jack e la meccanica del cuore: recensione film

Un libro al cinema: jack e la meccanica del cuore (recensione Film)

Reading Time: 4 minutes

La pellicola di cui vi parlo oggi è differente dal solito perché disegnata, scoperta e guardata appena terminato il libro. Un film quasi sconosciuta in Italia, recuperabile in lingua originale, ma di una bellezza che ammalia. Il titolo  è Jack e la meccanica del cuore (in originale è Jack et la mécanique du coeur), tratto dal quasi omonimo romanzo di Mathias Malzeiu, e forse scoprirete solo ora della sua esistenza.

Presentato al festival di Berlino nel 2013, vede alla sua direzione lo stesso Malzeiu (di cui ne è anche lo sceneggiatore, doppiatore e cantante) co-diretto da Stéphane Berla. I disegni sono firmati dalla sammarinese Nicoletta Ceccoli ed è stato prodotto dalla casa di produzione del regista francese Luc Besson, l’Europacorp.

Il lungometraggio purtroppo non è popolare nel nostro paese perché non è uscito nelle sale italiane, ma lo potete trovare si trova su alcuni shop online disponibile, in francese con i sottotitoli, ma anche in inglese e spagnolo (vi lascio qui il mio link affiliato amazon).

La trama di Jack e la meccanica del cuore

Durante la notte più fredda del mondo, nasce ad Edimburgo Jack, bambino con il cuore di ghiaccio. La sua levatrice, ma anche considerata strega Madeleine, sostituirà l’arto gelato con un orologio a cucù, e crescerà come suo questo bambino.

Al suo decimo compleanno, Jack pretenderà di essere portato fuori a conoscere il mondo, e nella sua prima passeggiata per le strade di Edimburgo si scontrerà con una bella andalusa dagli occhi difettati, che cantando con il suo organetto per strada farà girare i meccanismi al ragazzo, dimenticandole tre regole fondamentali per la sua meccanica del cuore: mai spostare le lancette, dominare la rabbia e non innamorarsi mai e poi mai. Dopo questo incontro, deciderà di andare a scuola per incontrarla, ma la sua carriera scolastica sarà piena di umiliazione e bullismo. Costretto a lasciare la città, si metterà in viaggio per mezza Europa per ritrovare la sua Miss Acacia, accompagnato dall’inventore Melies.

La Recensione

Jack e la meccanica del cuore è una bellissima trasposizione del racconto che leggiamo nelle pagine di Malzeiu, con delle illustrazioni che sembrano quasi delle bambole di porcellana, bellissime e originali. L’atmosfera che si respira è un po’ gotica, decisamente fantasiosa, dove protagonisti freak prendono vita in un genere molto vicino allo steampunk ma anche ai lungometraggi animati di Burton.

La musica è firmata completamente dal suo autore, Malzieu, leader di una famosa rock band francese (i Dionysos) che ha firmato quindi adattamenti e parole di tutta la colonna sonora di quel che è a tutti gli effetti un musical: le canzoni e le animazioni si fanno strada assieme per delineare le avventure di questo protagonista così innamorato alla ricerca del suo amore.

La trama prende una piega diversa da quella della versione letteraria da circa la metà della visione: quando infatti il protagonista arriva al circo di Miss Acacia, gli avvenimenti procedono con fretta, quasi sembrando mancanza di tempo di approfondire la storia, e ne cambiano alcuni tratti fondamentali e il finale.
Scelta discutibile da parte di chi si è innamorato del racconto sulla carta stampata, ma anche comprensibile per i tempi cinematografici che sono decisamente differenti da quelli letterari. Secondo la scelta è dovuta pura alle differenze di pubblico: se per il libro i maggior fruitori sono adulti (perché questa favola moderna non è di certo un titolo per bambini, per i temi trattati e la descrizione che ne fa dell’amore) ovviamente un cartone animato ha come target qualcuno di più giovane e tutta la seconda parte del testo letterario non si addice a un audience così innocente.

Due Jack a confronto: differenze tra libro e film

Quindi siamo di fronte alla stessa storia raccontata in due modi differenti; e per giunta dallo stesso autore, perciò abbiamo in un certo qual modo due finali possibili alla stessa narrazione iniziale, uno slidig doors francese.
Se infatti all’inizio la trasposizione su schermo è fedele alle pagine del suo scrittore, con ovvi tagli dovuti alla differenza di medium, dopo la metà le storie prendono due strade differenti.
Nella sua seconda parte il libro è più esplicito, esplora cosa che sullo schermo non vengono approfondite come sessualità, gelosia, amore ossessivo e uno spettro di sentimenti e azioni che vanno dal grigio chiaro al nero pece; nel film questo non accade: la pellicola si dimostra più poetica e ottimista, ripulito da quella parte in cui questa fiaba dei giorni nostri assume toni più cupi.

Dunque a chi ha amato il romanzo un avvertimento: non vi aspettate di trovare fedelmente il tutto, perché il riadattamento ha preso vie diverse dalla sua corrispondente letteraria.
Specialmente, come già vi anticipavo, durate il suo finale, che è la cosa che cambia di più: se quelli che sono stati effettuati prima solo tagli o accorciamenti della narrazione, la fine è decisamente diversa e romantica. Mi chiedo il come mai della scelta, visto che il riadattamento è stato fatto direttamente dal suo creatore iniziale: possibile che temesse che a noi pubblico non sarebbe piaciuta di nuovo la sua idea? O i motivi sono stati più commerciali e di target? Non ci è dato saperlo, ma è stato carino lo stesso, almeno per me, vedere uno sviluppo simile e diverso.

Io questo film l’ho visto due volte, la prima appena dopo aver finito il romanzo anni fa e lo adorai allora: ho una passione per l’animazione e i disegni, quindi questa trasposizione mi era piaciuta molto all’epoca.
La seconda visione è stata fatta per questo articolo, e con un occhio più critico non mi ha entusiasmato come la prima, ma il giudizio che mi rimane è sempre positivo.

Per concludere, Jack e la meccanica del cuore è una favola dei giorni nostri, con disegni spettacolari e piena di personaggi strani e curiosi, un film a disegni che con un anima rock racconta la storia di un ragazzo con il cuore gracile, che cerca di calmare le sue passioni per non fare impazzire le lancette del suo orologio delle emozioni.

Vi segnalo la recensione fatta da me del libro da cui è ispirato il film → La meccanica del cuore.

Voi lo conoscevate? Lo avete visto? Cosa ne pensate?

Il mese prossimo vi parlerò di un nuovo film, tratto da un nuovo libro, quindi a presto.

Giorgia

Guarda il trailer ufficiale

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