circolo chiuso recensione libro coe

Recensione di Circolo chiuso di Jonathan Coe

Reading Time: 3 minutes
Circolo chiuso Book Cover Circolo chiuso
(Banda dei bricchi, Circolo Chiuso, Middle England)
Jonathan Coe
Narrativa
Feltrinelli Editore
2004
Cartaceo- Ebook
403

Circolo chiuso è il seguito de La banda dei brocchi e si snoda lungo un arco che va dagli anni settanta del primo romanzo ai giorni nostri. Ma, mentre La banda dei brocchi è il romanzo dell'innocenza, Circolo chiuso è il suo opposto: è il romanzo dell'esperienza.
Non più ragazzi, molti dei personaggi devono lottare contro la tristezza, le responsabilità e le ragioni dell'età adulta. Claire Newman, reduce da un matrimonio fallito e da un lungo soggiorno in Italia segnato da un amore difficile, decide di tornare in Inghilterra, nella sua vecchia città di Birmingham. Pensa sia venuto il momento, dopo più di vent'anni, di scoprire cosa sia successo a sua sorella Miriam, scomparsa all'improvviso e misteriosamente nel 1978. Tra i tanti personaggi del passato che rivede, c'è anche Paul Trotter, già membro del Partito conservatore che, pur essendo diventato parlamentare laburista, vota a favore della guerra contro l'Iraq, sebbene sia convinto che ciò sia un errore. Paul è sposato ma è follemente invaghito di Malvina, la sua responsabile per l'immagine. Le sue incertezze morali rispecchiano i conflitti di un paese che vive gli stessi dubbi.
Attorno a questi e ad altri personaggi, vecchie conoscenze di chi ha letto La banda dei brocchi, ruotano eventi privati e pubblici che formano un impasto unico: assistiamo all'ascesa di Tony Blair, alla svolta del Partito laburista, al dramma del lavoro costretto nella morsa della globalizzazione, alle conseguenze dell'11 settembre fino alla guerra in Iraq.
Insomma, la pienezza a cui Jonathan Coe ci ha abituati si dispiega anche in questo romanzo: anzi, sebbene Circolo chiuso sia in sé compiuto, preso insieme a La banda dei brocchi (anni settanta) e a La famiglia Winshaw (anni ottanta), rappresenta la conclusione di un grande affresco dell'Inghilterra negli ultimi trent'anni.

Ci sono riuscita: ho letto per la prima volta tutti i libri di un singolo autore. Se vi sforzate, potete anche immaginare di chi si tratta. La recensione di oggi analizza infatti Circolo chiuso, di Jonathan Coe, ultimo titolo che mi mancava da leggere del romanziere inglese, ma anche secondo capitolo di un ciclo formato da La banda dei brocchi, questo e Middle England.

Di cosa parla Circolo chiuso?

I protagonisti che troviamo in questo romanzo corale sono gli stessi della banda dei brocchi: e così che Lois, Ben, Claire, Doug, Philiph, Paul ritornano a raccontarci la propria vita vent’anni dopo la fine della scuola, all’alba di quello che è il secondo millennio.
Ritorniamo quindi a intrufolarci nelle esistenze di questi individui, e soprattutto li vediamo nella quotidianità d’adulti, con i loro successi e fallimenti, con le loro nuove famiglie e impieghi.

C’è chi è cambiato molto, c’è chi ha fatto carriera, c’è chi è irriconoscibile: tutti affrontano le complicazioni di essere uomini e donne adulti, attraversando una sfilza di nuovi problemi, con lo sfondo di un diverso contesto storico come l’inizio del 2000 con i cambiamenti che porta con sé e mutate problematiche sociali e politiche; il tutto con uno sguardo sempre rivolto verso quegli anni settanta passati al King William.

La trama non è così facile da descrivere, senza svelarne il contenuto: basti sapere che è affascinante seguire i personaggi a cui si è affezionati in una nuova fase della propria esistenza e vederne l’evoluzione personale e caratteriale. Tra crisi d’identità, tradimenti, fallimenti professionali, inaspettate sfide personali, separazioni, rapporti con i figli, ancora una volta Coe dipinge i propri protagonisti in una normalità così viva ma profondissima, dando colore a tutte le loro sfumature, descrivendo specialmente le loro difficoltà e incertezze, ma anche i loro fantasmi del passato.
Persone che prendono strade diverse o già segnate dai tempi della scuola, dove spicca Benjamin che invece, nonostante il tempo vada avanti, rimane la stesa persona che era al liceo, intrappolato in un amore adolescenziale e in un manoscritto che non ha ancora finito.

I collegamenti al primo volume sono molteplici, e mi sembra quasi che i due siano parte di un’unica narrazione (a differenza di Middle England) con una trama progettata dall’inizio e indivisibile, concatenata, dove alcuni punti del precedente vengono sbrigliati solo in questo, dove le storie si fondono e diventano un grande e unico romanzo.

Per questo il titolo Circolo chiuso non è solo un riferimento a un club esclusivo già nominato nel primo libro e ripreso anche qui, ma anche una metafora in cui Coe ci dice proprio che con questa narrazione chiude un cerchio, si conclude una storia aperta molto tempo prima, le quali azioni sono le conseguenze delle basi gettate nella Banda dei brocchi; su più fronti: a livello dei singoli individui, ma anche di storyline che si sono aperte prima e non chiuse, e sul piano politico e sociale inglese.

L’Inghilterra è molto presente pure in questo racconto, con la sua politica e le sue lotte sociali, con la globalizzazione inarrestabile, con i problemi della società del regno unito, della mentalità dei suoi abitanti, del suo cambiamento, delle guerre a cui partecipa il paese. Una storia che ancora, inevitabilmente, racconta di un paese e del suo cambiamento, dei suoi sviluppi, delle sue criticità, perdendosi di nuovo in una satira sociale evidente.

Circolo Chiuso mi è piaciuto molto, e sono felice che sia stato l’ultimo titolo letto di questo scrittore; è davvero un lavoro ben riuscito e devo dire, almeno per la mia esperienza, che lo ho trovato quasi superiore a La banda dei brocchi (che però è una lettura inevitabile per comprendere la vera essenza di questo secondo volume).
La cosa che mi lascia perplessa è il finale, che mi ha fatto rimanere con interrogativi immensi rimasti in sospeso, e con la voglia di fermarmi ancora un po’ in questo mondo che ho amato (dubbi che non ha risolto nemmeno il terzo libro di questa serie, che probabilmente rileggerò per finire la saga interamente in ordine preciso).

Per concludere, Circolo chiuso traccia la fine del cerchio di una storia cominciata in precedenza, raccontando un’Inghilterra della fine degli anni novanta e inizio 2000, mediante personaggi che conoscevamo già ma raccontandoli attraverso storie nuove; da leggere per assistere come sono diventati i nostri brocchi, per riscoprire dei vecchi ma nuovi amici.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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