scorrete lacrime, disse il poliziotto recensione libro philip k. dick

Recensione di Scorrete lacrime, disse il poliziotto di Philip K. Dick

Reading Time: 3 minutes
Scorrete lacrime, disse il poliziotto Book Cover Scorrete lacrime, disse il poliziotto
Philip K. Dick
Fantascienza
Fanucci
1974
Cartaceo- Ebook
256

Jason Taverner, noto conduttore televisivo, è il prodotto di esperimenti sugli esseri umani attraverso cui sono stati creati individui di bellezza e intelligenza fuori dal comune, ed è una star amata da milioni di persone. Dopo un incidente si ritrova in ospedale per poi risvegliarsi in una stanza d’albergo, e in breve
si rende conto che la sua esistenza sembra essere ignorata dal mondo intero. Nonostante lui abbia ricordi molto chiari di chi fosse prima del ricovero, nessuno lo riconosce, e i suoi documenti sono spariti nel nulla, facendolo diventare un clandestino, passibile perfino di arresto, se individuato. In due giorni da incubo, in un mondo fattosi improvvisamente ostile, Jason va alla disperata ricerca della propria identità.
Un romanzo che affronta le tematiche più ricorrenti dell’opera dickiana: la difficoltà di distinguere le dimensioni della realtà, l’alterazione dello stato di coscienza e l’uso delle droghe.

Amo la fantascienza ma ne leggo sempre troppo poca. Ogni tanto me la concedo proprio come coccola, come in questo caso: ad agosto ho letto Scorrete lacrime, disse il poliziotto di Philip k Dick uno dei padri della fantascienza moderna nonché il mio autore preferito del genere.

Di cosa parla Scorrete lacrime, disse il poliziotto?

Jason Taverner è un famoso contante, un uomo molto popolare con un suo show e seguito in tutto il mondo. Un giorno si sveglia in un motel e scopre di non esistere più: nessun documento registrato da nessuna parte, né qualcuno che si ricordi di lui. Da qui ci addentreremo dentro questa storia ambientata in un futuro lontano e tecnologico, assistendo alla riscoperta di sé del suo protagonista.

In Scorrete lacrime, disse il poliziotto ho trovato un Dick che amo, che gioca con l’ambiguità per raccontare la sua storia: alternando la narrazione a riflessioni abbastanza intime sull’esistenza e la popolarità, vediamo costruire dal maestro, sullo  sfondo, un mondo del futuro in cui la libertà non esiste, gli studenti sono dei criminali e in poliziotti naz chiudono i dissidenti in campi di lavoro; ma si va anche su Marte, si usa auto volanti e si paga con il tocco della mano. Un mondo che è lievemente accennato ma che rimane vivido nei nostri occhi, costruito alla perfezione anche se noi vediamo di esso solo uno scorcio.

Il tema dell’identità è molto forte in questo romanzo: cosa succederebbe se un giorno ti svegliassi e scoprissi di non essere mai esistito, nel quale persino le persone vicine a te non si ricordano chi sei?
Al protagonista di questa storia accade proprio questo, ed è affascinante vedere la sua reazione da uomo ricco e popolare, ma allo stesso tempo non più giovanissimo che sente il peso della età, alla sua improvvisa scomparsa, tra cospirazioni e soluzioni criminali per non essere arrestato.

Le droghe e le allucinazioni sono anche in Scorrete lacrime, disse il poliziotto molto presenti e importanti ai fini della trama: chi conosce un po’ l’autore saprà che la sua storia personale è stata segnata dalle sue varie dipendenze. E anche questo libro fa chiari riferimenti a stupefacenti del futuro, ma anche ad  alcuni del presente.

Il romanzo poi è strutturato come una sorta di giallo, in cui un maresciallo molto in alto di grado si prenderà in carico il caso di Taverner, mostrando parallelamente da un certo punto in poi entrambi i punti di vista. Da qui il titolo, scelto da Dick, anche perché tratti da dei versi del compositore elisabettiano John Dowland che l’autore amava molto.

Dick è sempre un maestro a raccontare le sue storie ambientante in mondo fantascientifici con una sana dose di ambiguità e ansia, analizzando e facendo critica anche alla società del suo tempo. In questo libro l’enigmaticità la fa da padrona, lasciando il lettore sul filo dell’illusione per gran parte del testo. Ho apprezzato molto proprio il gioco tra vero e finzione all’interno del testo, ma anche l’introspezione che viene data al suo protagonista, che inizialmente sembra solo un divo della TV superficiale ed egoista, ma col passare delle pagine assume sfumature caratteriali più ampie e profonde.

Per concludere Scorrete lacrime, disse il poliziotto è per questo uno migliori libri di Dick secondo me, che consiglio di certo per chi vuole approcciarsi a questo scrittore. Da leggere per conoscere la storia di Jason Taverner che un giorno si è svegliato e non esisteva più.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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