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Un libro al cinema: Via col vento (1939)

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Via col vento è un film molto celebre, uno dei casi in cui forse il film è più famoso dal libro da cui è stato tratto: uno dei film considerato tra i migliori di sempre, che non ho visto fino a dopo aver letto il mastodontico libri di Margaret Mitchell.

Alla sceneggiatura di questo colossal troviamo Sidney Howard, primo scrittore ad aver vinto Oscar e Pulitzer, mentre la musica è stata curata dal vincitore di tre Oscar Max Steiner, e con l’altrettanto pluripremiato Ernest Haller, Via col vento annovera tra il suo cast Clark Gable, Leslie Howard, Olivia de Havilland, Hattie McDaniel e Vivien Leigh,

Di cosa parla Via col vento?

La storia racconta la vita di Scarlett O’Hara, bellissima ragazza delle campagne della Georgia si è innamorata di Ashley Wilkes. Questo però annuncia di volersi sposarecon Melanie, e per ripicca (ma non solo) Scarlett sposa una serie di uomini rimanendo innamorata del suo grande amore idealizzato. Costante della sua vita sarà il bello e poco gentiluomo Rhett Butler con cui avrà sempre un rapporto molto ambiguo e conflittuale.

Sullo sfondo la guerra di secessione americana raccontata dalla prospettiva schiavista.

La mia opinione sul film

Parlare di un classico del cinema come Via col vento mette sotto pressione: è stato uno dei film più amati della storia, con incassi incredibili per il suo tempo che adattati alla valuta corrente lo consacrerebbero come quello migliore di sempre andato al botteghino. È il primo film ad essere girato in Technicolor, ha ricevuto ben 13 candidature all’Oscar e ne ha vinti 10, che all’epoca risultò un record assoluto, tra cui il primo Oscar in assoluto a una persona afroamericana.

Via col vento ha spopolato in tutto il mondo sin da subito e diventato il primo colosso vero e proprio del cinema mondiale. con uno dei film più costosi di sempre secondo alcuni: e quindi chi sono io per parlarne?

Le basi degli esami di cinema dati all’università non mi rendono una critica, per questo scrivendo di questo grandissimo classico non posso che raccontarvi la mia personale opinione.

Partendo dalle parti più tecniche, non posso non menzionare le ambientazioni, che ci inseriscono perfettamente in un contesto storico come gli Stati confederati del Sud di quelli che poco dopo sarebbero diventati gli Stati Uniti d’America. Ma anche l’abbigliamento e iset interni sono spettacolari, dando una ricostruzione storica accurata e visivamente eccellente.

Avendo poi da poco finito il libro facile è stato per me rimanere suggestionata dal come la produzione sia riuscita a ricreare perfettamente quello che racconta Mitchell nel suo romanzi, sia a livello di setting che a livello di contesto storico culturale. Ho apprezzato i tagli di scena che fanno progredire la storia e raccontano della guerra con delle scritte: certo che per noi oggi sono forse démodé ma utili per rendere anche parti approfondite decisamente nel libro.

«Giuro davanti a Dio, e Dio m’è testimone, che i Nordisti non mi batteranno! Supererò questo momento e quando sarà passato non soffrirò mai più la fame, né io né la mia famiglia, dovessi mentire, truffare, rubare o uccidere. Lo giuro davanti a Dio: non soffrirò mai più la fame!»

La storia dunque è stata fedelmente adattata alla pellicola che raggiunge quasi le quattro ore, anche se c’è stata qualcosa di cambiato rispetto al romanzo; si rende il clima che si legge tra le pagine del romanzo di Mitchell in maniera eccellente, con la scelta poi di Clark Gable e Leslie Howard che sono perfetti per interpretare Scarlett e Rhett, con un ottimo feeling e ne interpretano bene l’essenza e l’anima profonda dei due personaggi.

Sono sicura che deve essere stato difficile adattare un libro tanto lungo e soprattutto denso di avvertimenti come quello di Mitchell: le sue 1200 pagine sono piene e vive, senza buchi né passaggi prettamente descrittivi. L’ardua impresa è riuscita bene, con alcuni dettagli tagliati (come il primo figlio di Scarlett per esempio) e alcune cose che vengono menzionate appena di sfuggita, ma nel compenso rimanendo fedele sia ai dialoghi e alle scene del libro.

Devo ammettere che fino al primo tempo non sono riuscita ad avere completa sintonia con la storia, mentre la seconda parte, molto più emotiva, compensa bene la lunga introduzione al cuore della storia che è la precedente.

Dunque, concludendo queste mie note su Via col vento, non servirà mica che ve lo consigli io di vederloma lo farò comunque: perché nonostante abbia la sua età è un film che ci trasporta in un tempo e un luogo lontano, per assistere alla Guerra di Secessione americana ma anche alla storia d’amore tra Rhett e Scarlett O’Hara.

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Trovate invece a questo link la recensione del libro di Via col vento.

E per ultimo vi lascio il Trailer ufficiale del film:

Alla prossima con un nuovo libro al cinema!

Giorgia

in copertina da flickr @ Halloween HJB, “Via col Vento” (“Gone With the Wind”), Italian film poster, 1949.

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