Operazione Shylock recensione libro roth

Recensione di Operazione Shylock di Philip Roth

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Operazione Shylock Book Cover Operazione Shylock
Philp Roth
Narrativa
Einaudi
1993
Cartaceo- Ebook
464

In questo libro perversamente ingegnoso (che potrebbe o meno essere un libro di fiction), Philip Roth incontra un uomo che potrebbe o meno essere Philip Roth. Perché qualcuno con quel nome sta girando per Israele, promuovendo un bizzarro esodo alla rovescia degli ebrei. Roth è deciso a fermarlo, anche se questo significa impersonare il proprio impersonatore. Con una suspense straziante, speculazioni filosofiche sfrenate e un cast di personaggi che include agenti dei servizi segreti israeliani, esuli palestinesi, un criminale di guerra sotto accusa e la seducente fondatrice di un'organizzazione chiamata Antisemiti Anonimi, Operazione Shylock si mantiene sempre in bilico sul crinale tra realtà e finzione, serietà e comicità raffinata, storia e incubo.
Operazione Shylock ha vinto il PEN/Faulkner Fiction Award per il 1993. Inoltre è stato scelto da «Time» come il miglior romanzo americano del 1993.

Continuo ad affrontare la lettura di alcuni libri di Philip Roth grazie al gruppo di lettura #libridiroth di cui faccio parte, organizzato da Leggo quando voglio. Tra luglio e agosto abbiamo letto Operazione Shylock, opera del premio Pulitzer del 1993.

La trama di Operazione Shylock è abbastanza folle: protagonista di questo romanzo è lo stesso Roth, che in un viaggio a Israele si accorge di avere un sosia, un altro Philip Roth che va in giro spacciandosi per lui.
Da qui parte una narrazione delirante, le cui premesse sono geniali e perverse.

Operazione Shylock ha un intreccio che di certo si può considerare originale, che getta le basi per un romanzo con una struttura complessa, contorta, in cui ci addentriamo all’interno di una cospirazione, al limite tra paranoia e illusione, in cui lo stesso scrittore stavolta senza usare alter ego né personaggi immaginari per raccontare se stesso si descrive nelle pagine di questo romanzo.

Roth ha una scrittura impegnativa in questo testo, alcune volte direi pesante anche per i temi in esso trattati. Infatti oltre al tema del doppio abbiano un ampio spazio dato alla religione dello scrittore, l’Ebraismo, la concezione sociale e i pregiudizi sia contemporanei che storici sulle persone ebree, ma anche affrontando un discorso complesso come quello della questione israeliana.
L’escamotage del doppio serve anche a raccontare una posizione che può sembrare controversa sullo stato di Israele, sulla potenziale risoluzione dello stato e una nuova diaspora ebraica per l’Europa. Non è un segreto che Roth sia sempre stato molto esplicito e molte volte anche apertamente in contrasto, o almeno percepito in tale modo dalla comunità ebraica, con le sue origini e la sua educazione di ebreo ortodosso. Per questo è davvero interessante vedere come in un romanzo come questo tratti un argomento delicato e molto discusso come quello dello stato d’Israele.
Da un lato percepiamo dagli attori che lo circondano in questa storia ancora un forte sentimento antiebraico che secondo me vuole essere un riflesso della società e dei preconcetti legati ancora alle persone ebree; dall’altro però vediamo che con l’espediente del sosia (è il doppio a fare certe affermazioni, non direttamente Roth: ambiguo vero?) parla dello stato di Israele, della sua identità, della sua creazione come qualcosa di strano e che non dovrebbe esistere.

Con uno strano sarcasmo quindi Roth dipinge un teatrino paradossale che per la sua idea è decisamente brillante, per poi giocare di nuovo con diversi piani di narrazione, in una costante duplicità tra realtà e finzione.

Operazione Shylock dunque è di certo un romanzo provocatorio, che si prende carico di raccontare la condizione ebraica moderna in maniera contraddittoria e ironica. Un libro che non è non facile, ma davvero interessante per i temi trattati, che mostra ancora una volta l’abilità dello scrittore statunitense di lasciare a bocca aperta i suoi lettori, per l’ingegno, per il suo essere sempre sopra le righe e anche per l’ambiguità che spesso contraddistingue i suoi scritti.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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