella linea invisibile che separa i sani dai malati: a ben guardare, solo «un tiro di dadi riuscito bene».

«Se non hai mai provato il dolore psichiatrico, non dire che non esiste.»

L’arte di legare le persone è un libro che mi ha incuriosito molto per il suo titolo, e il tema che tratta: Paolo Milone si racconta nella sua professione, uno psichiatra al suo esordio letterario pubblicato da Einaudi in un libro che fa da diario/memorie di una carriera da medico in psichiatria in ospedale. Io ho pensato che sarebbe dovuto essere sicuramente un libro unico. E in effetti lo è. Chi se lo aspettava di leggere in Milone, il dottor Milone, una vena così poetica?

La trama è presto detta: il testo si divide in capitoli che racchiudono dei macro temi sul lavoro al reparto 77, raccontati in brevissimi paragrafi non sempre collegati tra loro, e raccontano la sua esperienza a contatto con la psichiatria e i pazienti psichiatrici.

Lo stile del libro è la cosa che colpisce di più: frammenti, raccolti per argomenti non raccontanti in ordine cronologico, del lavoro di Milone, tra pazienti, colleghi, contenzioni fisiche, le domande e presunzioni della gente.

Milone nel suo L’arte di legare le persone ci racconta le sue storie con molto cuore e passione, senza proporre pesanti riflessioni etiche ma rendendole implicite nelle sue parole, mostrando a noi lettori una professione complessa, sempre a contatto con persone e non solo pazienti, e con i problemi psichici, spesso difficili da contenere fisicamente, o da dimenticare. Senza romanticizzare il mestiere o la malattia, ma tirando fuori la realtà delle cose in maniera romantica, vera, umana.

Anzi il dottor Milone ci parla della sua professione in maniera diretta, parlando della difficoltà di essere uno psichiatra sia umanamente che professionalmente; affrontando la “pazzia” dalla prospettiva di una persona che ci ha avuto che fare ogni giorno per molti anni, mostrandoci il mestiere sia nella complessità che in una umanità disarmante. Che, questo è un mio parere personale, non sempre si vede dei professionisti del mestiere, per inclinazione personale o obbligo.

L’arte di legare le persone quindi è un libro unico nel suo genere, ma che non consiglierei a tutti: questo stile è la sua forza ma può essere la sua debolezza come lo è stato per me. All’inizio ho apprezzato molto l’impostazione del testo e le sue peculiarità, questa sua lirica insita facendolo assomigliare alla poesia in alcuni punti più che alla prosa; ma andando avanti con la lettura lo ho trovato un po’ pesante, non riuscendo a godere della lettura al cento per cento.

Come vi sarete resi conto però mi affascina molto la mente umana e leggere libri su questo tema è sempre interessante e stimolante. Quindi consiglio invece L’arte di legare le persone a chi come me è interessato alle narrazioni di questo genere, per leggere una serie di racconti unici, raccontati a noi lettori in maniera altrettanto unica da uno psichiatra.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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