recensione di la mia vita di uomo di philip roth

Recensione di La mia vita di uomo di Philip Roth

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La mia vita di uomo Book Cover La mia vita di uomo
Philip Rpth
Narrativa
Einaudi
1974
Cartaceo- Ebook
380

Al cuore di La mia vita di uomo c'è il matrimonio di Peter e Maureen Tarnopol, un giovane scrittore e la donna che vorrebbe essere la sua musa ma è invece la sua nemesi. La loro unione si basa sulla frode ed è puntellata dal ricatto morale, ma è così perversamente duratura che, molto tempo dopo la morte di Maureen, Peter sta ancora cercando - inutilmente - di liberarsene attraverso la scrittura. Per mezzo di invenzioni disperate e verità cauterizzanti, atti di debolezza, di tenerezza e di scioccante crudeltà, Philip Roth crea un'opera degna di Strindberg: una tragedia di cecità e bisogno.

Continuo ad affrontare lettura delle opere di Philip Roth grazie al gruppo di lettura a lui dedicato (organizzato dalla blogger Leggo quando voglio) e il mese scorso abbiamo letto assieme la mia vita di uomo, pubblicato per la prima volta nel e arrivato in Italia con Einaudi nel, che al momento considero il mio titolo preferito dell’autore statunitense.

Di cosa parla La mia vita di uomo?

La storia di questo libro è incentrata su Peter Tarnopol, professore universitario e celebre scrittore, e del suo travagliato matrimonio con la ex moglie Maureen.

Non vi racconto altro della trama perché il libro racconta principalmente di questo legame, difficile, tormentato, ossessivo e litigioso, da cui entrambi gli ex coniugi non riescono a separarsi.

La trama di La mia vita di uomo riprende temi cari a Roth, principalmente la storia di un uomo e della prima ex moglie con il loro rapporto complicato e litigioso, ma anche la storia di un borghese ebreo di Newark, del suo rapporto complesso in genere con il sesso opposto, dell’analisi dallo psicologo, della vita di uno scrittore. Sicuramente, con una vena autobiografica Roth ci racconta una storia che ci pare di aver già letto in altri suoi testi (c’è anche il dottor Spievogel, lo stesso analista di Lamento di Portnoy).
La bellezza però di La mia vita di uomo però è la penna di Roth, impeccabile, acuta, brillante, divertente a punti, tragica in altri.

Questo libro racconta il dramma di un uomo in perenne conflitto con se stesso e con le sue decisioni, che molte volte sono sbagliate; un uomo dipinto nella sua brutale naturalezza, con i suoi difetti e il suo narcisismo, con le sue donne e il suo lavoro da scrittore. La prima parte del libro narra le vicende di Nathan Zuckemberg, alter ego letterario di Tarnopole protagonista del romanzo che lo ha reso celebre nel suo paese, in cui questo racconta una versione migliore di sé, un immagine alterata di come avrebbe voluto riscrivere la sua esistenza e come avrebbe voluto che fosse la sua vita di uomo; il resto del volume continua con la vera storia di Tarnopol che si racconta nella verità del suo dramma quotidiano, levandosi la maschera letteraria e mostrandosi per l’uomo che è veramente.

La parte di Zuckeberg l’ho trovata meravigliosa, un libro nel libro, colmo di riferimenti letterari e virtuosismi. La narrazione proseguendo si trasforma in stile, più nevrotico e sincero, riempiendo sempre le sue pagine di letteratura riferimenti e citazioni.

La mia vita di uomo è un opera straordinaria, un viaggio dentro l’esistenza di un uomo di successo tra apparenza e vita privata; da leggere per scoprire come un uomo può riscrivere la sua vita in qualche modo, e quanto bene lo può fare.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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