Recensione di Sembrava bellezza di Teresa Ciabatti

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Sembrava bellezza Book Cover Sembrava bellezza
Teresa Ciabatti
Narrativa
Mondadori
2021
Cartaceo- Ebook
240

Ad accoglierci tra le pagine di questo romanzo è una donna, una scrittrice, che dopo essersi sentita ai margini per molti anni ha finalmente conosciuto il successo. Vive un tempo ruggente di riscatto, che cerca di tenersi stretto ma ogni giorno le sfugge un po' di più. Proprio come la figlia, che rifiuta di parlarle e si è trasferita lontano.

Combattuta tra risentimento e sgomento per il tempo che si consuma la coglie Federica, la più cara amica del liceo, quando dopo trent'anni torna a cercarla. E riporta nel suo presente anche la sorella maggiore Livia - dea di bellezza sovrannaturale, modello irraggiungibile ai loro occhi di sedicenni sgraziate -, che in seguito a un incidente è rimasta prigioniera nella mente di un'eterna ragazza.

Come accadeva da adolescenti, i pensieri tornano a specchiarsi, a respingersi e mescolarsi. La protagonista perlustra il passato alla ricerca di una verità, su se stessa e su Livia, e intanto cerca di riafferrare il bandolo della propria esistenza ammaccata: il lavoro, gli amori.

Livia era e resta un mistero insondabile: miracolo di bellezza preservata nell'inconsapevolezza? O fenomeno da baraccone? Avvolti nelle spire di un'affabulazione ammaliante, seguiamo la protagonista in un viaggio che è insieme privato e generazionale, interiore e concreto. E mentre lei aspira a fermare l'attimo per non perdere la gloria, la sorte di Livia è lì a ricordare cosa può succedere se la giovinezza si cristallizza in un presente immobile: una diciottenne nel corpo di una cinquantenne, una farfalla incastrata nell'ambra.

Sembrava bellezza è un romanzo sull'impietoso trascorrere del tempo, e su come nel ripercorrerlo si possano incontrare il perdono e la tenerezza, prima di tutto verso se stessi. Un romanzo di madri e di figlie, di amiche, in cui l'autrice, con una scrittura che si è fatta più calda e accogliente, senza perdere nulla della sua affilata potenza, mette in scena con acume prodigioso le relazioni, tra donne e non solo. Un romanzo animato da uno sguardo che innesca la miccia del reale e, senza risparmiare nessun veleno, comprende ogni umana debolezza.

Ci sono scrittori che sembrano scrivano libri fatti apposta per noi; non per forza che parlano di esperienze condivise ma che parlano esattamente nel modo in cui vorresti lo facessero. Ecco la scrittrice che mi fa questo effetto è Teresa Ciabatti, e dopo questa introduzione credo abbiate capito che ho adorato il suo chiacchieratissimo nuovo libro Sembrava bellezza, uscito a gennaio 2021 per Mondadori editore.

Protagonista di questa storia una scrittrice senza nome, quarantasettenne di successo dopo la pubblicazione del suo ultimo libro, che è ancora tormentata dai traumi vissuti da adolescente di provincia emarginata, che non riesce a superare il fatto di non essere stata bionda, dagli occhi azzurri, nobile, di non aver avuto i ragazzi del campo di pallacanestro, di non essere potuta entrare al circolo, di non aver avuto un cigno. Oggi, nonostante c’è l’abbia fatta, sia famosa, abbia sposato (e divorziato) un uomo ricco, sembra sempre ossessionata da quella sé bambina insoddisfatta e insicura, e ha problemi con gli uomini e con la figlia che la allontana il più possibile.

La scrittrice riprende i contatti con la migliore amica del liceo, Federica, bionda e ricca, anche lei all’epoca bruttina, con la quale vivevano all’ombra della sorella maggiore perfetta: Livia, desiderio di tutti, perfezione che cammina. A 17 anni Livia subisce un incidente che cambierà la sua vita e quella della sua famiglia, riportando danni permanenti e incastrandola per sempre in un eterna adolescenza. Da questi presupposti si sviluppa la narrazione di Sembrava bellezza, romanzo di donne che crescono e rimangono giovani per sempre, di difficoltà di relazioni e scelte sbagliate, d’invidie lunghe tutta una vita, di egoismo e altruismo.

Teresa Ciabatti ci ipnotizza ancora una volta con il suo stile graffiante, vivo e sincero, fin troppo direbbero alcuni, ma cristallino; dice le cose che molti hanno pensato almeno una volta nella vita ma non hanno mai avuto il coraggio di dire ad alta voce, esplora emozioni, traumi, invidie, esperienze in un modo che difficilmente si vede in letteratura, senza filtri.
Questo romanzo risulta un lungo flusso di coscienza, una confessione ad un lettore immaginario che segue questa scrittrice dalla moralità dubbia nelle sue avventure recenti e passate, dagli amanti alla relazione con la figlia, a quel desiderio di vendetta verso coloro che la hanno emarginata ad una voglia di redenzione per gli errori da sempre taciuti.

In questo viaggio noi incontriamo la scrittrice di oggi che si relaziona con la sua coscienza comprese tutte le cose che avrebbe voluto e ora quasi pretende di avere −«datemi un cigno» ad esempio ripete sempre − facendo i conti con la sé adolescente. Una narratrice senza ombra di dubbio inattendibile, che con il suo filtro racconta la sua storia, alternandola a pensieri meschini e proiezioni mentali di sé ossessive. Nessuna eroina, non c’è perfezione, ma accentuati difetti e complessi legati alla mancata bellezza nella vita, specie da ragazzina, ma che influenzano più del dovuto anche l’adulta.

Sembrava bellezza parla quindi di giovinezza ed età adulta, in un turbine in cui l’una e l’altra si confondono, incarnate nella eterna ragazzina di Livia che rappresenta simbolicamente, ma nemmeno poi tanto, quel sentirsi sempre ragazza e mai adulta della scrittrice.

Ma è anche una storia che parla di relazioni: madre figlia, amiche, uomo donna, marito moglie, i genitori e i figli, tra amanti; tutte relazioni sono complesse, non lineari e non sempre comprensibili nelle loro dinamiche, ma umane e forse una delle cose più vere del romanzo.

Non credo che nella mia vita scriverò mai un libro, ma se mai dovessi farlo vorrei scriverlo come scrive Teresa Ciabatti: la sua penna tagliente e spietata, il suo modo di scoprire le ipocrisie della vita vera attraverso i libri mi fanno impazzire.
Non abbiamo sempre bisogno di eroi o eroine in cui identificarci quando leggiamo, spesso vogliamo leggere di persone vere, con sentimenti realistici e poco idealizzati in cui vedere anche solo un accenno di noi, e per questo trovo eccezionale Ciabatti e Sembrava bellezza: scoperchiando il vaso di Pandora dei sentimenti più oscuri che la sua protagonista ha, la scrittrice parla di persone come noi, che non siamo sempre mossi da nobili intenti o buone intenzioni, ma abbiamo traumi con cui lottare, gelosia e tanti sentimenti che di nobile hanno poco. Sono cose che esistono e per questo il leggerli ci fa sentire meno soli.

Dunque Sembrava bellezza è un libro che consiglio di leggere senza alcun dubbio, che sono certa non possa piacere a tutti, ma che molti troveranno straordinario come l’ho trovato io: un romanzo brutale e senza mezzi termini, che racconta in un modo tutto suo e personale la maturità e la lotta con il proprio passato.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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