siete pazzi a indossarlo! recensione libri di Elizabeth cline

La recensione di Sustainable Curvy di Siete pazzi a indossarlo! di Elizabeth L. Cline:

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Siete pazzi a indossarlo! Perché la moda a basso costo avvelena noi e il pianeta Book Cover Siete pazzi a indossarlo! Perché la moda a basso costo avvelena noi e il pianeta
Elizabeth L. Cline
Inchiesta
Piemme
2012
Cartaceo- Ebook
219

Un'inchiesta che vi aprirà gli occhi sui costi nascosti per la salute, l'ambiente, i diritti umani, la tutela del lavoro della moda low cost.

Quando compriamo una maglietta o un pantalone per poche decine di euro nei negozi di noti marchi di abbigliamento a basso costo, dobbiamo sapere che il prezzo esposto non è mai il prezzo giusto. In realtà, sono "affari" che paghiamo molto cari. Perché ci riempiamo l'armadio di capi usa e getta e perché indossiamo tessuti di bassa qualità, sempre più artificiali e meno naturali, tinti chissà come e chissà dove, che si usurano facilmente, prodotti a getto continuo per rifornire le boutique ogni settimana di nuovi arrivi. In Cina, paese da cui arriva la maggior parte dei vestiti, ci sono distretti appositi, dove lo smog riduce la visibilità a pochi metri.
Basso prezzo non vuol dire solo bassa qualità, ma anche bassi salari: quelli che percepiscono gli addetti negli Stati in cui le fabbriche sono state delocalizzate, che sono fortemente sfruttati. In molti Paesi, tra cui l'Italia, il settore tessile ha subito le conseguenze del "fast fashion", con perdita di posti lavoro e know-how, a vantaggio di stati dove si può produrre per pochi euro capi che qui costerebbero il triplo.
Partendo dal proprio armadio, stipato di abiti poco o mai usati, o logori dopo due lavaggi, la giornalista Elizabeth L. Cline compie un'indagine mondiale - dalla Cina al Bangladesh all'Italia - sull'industria dell'abbigliamento a basso costo e sui pericoli e sulle conseguenze che l'accumularsi di "fast fashion" ha sulla nostra salute, sull'economia e sull'ambiente.
E, non ultimo, sulla nostra anima, dato che la rincorsa all'acquisto produce compulsività, insoddisfazione, stress e perdita di personalità e stile.

Siete pazzi a indossarlo! Perché la moda a basso costo avvelena noi e il pianeta di Elizabeth L. Cline è un viaggio attraverso ciò che l’industria dell’abbigliamento è stata in passato, è tuttora e può essere in futuro.

Quando si parla di moda, al giorno d’oggi il nostro primo pensiero va alle grandi catene di abiti a prezzi stracciati, la cosiddetta fast fashion. Ne troviamo almeno un punto vendita in ogni città d’Italia, se non in ogni quartiere per quanto riguarda le metropoli. Quanti di noi si ricordano di come si acquistava prima della loro esistenza?

Il libro è un lungo reportage che ci racconta proprio come è cambiato il rapporto delle persone con gli indumenti nel tempo. I vestiti a basso costo sono una rivoluzione degli ultimi decenni, infatti storicamente erano sempre stati considerati preziosi.

In particolare l’autrice ci riporta moltissimi esempi di redditi medi di epoche diverse in rapporto alla spesa effettuata per gli abiti di ciascun membro della famiglia. Una proporzione che a noi consumatori moderni risulta istintivamente elevata e non più attuabile. Infatti, le nostre aspettative su quanto debba costare un capo sono molto basse.

La ricetta di Cline su cosa compone il prezzo di un abito

Siete pazzi a indossarlo! spiega come l’industria tessile non sia ad alta tecnologia, ma ad alta intensità di manodopera. Ci parla infatti di come il grosso del costo di un indumento sia composto dagli stipendi del personale delle fabbriche e perciò i giganti della moda cerchino di spostare la produzione nei paesi dove questa spesa è ridotta all’osso. Il reportage evidenzia così il legame tra risparmio, delocalizzazione e riduzione dei salari e della sicurezza degli operai.

Il libro ci illustra come un’altra componente importante del costo finale siano le materie prime. Uno dei numerosi esempi a cui Cline fa riferimento nella sua indagine è l’aumento dei prezzi della manodopera specializzata in Cina e le ripercussioni sulla qualità dei tessuti. La tesi esposta è che per mantenere i costi dei capi finiti bassi nonostante l’impennata delle tariffe, le fabbriche usino stoffe sempre più sottili e i vestiti siano rifiniti sempre peggio. La conseguenza diretta è che se già stile, innovazione e qualità venivano messe precedentemente in secondo piano, in questo modo stanno scomparendo del tutto.

Siete pazzi a indossarlo! ci ricorda per tutta la lettura che i trend odierni cambiano continuamente per permettere a noi consumatori di non sentirci in colpa a buttare via abiti di scarsa fattura ed economici per comprarne sempre nuovi. E ci permette di comprendere a fondo come il guadagno di tutti gli attori coinvolti si basi su questo circolo vizioso di acquisti costanti, a spese della sostenibilità ambientale e dei diritti dei lavoratori.

Le alternative proposte nel libro

L’autrice fortunatamente ci mostra anche una via d’uscita: ritornare a recuperare le abilità che per secoli sono state tramandate di generazione in generazione e ora sono andate praticamente perdute. L’esempio su cui lei si concentra maggiormente è il cucito. Non per forza per confezionarsi un abito da zero, ma anche soltanto per essere in grado di apportare quelle modifiche necessarie affinché ciò che compriamo ci stia meglio e ci piaccia di più.

Ma anche comprare capi di seconda mano è un valido suggerimento proposto ai lettori perché consente di dare nuova vita a quelli che altrimenti diventerebbero rifiuti fatti di plastica (il poliestere è il tessuto dominante sul mercato), difficili da smaltire. L’ultimo consiglio di Cline è che possiamo anche indirizzarci verso creazioni artigianali che ci garantirebbero uno stile pressoché unico e originale. Le vie sono tante e per tutte le tasche.

Cosa penso di Siete pazzi a indossarlo!?

La sua natura di libro-inchiesta lo rende molto interessante per quanto riguarda i contenuti, ma poco scorrevole nella lettura. Gli aneddoti raccontati sono tanti e di tante epoche diverse. Più volte mi è capitato di dover tornare indietro per capire di quale azienda si stesse parlando o in quale decennio fosse ambientata quella particolare vicenda.

Ma allo stesso tempo è una lettura fondamentale per capire cosa si nasconde dietro la filiera dei nostri acquisti e per diventare consumatori più consapevoli. Solo così potremo acquisire gli strumenti per fare del bene al nostro pianeta, a noi stessi e agli altri essere umani che insieme a noi lo abitano.

E voi avete mai riflettuto sull’impatto che ha il vostro guardaroba?

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Se invece vuoi altri consigli di lettura vieni a trovarci sul Blog.

A presto,

Betta

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