Recensione di Via col Vento di Margaret Mitchell

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Via col vento Book Cover Via col vento
Margaret Mitchell
Classico
Neri pozza
1936
Cartaceo- Ebook
1194

Scarlett O’Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l’illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della guerra civile cominceranno a spirare sul sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell’amore e la storia impossibile con l’affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi...

Come per l’anno scorso anche nel 2021 mi sono ripromessa durante l’anno di affrontare alcune letture che ho segnato in una lista di buoni propositi; alcune di quelle scelte questa volta sono libri mastodontici, e uno nello specifico è Via col vento. Dato che Neri pozza ne ha realizzato una nuova traduzione nel 2020, rilanciando questo classico della letteratura americana, e avendolo io trovato in promozione, ne ho approfittato senza remore spinta anche dalle molte recensioni entusiastiche che ho letto su internet e i social. E sapete che c’è? Nonostante avessi alcuni dubbi perché non sapevo se potesse fare per me, io Via col vento l’ho divorato e amato molto. Ma se come me siete completamente digiuni sulla storia, ve la racconto meglio.

Di cosa parla Via col vento?

Rossella O’Hara è la ragazza più affascinante ereditiera della grande piantagione di Tara; è piena di corteggiatori e sempre al centro dell’attenzione. Quando scopre però che uno dei suoi spasimanti, Ashley, sta per fidanzarsi con la scialba Melanie si sente ferita nell’orgoglio ed è convinta di riconquistarlo perché innamorata di lui. Solo che alla festa di fidanzamento il loro confronto non va proprio come spera la ragazza e accetta di sposare Charles (fratello di Melanie) per ripicca; peccato che l’ospite del giorno, il reietto e uomo dalla dubbia moralità Rhett Butler, abbia origliato il suo segreto.

Dopo quella grigliata scoppia la guerra civile e la vita di tutti viene sconvolta: Scarlett si trasferisce ad Atalanta con la zia del marito e Melanie, la sua acerrima nemica che ha sposato il suo amato, in veste di signora. E da qui si susseguiranno una serie di avvenimenti nella sua vita che la porteranno a maturare e a diventare una donna, con lo sfondo della disastrosa guerra di secessione e dell’occupazione nordista dopo.

Questo un accenno della trama, perché non voglio svelarvi altro: sicuramente Via col vento è un libro mastodontico in tutti i sensi, che parla di moltissime cose. Io, ingenuamente, prima di approcciarmi a questo titolo credevo che parlasse banalmente di una storia d’amore, e mi sbagliavo.
Certo, parte della trama è legata all’amore di Scarlett per Ashley, e la chimica tra Rhett e Scarlett, ma non si può ridurre un romanzo del genere a solo una storia d’amore. Io l’ho visto più come un romanzo di formazione, che vede l’evoluzione e segue quasi tutta la vita della sua protagonista Scarlett. Lei poi è un’antieroina molto particolare, detestabile in alcuni momenti, mentre la si apprezza e rispetta molto di più in altri, ma di certo non è un personaggio convenzionale.
Scarlett O’Hara è una protagonista mostrata in diverse sfaccettature, con i suoi pregi e difetti: non l’eroina ottocentesca ma una persona viva, realistica, come possono esserne vissute veramente. Un personaggio complesso, che si può giudicare per le scelte e gli errori, è egoista per la maggior parte del tempo, è opportunista per il restante periodo; senza contare che è una donna che vuole stare al centro dell’attenzione sempre e comunque, che vorrebbe essere l’angelo del focolare come lo era sua madre, ma allo stesso tempo non riesce a non infrangere i dettami sociali per dare un bacio a un ragazzo. Ecco, che possa piacere o meno, Scarlett è sicuramente un personaggio costruito divinamente, né bianco né nero ma totalmente grigio, come poi lo sono le persone nella vita reale.
Mi è piaciuto seguire le vicende e assistere agli sbagli, ho apprezzato molte cose fatte da lei e la sua fermezza di carattere, non l’ho sempre approvata al cento per cento ma di sicuro ho trovato di la scelta di Mitchell di mettere al centro della sua storia un personaggio così anticonvenzionale geniale.

E poi Scarlett è ribelle, e va contro i dettami sociali imposti. Lo fa per tornaconto personale, ma lotta sempre per quello che vuole risultando rivoluzionaria per i suoi tempo: in una società come quella degli Stati Confederati dove le donne non potevano pensare, dovevano badare a diventare delle perfette mogli che assecondano i mariti, non potevano mangiare troppo né tanto meno lavorare, Scarlett O’Hara se ne infischia e decide della sua stessa vita sempre e comunque. A volte solo per stare al centro dell’attenzione e della festa, altre per salvare la sua fattoria amata e tutta la sua famiglia, altre per evitare di dover mai più patire la fame.

Il resto dei personaggi sono pure loro ben costruiti e sviluppati, mostrati in questo lungo arco narrativo in molte sfaccettature; ho trovato l’autrice molto brava nella caratterizzazione di tutti gli attori di questa storia, dalle comparse ai comprimari, rendendo Via col vento una storia viva e pulsante.

Altro aspetto fondamentale nel romanzo è la sua rilevanza storica: Via col vento anche un romanzo storico che parla di tutto il periodo della Guerra di Secessione americana, dove nordisti e sudisti si battono per le loro convinzioni, evento che farà nascere gli Stati Uniti di America come li conosciamo oggi. È interessante approfondire questo momento storico di cui noi conosciamo la versione dei vincitori dalla prospettiva di chi ha perso questa guerra: vedere l’altra faccia di questa guerra è stato stimolante per analizzare tutto da una prospettiva differente. Soprattutto nell’approfondimento su schiavitù e la libertà delle persone afroamericane che gli Stati del Nord concedono, la nascita del Ku Klux Clan.
È un romanzo storico e per questo una testimonianza di un periodo lontano che noi possiamo capire poco, visto che abbiamo una mentalità diversa dalle persone del tempo (e meno male, diciamolo), ma è affascinante vedere come cambiano le prospettive a volte. Una ricostruzione storica molto interessante per vedere e assistere alla cultura del tempo, alla mentalità, alle usanze.

Bello è vedere anche raccontate qui le usanze e la società georgiana del tempo, con le loro dinamiche e le proprie costrizioni sociali. Modi di vivere cambiato dalla guerra e lasciando il posto a un progresso che non piace a nessuno, in cui i giovani rimpiangono i bei tempi andati, dopo aver mandato al fronte una generazione di ragazzi impreparati a morire. Un’altra riflessione davvero interessante, che fa percepire il peso del progresso e del cambiamento in qualsiasi epoca storica, persino la nostra.

Dunque concludendo questa analisi, se non lo avete ancora fatto leggete assolutamente Via col vento, perché è un libro meraviglioso, che nonostante la sua lunghezza si legge con estrema facilità e incolla alle sue pagine. Non fermatevi davanti alle apparenze come ho fatto io per molto tempo e buttatevi in questa avventura per conoscere la vera storia di Scarlett O’Hara.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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