Recensione di Anna Karenina di Lev Tolstoj

Recensione di Anna Karenina di Lev Tolstoj

Reading Time: 5 minutes
Anna Karenina
Lev Tolstoj
Classico
Diverse edizioni, la mia Feltrinelli Editore
1877
Cartaceo- Ebook - Audiolibro
1120

“Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice lo è a modo proprio”

“Qual è il vero peccato di Anna, quello che non si può perdonare e che la fa consegnare alla vendetta divina? È la sua prorompente vitalità, che cogliamo in lei fin dal primo momento, da quando è appena scesa dal treno di Pietroburgo, il suo bisogno d’amore, che è anche inevitabilmente repressa sensualità; è questo il suo vero, imperdonabile peccato. Una scoperta allusione alla sotterranea presenza nel suo inconscio della propria colpevolezza è il sogno, minaccioso come un incubo che ritorna spesso nel sonno o nelle veglie angosciose, del vecchio contadino che rovista in un sacco borbottando, con l’erre moscia, certe sconnesse parole in francese: Il faut le battre le fer, le broyer, le pétrir [...]. Il ferro che il vecchio contadino vuole battere, frantumare, lavorare, cioè distruggere, è la stessa vitalità, il desiderio sessuale, l’amore colpevole e scandaloso di Anna; e così essa lo sente e lo intende come la colpa che la condanna[...]. Ed è quel vecchio a farle improvvisamente comprendere cosa deve fare: distruggere quella vitalità, e cioè distruggere se stessa per espiare la sua colpa.”

Dalla Postfazione di Gianlorenzo Pacini

«Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece infelice a modo suo» è uno degli incipit più famosi della storia della letteratura, e così apre classico della letteratura russa conosciuto anche da chi non ha etto il libro; il romanzo è Anna Karenina, pubblicato tra il 1875 e il 1877 a puntate sulla rivista Russkij vestnik. Io l’ho letto per tre lunghi mesi con il gruppo di lettura creato da Leggo quando voglio, #maratonarussa, dove ho scelto la traduzione di una delle mie case editrici preferite, ovvero Feltrinelli editore del 2013, tradotto da Gianlorenzo Pacini. E finalmente alla fine di questo lungo viaggio sono pronta a raccontare anche a voi questo celeberrimo libro.

Di cosa parla Anna Karenina?

È difficile sintetizzare con semplicità la trama di Anna Karenina: il romanzo racconta l’intrecciare delle storie di alcune persone della società bene russa del tempo; Stepàn Arkad’ič Oblonskij e sua moglie Dolly hanno dei problemi coniugali, visto la passionalità del marito. Interviene in loro aiuto Anna, la sorella di Stiva, sposata con il rispettabile e freddo Karenin da cui ha un figlio a cui lei è molto affezionata. Durante quella stessa visita a mosca dalla cognata Anna conosce Kitty, la sorella minore di Dolly, e il suo spasimante Vroskij; Levin è un altro corteggiatore della giovane Kitty, ma che essa decide di accantonare in favore del bel giovane conte Vroskij. Solo che il piano di Dolly fallisce, perché Anna Karenina e il conte Vroskij si incontrano e si innamorano. Ma come vi dicevo questa solo una premessa del romanzo di Tolstoj, mastodontico e composto da otto parti, ricco di avvenimenti e d’incroci tra questi personaggi.

La prima cosa che vorrei sottolineare di Anna Karenina è il come Tolstoj sia riuscito a riportare a noi una fotografia del suo paese, il quadro sociale e culturale della Russia verso la fine del suo secolo. E credo che questo sia uno dei motivi per cui questo libro sia rimasto alla storia, proprio per la fitta descrizione della società del tempo, degli usi, dei consumi, della mentalità e le convenzioni sociali, di come funzionava la campagna o i treni divisi tra uomo e donna: insomma nel suo romanzo Tolstoj ci racconta fedelmente la sua Russia, immergendoci nella sua società parlando anche di temi importanti come l’economia, la politica, la guerra, la condizione dei lavoratori e la condizione femminile.

Sicuramente poi importate in questa storia sono i personaggi, anima portante del romanzo che intrecciano le loro storie incrociandole e incrociandosi. In fondo Anna Karenina non racconta solo della donna da cui il romanzo prende il nome, ma di tre famiglie infelici: nel celebre incipit c’è un po’ la chiave di lettura del romanzo secondo me. Una costruzione dettagliata e magistrale per questa serie di protagonisti, che amiamo e odiamo, alle quali storie ci appassioniamo, che seguiamo gli intrighi e gli sconvolgimenti. Sicuramente dopo una prima lettura mi viene da chiedermi come mai il romanzo sia chiamato proprio Anna Karenina, dato che in fondo essa è solo una degli attori di questa storia. Certo, la sua storia incrocia ogni personaggio e fa da motore a gran parte degli avvenimenti, ma mi è sembrato più centrale il personaggio di Levin. Considerazioni personali a parte Tolstoj ha occasione di creare i suoi protagonisti con una serie molto ampia di sfumature, creando dei personaggi vivi e realistici nel suo quadro complessivo.

Dal mio punto di vista il personaggio di Anna Karenina è stato quello più interessante e quello che mi ha fatto fare più riflessioni; inevitabile è il paragone tra Anna e Emma Bovary di Flaubert, due donne adultere che scelgono la felicità personale contro i doveri coniugali entrambe protagoniste di due romanzi grandissimi, che idealizzano la vita e sono egoiste e pensano al proprio interesse personale, e in entrambi i romanzi a cui danno il nome vengono abbastanza demonizzate.
Ma al contrario di Emma Bovary, più Tolstoj voleva farmi odiare Anna Karenina più provavo compassione per questo protagonista che ha intrapreso scelte controcorrente per i propri tempi. Farò un piccolo spoiler (chi non vuole rovinarsi questo libro può saltare questa riga) ma mi sono trovata a chiedere: Anna Karenina se fosse stata in un altro tempo, ad esempio il nostro, con possibilità di scelta diverse, si sarebbe lo stesso suicidata? Io ho provato pena per questo personaggio tormentato dalle sue stesse decisioni, dove scegliere l’amore la porta lontano dal figlio, e viceversa, in cui non ha una via di mezzo né una minima soluzione di felicità. Perché, poi riflettevo, quanto dolore può provare una persona per decidere di buttarsi sotto un treno?

 

Proseguendo con le tematiche del romanzo, nonostante io non sia una critica letteraria, ho rintracciato alcuni filoni ricorrenti nella storia: l’amore sicuramente è uno di questi, tema generale riproposto per tutto il romanzo. L’amore non per forza legato al matrimonio, sentimento che appaga ma allo stesso tempo distrugge e non porta sempre qualcosa di buono, deromanticizzando il concetto stesso di amore, e accostandolo alla sofferenza in ogni sua declinazione. A questo concetto viene collegato il concetto di felicità e l’infelicità. I personaggi di questa storia sono tutti alla ricerca della prima, ma finiscono inevitabilmente ad arrivare alla seconda, nonostante abbiano ottenuto quello che volevano, nonostante le proprie scelte.

Inaspettata è stata la scorrevolezza di questo libro che è comunque uno di quelli che tutti considerano un mattone russo con le sue 1120 pagine: lo stile di Tolstoj è estremamente scorrevole, contro ogni mia credenza o pregiudizio; ho apprezzato anche la coralità della storia che cambia prospettiva facilmente raccontando di volta in volta il punto di vista di ogni personaggio.

La mia esperienza con Anna Karenina è stata anche molto personale; dall’inizio dell’anno ogni sabato mattina ho avuto una routine sempre uguale: a letto fino a tardi, una maschera per il viso e la lettura settimanale di Anna Karenina. Il prossimo sarà il primo sabato senza Anna Karenina, e nonostante questa lettura per me sia stata un costante alto e basso di gradimento, so già che mi mancherà moltissimo. Mai però mi sarei aspettata che il mio primo approccio con Tolstoj sarebbe stato così semplice: la lettura è sempre stata scorrevole, anche se alcuni personaggi non sono riusciti ad appassionarmi per nulla (non vi racconterò di quanto ho detestato Levin, ma sappiate che è stato il personaggio che ho meno amato di questo romanzo) mentre ho sempre provato una forte pena per Anna e il suo lottare contro le sue stesse scelte, in una vita che caratterizzata dalla costante dell’infelicità. Anna Karenina è stato il mio primo mattone russo, non è stato uno di quei libri che mi ha cambiato la vita leggendolo, ma era uno di quei titoli che sapevo di voler affrontare prima o poi nella vita. E mi rimarrà sempre il ricordo di quei bei sabati mattina di coccole passati a letto in compagnia di Tolstoj.

Anna Karenina dunque è un importante romanzo nella letteratura mondiale, un capolavoro e ne riconosco sicuramente l’importanza storica; devo ammettere che non ha conquistato il mio cuore come altri classici ma l’ho apprezzato nella sua interezza e soprattutto volevo affrontare nella mia personale carriera di lettrice e come cultura personale.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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