Recensione di Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire più di Michela Murgia

Recensione di Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire più di Michela Murgia

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Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire
Michela Murgia
Saggistica
Einaudi
2021
Cartaceo- Ebook - Audiolibro
128

Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva. Se si è donna, in Italia si muore anche di linguaggio. È una morte civile, ma non per questo fa meno male. È con le parole che ci fanno sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, ma di parole ingiuste si muore anche nella vita quotidiana, dove il pregiudizio che passa per il linguaggio uccide la nostra possibilità di essere pienamente noi stesse. Per ogni dislivello di diritti che le donne subiscono a causa del maschilismo esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Accade ogni volta che rifiutano di chiamarvi avvocata, sindaca o architetta perché altrimenti «dovremmo dire anche farmacisto». Succede quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma. Quando siete le uniche di cui non si pronuncia mai il cognome, se non con un articolo determinativo davanti. Quando si mettono a spiegarvi qualcosa che sapete già perfettamente, quando vi dicono di calmarvi, di farvi una risata, di smetterla di spaventare gli uomini con le vostre opinioni, di sorridere piuttosto, e soprattutto di star zitta. Questo libro è uno strumento che evidenzia il legame mortificante che esiste tra le ingiustizie che viviamo e le parole che sentiamo. Ha un'ambizione: che tra dieci anni una ragazza o un ragazzo, trovandolo su una bancarella, possa pensare sorridendo che per fortuna queste frasi non le dice più nessuno.

Michela Murgia è tornata in libreria a marzo 2021 con un nuovo saggio, edito da Einaudi editore, che si intitola Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire più; il titolo è stato aggiunto poco dopo al catalogo Audible, e io non ho resistito e ho ascoltato il libro letto direttamente dalla sua autrice.

Di cosa parla Stai zitta?

Come ci suggerisce il suo titolo, che spiega esattamente di cosa parla il testo, Michela Murgia in questo suo volume tratta alcune frasi che quasi tutte le donne hanno sentito almeno una volta nella vita e le analizza, facendoci capire il perché siano sbagliate e piene di sessismo, molte volte involontario e tante alte no.

E così frasi come «stai zitta», «mamma e pure brava», signorina al posto di dottore, «sei una donna con le palle», oppure «ma era solo un complimento» sono analizzate, contestualizzate, vengono portati esempi che hanno avuto visibilità pubblica per far capire al lettore o alla lettrice (anche se la lettrice conosce bene certe dinamiche purtroppo) quanto il linguaggio sia importante, inquadrate nel contesto dei rapporti di potere nella nostra società. Parole che fanno comprendere come il sessismo sia radicato nella nostra cultura e nel nostro linguaggio.

Stai zitta secondo me è un libro molto interessante, di quelli che un po’ tutti dovrebbero leggere, specie chi non è vicino alle tematiche femministe. È importante perché sottolinea con molta semplicità quanto lavoro ci sia ancora da fare per combattere le discriminazioni di genere, partendo da una cosa normale e naturale come il linguaggio e le parole. Come la stessa Murgia dice nel suo testo, molti potrebbero obiettare che le battaglie importanti sono altre, di non focalizzarsi sulle cose inutili come le parole perché sono solo parole e non va guardato oltre a quello; e invece le parole che la gente usa hanno un peso specifico e usarne una al posto di un’altra fa la differenza; specie per chi queste parole le ascolta, le subisce, le interiorizza. Ma soprattutto le parole che usiamo sono le specchio della società, e la nostra, come ci illustra in maniera impeccabile Michela Murgia in Stai zitta, è ancora una società fortemente maschilista.

Il problema culturale della nostra società italiana viene analizzato quindi a partire dalle parole, parole che, ogni donna ha sentito nella vita. Magari non tutte, ma la maggior parte. Ciò che descrive Murgia non è infatti nuovo agli occhi di una lettrice che si è sentita chiamare signorina invece che dottoressa o qualsiasi titolo possegga, che si è sentita fare apprezzamenti non voluti per strada e in contesti in cui si sarebbero dovute nostre le sue competenze e non la bella presenza; tante donne si sono sentite spiegare qualcosa da un uomo che sapeva meno di lei in quella situazione, e quasi tutte noi abbiamo almeno ricevuto una volta nella vita un bel stai zitta.

Con questo breve testo Michela Murgia dimostra che c’è davvero ancora tanto lavoro da fare, nonostante molte persone si ostinino a dire che le discriminazioni di genere non esistano, che il sessismo è passato di moda.
Da donna devo ammettere che Stai zitta è un libro che fa montare un bel po’ di rabbia, perché è troppo facile immedesimarsi nelle situazioni descritte, perché si ricordano le molestie fisiche e verbali, perché ci si ricorda quanto per davvero non siamo considerate ancora allo stesso livello degli uomini proprio. È un testo che però allo stesso tempo consiglio assolutamente, a tutti, perché le parole hanno un peso, e perché onestamente anche io come Michela Murgia non vorrei più sentirmi dire «stai zitta».

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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