Recensione di L’altra figlia di Annie Ernaux

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L'altra figlia Book Cover L'altra figlia
Annie Ernaux
Narrativa, Biografico
L'orma
2016
Cartaceo- Ebook
88

In un’assolata domenica d’estate una bambina ascolta per caso una conversazione della madre, e la sua vita cambia per sempre: i genitori hanno avuto un’altra figlia, morta ancora piccola due anni prima che lei nascesse. È una rivelazione che diviene lo spartiacque di un’infanzia, segna il destino di una donna e di una scrittrice, e infiamma l’intensa prosa di questo romanzo breve. «Per lasciarsi alle spalle il fuori fuoco del vissuto» Annie Ernaux intraprende una lettera impossibile a quella sorella sconosciuta. Rivivono così i sensi di colpa e i moti d’orgoglio, le curiosità taciute e le inconfessabili gelosie, il peso del confronto e il privilegio di essere amata. Ancora una volta la grande autrice francese intesse una prodigiosa corrispondenza di sensi tra vivi e morti, scolpendo in una scrittura perfetta la storia di una relazione fragile, preziosa e irrimediabile come ogni esistenza umana.

Mi è stato detto che Annie Ernaux è un’autrice che mi avrebbe colpito, e devo ammettere che lo ha fatto in maniera incredibile, come un pugno nello stomaco, e oggi mi domando perché ho aspettato tanto a leggere qualcosa di suo. In questa recensione vi racconto il mio primo libro di questa amatissima autrice francese, L’altra figlia. In Italia è edito da L’Orma editore e tradotta Lorenzo Flabbi nella sua edizione del 2016.

Di cosa parla L’altra figlia?

Il romanzo è d’ispirazione autobiografica, ed è strutturato come una lunga lettera verso una sorella nata prima di Annie, che però è morta prima che ella nascesse.

Anni Ernaux in questo libro doloroso e potente scoperchia il vaso di pandora dei segreti familiari, quelli sempre taciuti e mai detti ad alta voce, quei segreti che tutti conoscono ma si debbono nascondere per non rovinare l’equilibrio precario della sopravvivenza con il loro peso sulle spalle. L’autrice, affrontando questo fantasma, fa uscire attraverso le parole il dolore di una vita intera, quella dei suoi genitori che hanno dovuto affrontare il lutto e il suo, quello di seconda figlia, quella che non sarebbe dovuta essere ma esiste perché ha preso il posto dell’altra.

Tutto il discorso di L’altra figlia ruota dunque intorno alle tematiche della famiglia, del non detto. È come se l’autrice trovasse le parole giuste per esprimere in maniera nitida quei segreti impronunciabili che ci sono in tutte le famiglie o quasi, quelle cose che sanno tutti ma si nascondono per paura del dolore e delle sue conseguenze.

Lo stile di L’altra figlia è un lungo flusso di coscienza, che si perde tra ricordi e riflessioni, in un vortice molto intimo, in cui spiamo nel dolore di questa assenza presenza nella storia e di quello che ha causato nella vita della scrittrice; le parole che Ernaux sceglie sono perfette, come se fossero centellinate e selezionate a una a una in un susseguirsi di frasi, ricordi, e d’immagini che ci immerge in questa storia, nel suo dolore, nell’intimità delle sue riflessioni.
Credo che il suo affrontare un tema del genere è coraggioso, anche per il peso emotivo che debba avere comportato sulla stessa autrice: in un viaggio in cui oltre che a far pace con la figura della sorella deceduta, Ernaux si fa un auto analisi profonda, riesumando immagini, sogni e incubi. Un perfetto esempio di autofiction che diventa letteratura a un livello alto, che provoca emozioni forti nel lettore, e che io ho apprezzato dalla prima all’ultima riga.

L’altra figlia è un libro forte, duro, sincero. Non nego che è un racconto doloroso, ma che io l’ho trovato stupendo, nonostante abbia trattato un tema difficile, ma il modo in cui Ernaux ti prende per la mano e ti porta dentro la sua storia è stato un viaggio inteso.

Quindi, ora vorrei leggere tutta l’opera di questa autrice che è tra le mie scoperte dell’anno.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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