La banda dei brocchi recensione libro Jonathan Coe

La Recensione di La banda dei Brocchi di Jonathan Coe

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La banda dei brocchi Book Cover La banda dei brocchi
La banda dei brocchi, Circolo chiuso e Middle England
Jonathan Coe
Narrativa
Feltrinelli editore
22 febbraio 2001
Cartaceo, ebook
381

Trotter, Harding, Anderton e Chase: sembra il nome di un prestigioso studio legale; in realtà si tratta di un quartetto di giovani amici, che frequenta un liceo elitario di Birmingham, quel tipo di scuola che preleva giovani intelligenti dal loro background ordinario e li fa atterrare in una classe sociale diversa da quella dei loro genitori. I ragazzi sono destinati a Cambridge e Oxford, a carriere importanti, mentre i loro genitori rimangono impantanati nel loro mondo di matrimoni sciovinisti, scontri sindacali, guerre di classe e di razza, di ignoranza culturale. Siamo negli anni settanta, anni completamente marroni, come scrive Coe, dove s'incastrano sconvolgimenti sociali, lotte politiche, attentati dell'IRA, nuove richieste culturali. Su questo mare in tempesta cercano di destreggiarsi, con alterne fortune, i quattro ragazzi. A fianco di questo ristretto gruppo di amici, si muovono altre figure, non meno interessanti e ben delineate, che aiutano a definire l'atmosfera e il sapore di quegli anni. Perché è anche l'epoca a rendersi protagonista: sono anni di grandi speranze egualitarie, di nuova musica, di grandi esperimenti sociali, di altrettanto grandi delusioni. Anni volutamente dimenticati, ma ancora strettamente legati ai nostri. Divertente, pungente e teneramente romantico, La banda dei brocchi fa per gli anni settanta ciò che La famiglia Winshaw ha già fatto per gli anni ottanta.

Quest’oggi vi parlo del penultimo libro che mi manca per finire la mia prima bibliografia completa di un autore, e i più affezionati di voi sapranno che lo scrittore in questione è Jonathan Coe, brillante penna inglese a noi contemporanea che mi ha incantato sin da La casa del sonno (per il quale scriverò prima o poi una recensione per il blog, ma se vi va potete leggere l’articolo che ho scritto su di lui su ArtSpecialDay) con il suo stile arguto e le sue trame e intrecci sorprendenti.
Il romanzo del quale la recensione è protagonista è La banda dei brocchi, primo di un ciclo, al quale seguono Circolo Chiuso e Middle England.

Di cosa parla La banda dei brocchi?

In un Inghilterra di periferia degli anni settanta una serie di personaggi riempiono la scena di questo racconto, mostrandoci il dipinto nitido e fedele di un’epoca.
La storia ha però inizio a Berlino, dove due giovani ragazzi al ristorante iniziano a parlare di come i propri genitori si conoscano sin da adolescenti. Da questo espediente inizierà il racconto vero e proprio di La banda dei brocchi: le vicende di Benjamin Trotter e il suo gruppo di amici che frequentano una scuola privata, il prestigioso King Williams, ma che si allarga anche a quelle delle famiglie di questi ragazzi, raccontando nel sottofondo i grandi avvenimenti storici che hanno colpito il loro paese in quegli anni.
La narrazione, che copre un arco temporale molto lungo, sin da subito assume un tono corale, dove ogni attore racconta un pezzo di essa, andando avanti e indietro nel tempo, senza seguire un filo cronologico esatto.

Tra cambi di prospettiva e di narrazione, Coe racconta dunque questa sua storia da diverse angolazioni, dandole una panoramica a 360°, e non eleggendo nessuno veramente come suo protagonista assoluto.

E così le vicende di Doug, Ben, Phil, Lois, Cicely e Claire, ma anche quelle di alcuni dei componenti delle loro famiglie, vengono narrate in maniera discontinua incuriosendo il lettore in questo modo, e tenendo sempre la sua attenzione alta grazie ai passaggi repentini di scena e differenti stili.

Come in tutti i volumi precedenti dell’autore sono presenti elementi metanarrativi, come diari, articoli di giornale, manifesti; elementi che a mio avviso danno mostra della bravura di questo romanziere, che mette alla prova se stesso sempre approcciando nella sua scrittura diverse tecniche. Molti di questi scritti interni dentro al testo provengono dalla penna dei suoi protagonisti: facendo questo, Coe riesce a dare credibilità alla storia anche grazie a piccoli accorgimenti che potrebbero sembrare insignificanti, ma servono anch’essi alla coerenza narrativa e alla caratterizzazione dei personaggi.

Riguardo proprio quest’ultimo punto, la caratterizzazione è sempre uno dei punti forti dello scrittore inglese che, nonostante in questo volume crei una grande quantità di personaggi, riesce a dare a ognuno la personalità e lo spessore giusto, non cadendo in cliché a meno che questi non siano voluti. Un lavoro straordinario viene fatto nello specifico con Lois, una giovane donna che ha subito un trauma notevole, e nonostante le ovvie diversità che ci sono tra questa e il suo creatore, il risultato finale risulta incredibile, dimostrandoci come l’autore possieda una sensibilità ed empatia quasi fuori dal comune.

Da sottofondo a questo romanzo a più voci abbiamo il contesto sociale che non è mai da sottovalutare nei romanzi di Coe: il quadro disegnato è quello dell’Inghilterra di provincia degli anni settanta, tempi difficili di lotte operaie e di conquiste, del terrorismo irlandese, del nazionalismo inglese. Queste vengono mostrate dagli occhi della classe media e dei loro figli, che molte volte sono adolescenti che ancora di politica si curano ben poco, e guardano con indifferenza i grandi avvenimenti che gli succedono attorno.

Nonostante l’impegno sociale e una satira affilata e sottile alla società di quel tempo, nel romanzo non manca una buona dose d’ironia, alternata al dramma profondo che scuote l’esistenza delle persone, ma anche a quei drammi più leggeri che sono tipici della giovinezza e della vita al liceo.

Un volume che anche analizza uno spettro immenso di emozioni, dalla difficoltà del primo amore, e pure quelle delle relazioni più mature, al tradimento, alla perdita, alle complicazioni familiari.

La banda dei brocchi si presenta dunque come un romanzo a tutto tondo, che è difficile non apprezzare per la sua costruzione complessa e piena, che rende questa storia viva; un libro che di certo consiglio a chiunque, anche come primo approccio con questo scrittore, per immergersi a pieno in un mondo costruito alla perfezione, per assistere alle avventure dei brocchi, ma anche tutti coloro che circondano il loro piccolo grande universo.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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