Recensione di Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman

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Eleanor Oliphant sta benissimo
Gail Honeyman
Narrativa
Garzanti
2018
Cartaceo- Ebook
344

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita.
E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato.
Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.
Anzi: benissimo.

Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che a detta di tutta la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. I numeri parlano da soli: venduto in 35 paesi, per mesi in vetta alle classifiche, adorato sui social dalle star del cinema più impegnate, vincitore del Costa First Novel award, presto diventerà un film.
Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Perché spesso ci si rifugia nella propria realtà per non vivere quello che c’è veramente fuori. In quel riparo si crede di stare benissimo, ma basta una folata di aria fresca per capire che troppo è quello che si sta perdendo.

«A quanto pareva, non esisteva uno spazio sociale a forma di Eleanor in cui potermi infilare». Una frase che riassume bene la protagonista di Eleanor Oliphant sta benissimo, caso letterario internazionale ed esordio di Gail Honeyman, un libro che è stato sulla bocca di tutti e io ero sia curiosa di affrontare che spaventata. In Italia è stato pubblicato nel 2019 da Garzanti e tradotto da di Stefano Beretta.

Di cosa parla Eleanor Oliphant sta benissimo?

La protagonista ci presenta dalla sua voce la sua storia: Eleanor è una donna di trent’anni, che fa la contabile in un ufficio, ha una vita fatta di abitudine rigide e nessun amico. È quasi invisibile per gli altri, e ha un passato crudele che le dà la caccia. Un giorno decide che un cantante visto a un concerto debba essere l’uomo giusto per lei senza averci mai parlato, e inizia un percorso di trasformazione che la porterà ad un cambiamento, diverso da quello che si aspetta lei però.

Eleanor Oliphant dunque narra la sua stessa storia, da buona narratrice inaffidabile ci racconta la sua versione delle cose dal suo punto di vista: lo stile di Honeyman è accattivante, e tutto il libro sembra scritto in maniera che il lettore non possa smettere di leggerlo nemmeno per un momento. Elanor ci fa entrare nella sua mente e nella sua forma mentis, che è sicuramente diversa dalla media ma ci fa provare molta empatia per il personaggio.

Elanor è un personaggio caratterizzato in maniera perfetta: dai piccoli dettagli Honeyman ha costruito una persona unica, vera, fatta di piccole idiosincrasie e ossessioni, di dettagli che sembrano insignificanti ma che per me la rendono un personaggio perfetto. E nonostante sia a tutti gli effetti una di quelle perone che difficilmente vedremmo per la strada in una società come la nostra, è impossibile non calzare i suoi panni e non vedere le cose dal suo punto di vista, affezionandoci a lei.

Seguiamo il percorso di Eleanor che a conti fatti rispecchia perfettamente il viaggio dell’eroina: dopo la sua entrata dal mondo ordinario a quello straordinario, affronta le sue prove, per poi affrontare la caduta nel baratro, e rinascere affrontando tutti i propri mostri interiori. Una storia che ha del positivo, che racconta quello che inizialmente è un’antierorina che affronta una serie di disavventure, o comunque non la principessa da salvare né lo stereotipo della donna forte; anzi, è una persona abbastanza isolata, che si mette in imbarazzo dicendo tutto quello che pensa, e cerca di cambiare per conformarsi a una società in cui non si è mai sentita parte per conquistare un uomo, affrontando sfide e incontrando persone grazie a questo suo cambiamento iniziale.

Ma non è una lettura che si ferma solo sul superficiale, perché Eleanor Oliphant sta benissimo parla di tematiche molto importanti.
C’è tutto il tema legato alla famiglia, trattando di famiglie problematiche, dell’essere orfani e senza amore incondizionato, delle famiglie in affido e gli istituti, e di tutto quel bagaglio che i traumi legati a legami genitoriali sbagliati ci fanno portare sulle spalle, e la paura di essere esattamente come quella famiglia problematica, sentendosi in colpa, sbagliati.
I traumi subiti dalla protagonista sono molto seri, e li scopriremo solo con l’andare avanti della storia, affrontati come un percorso lento di comprensione, di accettazione di sé e dei fantasmi del proprio passato.
Legato a questo si parla anche di problemi sociali, di solitudine (tema centrale del romanzo), ma anche di depressione. Un demone nella nostra società fin troppo tenuto nascosto, e affrontato grazie al potere curatore della terapia e dell’analisi.

Io Eleanor Oliphant sta benissimo lo avevo già iniziato mesi fa, ma mi ero arenata dopo pochissime pagine. Ho fatto bene ad aspettare perché la seconda volta è stata quella giusta perché il libro mi ha catturata; devo ammettere che ultimamente queste narrazioni con personaggi in prima persona che raccontano la loro storia mi stanno piacendo tutte molto (vedi anche Abbiamo sempre vissutoi nel castello e Sembrava bellezza) quindi sarà stato il momento giusto per questo romanzo. C’è da dire che non un capolavoro della letteratura moderna perché è un romanzo che ha i suoi piccoli difetti, e capisco che può dividere il pubblico come ha fatto, ma personalmente mi ha conquistato.

Eleanor Oliphant sta benissimo dunque approfondisce solitudine umana in un personaggio perfetto come Eleanor, delicato e forte al tempo stesso, con un messaggio di rinascita femminile e di speranza.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

 

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