Recensione di Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij

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Delitto e castigo Book Cover Delitto e castigo
Fëdor Michajlovič Dostoevskij
Classico
Diverse edizioni, la mi Mondadori editore
1866
Cartaceo- Ebook - Audiolibro
654

Spinto da considerazioni teoriche, oltre che dalla miseria, il giovane Raskòl'nikov uccide un'anziana usuraia e si condanna così al rimorso e alfa nevrosi; trova infine pace nell'espiazione è nell'amore per la dolce Sonja. “Delitto e castigo” è dunque il romanzo della perdizione, ma dì una perdizione, che, proprio nel suo momento più oscuro, trova una luce che la redime. E in ognuno dei molteplici personaggi sopravvive una scintilla di bontà, soffocata dall'orrore eppure ancora palpitante di speranza. Intessuto di una grande complessità di temi, il romanzo riflette i principali motivi che agitarono la Russia di metà Ottocento e l'animo dell'autore: dagli ideali protosocialisti a un superomismo quasi nietzschiano, fino al misticismo messianico tipicamente slavo.

Posso dire qualcosa io su Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij che non sia ancora stato detto? Non credo. Ma sono pur sempre una lettrice, giusto? E nella mia condizione di appassionata di libri potrò dire la mia opinione su uno dei mostri sacri della letteratura.
Perché è questo quello che è Delitto e castigo, un mostro sacro. Metà degli scrittori che mi piacciono dichiarano che questo libro è stato uno di quelli che gli ha cambiato la vita, l’altra metà probabilmente guarda a Dostoevskij con aria di riverenza e rispetto, perché pochi, mi azzardo a dire anche tra 100 anni, saranno arrivati a scrivere qualcosa anche lontanamente paragonabile a quello che è considerato il suo capolavoro.

Parlando del libro, Delitto e castigo viene pubblicato la prima volta nel 1866; io l’ho letto nell’edizione Mondadori a cura di Serena Prina. È diviso in sei parti e un epilogo, raccontate tutte in terza persona (tranne un capitolo scritto nella prospettiva del protagonista in prima persona) e nella sua lunghezza di oltre 650 pagine è considerato dai lettori uno dei mattoni russi per eccellenza.

Io, che di letteratura russa conosco poco e mi ci sono avvicinata alla veneranda età di trentadue anni, per qualcuno avrei poco diritto di esprimermi su un’opera maestosa, piena di significati nascosti e della drammatica esperienza del suo autore. E in più parto subito con una dichiarazione che non incoraggerà molti a leggere questo romanzo: Delitto e castigo non è un libro facile.

Che novità direte voi, ma è un dato di fatto. Io stessa mi sono ritrovata a confrontarmi con questo libro e a scontrarmi con lo stile un po’ ostico. Ho perfino cambiato traduzione per poter godere meglio del romanzo che non volevo assolutamente rovinarmi. Sono riuscita sia a finirlo, e sia a perdere pian piano la paura di Dostoevskij, entrando in sintonia con lo stile e la storia man mano che le pagine passavano.

La trama di Delitto e castigo, come dice Natalia Ginzburg nella sua prefazione dell’edizione Einaudi di questo romanzo, sta tutta nel suo titolo: un uomo, Raskol’nikov per l’esattezza, studente disperato e povero, commette un delitto, una vecchia usuraia e sua sorella, e poi subirà un castigo. A proposito del titolo vi propongo una curiosità editoriale legata a questo romanzo: in russo il titolo è Преступление и наказание, (letteralmente Crimine e punizione) ispirato, come poi lo stesso Dostoevskij dichiara, a una celebre opera italiana: Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria. La prima traduzione italiana fu fatta dal francese e non direttamente dal russo: Le crime et le châtiment diventa delitto e castigo (e rimane tale per tradizione letteraria nonostante l’errore di senso formale che viene dato al titolo) dove la parola châtiment può essere tradotta solo nella parola castigo in  italiano, che però non ha valenza legale come nel russo.

Dopo le curiosità però partiamo con il parlare del contenuto del libro: su Delitto e castigo molti studiosi e critici si sono espressi e interrogati, io stessa dopo aver letto il volume mi sono messa ad affrontare i saggi critici presenti nelle mie edizioni per chiarire alcuni punti, ma soprattutto le valenze simboliche e nascoste del testo.

La storia di Delitto e castigo si sviluppa in tre piani di lettura: ci troviamo osservare una panoramica sociale della Russia del tempo, quella fatta di borghesia ma anche di povertà, degrado e disperazione, dove e facile avvicinarsi all’alcool o alla strada. Il secondo piano di lettura per questo romanzo è sicuramente morale: esiste davvero una differenza tra bene e male? Un ragazzo che è sempre stato una brava persona può commettere davvero un atto di profonda cattiveria? Il bene e male possono coesistere negli individui? Attraverso una lunga lista di personaggi che incrociano la strada del protagonista di questa storia, vediamo le varie sfumature di bontà e cattiveria, dove ogni personaggio è in qualche modo grigio moralmente parlando, in cui Raskol’nikov incarna perfettamente questo conflitto con i suoi pensieri e turbamenti dopo che avvenne l’assassinio. Infine abbiamo un ultimo piano di lettura, quello più simbolico ovvero il piano del sogno e dell’allucinazione, che svela molti significati nascosti.

Il tema principale del libro, come è chiaro dal titolo, è l’espiazione della colpa, dove la salvezza avviene attraverso l’espiazione. Il tutto con forti parallelismi religiosi (i ricorrenti riferimenti a Lazzaro sono sicuramente legati a questo) e con la religione e la fede come soluzione a questi. Senza poi parlare di tutto il piano introspettivo di questo romanzo, con un’analisi psicologica profonda del suo protagonista e di alcuni dei personaggi.

Sul finale non mi aspettavo di certo quello che ho letto, ma anche qui Dostoevskij è in grado di stupire il lettore e di chiudere in maniera impeccabile questo libro.

Come vi dicevo all’inizio di questa mia riflessione è difficile aggiungere qualcosa di nuovo a questo capolavoro della letteratura, ma spero di essere almeno riuscita a invogliarvi un po’ di più a leggerlo: non vi preoccupate delle difficoltà iniziali, perché la sua potenza sta anche nel far appassionare il lettore alla storia del suo protagonista, facendoci in qualche modo provare pena e empatia per un assassino.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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