Recensione di Matilda di Roald Dahl

Recensione di Matilda di Roald Dahl

Reading Time: 3 minutes
Matilda Book Cover Matilda
Roald Dahl
Libri per l'infanzia
Salani
1988
Cartaceo- Ebook - Audiolibro
229

Matilde ha imparato a leggere a tre anni, e a quattro ha già divorato tutti i libri della biblioteca pubblica. Quando perciò comincia a frequentare la prima elementare si annoia talmente che l'intelligenza deve pur uscirle da qualche parte: così le esce dagli occhi. Gli occhi di Matilde diventano incandescenti e da essi si sprigiona un potere magico che l'avrà vinta sulla perfida direttrice Spezzindue, la quale per punire gli alunni si diverte a rinchiuderli in un armadio pieno di chiodi, lo Strozzatoio, o li usa per allenarsi al lancio del martello olimpionico, facendo roteare le bambine per le trecce e lanciandole lontano. L'intelligenza e la cultura - sembra dire l'autore - sono le uniche armi che un debole può usare contro l'ottusità, la prepotenza e la cattiveria. Età di lettura: da 7 anni.

Non sempre i libri per l’infanzia sono dedicati esclusivamente ai bambini; io infatti li apprezzo molto, probabilmente perché la fanciullina che c’è in me è ancora presente con prepotenza nonostante abbia superato i 30 anni: queste sono per me letture rilassanti e spesso sorprendenti. Sono anche molto utili per fare pratica con l’inglese come faccio io, che mi lancio a leggere e rileggere libri della mia infanzia per impratichirmi con la lettura in lingua. C’è però un libro che ho letto solo ora e avrei voluto legger proprio da bimba, perché la Giorgia di allora lo avrebbe amato moltissimo: è Matilda di Roald Dahl, di cui conoscevo la trama grazie al classico film anni novanta, ma la cui lettura i ha stupito comunque.

Di cosa parla Matilda?

Matilda è una bimbetta di quattro anni e va da sola tutti i giorni in biblioteca a leggere: la sua famiglia la trascura e la abbandona a se stessa, la madre sempre presa con il bingo e la TV e il padre un venditore di auto usate che truffa i suoi clienti; è una bambina straordinariamente intelligente, ma i suoi le tarpano le ali e lei si inizia a vendicare con non sempre innocui scherzetti. Iniziata finalmente la scuola, la signorina Honey, la sua insegnante, finalmente si accorge del suo potenziale; ma un’altra minaccia inizia a pendere sulla testa della bimba: la temibile signorina Trinciabue, violenta e intransigente preside della sua scuola.

Roald Dahl ci racconta in Matilda la storia quindi di una bambina fuori dal comune, che si trova a lottare contro adulti che non capiscono e non vogliono capire il mondo dei bambini. Questo secondo me è il tema centrale della storia, incarnato dai genitori di Matilda e la signorina Trinciabue. Queste sono figure con un proprio ideale d’infanzia, che non contemplano l’idea di sviluppare il potenziale dei bambini ma si crogiolano nella propria arroganza, ignoranza, aggressività, cattive abitudini. Gli adulti sono quasi tutti con il salame sugli occhi in questa storia e i bambini ne pagano le conseguenze.

Dahl, con la sua storia rivolta ai bambini, ancora una volta incanala messaggi sociali per le nuove generazioni, con una critica sociale anche rivolta agli adulti penso io: non è bene stare sempre davanti alla TV o pensare solo alle cose materiali, la violenza e la cattiveria non sono cose belle. Non sono cose che dice a voce alta ma lo fa conferendo certe abitudini ai personaggi che non puoi non odiare nel racconto, con l’effetto di lasciare una morale lampante mai raccontata esplicitamente.

Anche sulla scuola non risparmia una critica velata, dando ruoli contrapposti alla signorina Honey e alla signora Trinciabue: una incarna l’ideale di insegnante perfetta, comprensiva, che capisce i suoi alunni e si adatta alle proprie necessità; mentre l’altra mostra la versione cattiva dell’autorità, che sfocia in violenza e costrizione, e fa diventare la scuola una prigione più che un posto dove imparare.

E infine c’è la spendila Matilda, un personaggio davvero delizioso, alla quale è impossibile non affezionarsi e provare empatia con lei; una bambina geniale e sopra la media, che allo stesso tempo incarna la purezza dell’infanzia con i valori ancora non corrosi dalla società che la circonda: un esempio molto positivo, che mostra l’infanzia quella senza schemi mentali e preconcetti, ma piena di buone intenzioni e senso di giustizia, e perché no, qualche marachella.

Matilda dunque è un classico della letteratura dell’infanzia che però consiglio anche agli adulti, perché ogni tanto ci si scorda quanto bello è stato essere bambini, fare scherzi e lottare contro le ingiustizie.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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