diario letterario di un'italiana in thailandia

Diario letterario di un’italiana in Thailandia (secondo spin-off)

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Dalla serie a volte ritornano, eccomi resuscitata in cerca di ristabilire la mia presenza sull’internet, pronta per raccontarvi un nuovo emozionante capitolo del mio diario letterario.
Colgo l’occasione riprendendo la serie degli spin-off, non sarà di un’italiana in Australia, ma bensì in Thailandia: dopo le mie vacanzuccie thai vi presento un imprevisto, spumeggiante capitolo delle mie avventure dall’altra parte del mondo: siori e siore eccovi il diario letterario di un’italiana in Thailandia!

Ce ne andiamo, ce ne andiamo, ce ne andiamo in Thailandia, Thailandia!

Come detto sopra, ma qualcuno di voi che mi segue sui vari social magari lo saprà già, lasciando Perth ho deciso di prendermi un po’ di pausa dopo mesi duri di doppio lavoro: come regalo di compleanno per la mia dolce metà, uno di quei bei regali opportunisti come solo io so fare, ho prenotato un bel volo con lo scopo andare al caldo e visitare un nuovo paese del sud est asiatico; come non scegliere la Thailandia, meta turistica affascinante, mainstream sì, ma soprattutto cheap, specie se parti dall’Australia.

Da dove iniziare con il mio resoconto?
Dunque, abbiamo impacchettato tutto, buttato troppe cose e con tutto quello che possedevamo incastrato a fatica in due miseri zaini siamo partiti verso questa nuova avventura. Abbiamo passato in questo luogo due settimane esatte, cercando di vedere il più possibile, tra templi, mare, feste e divertimento: l’Itinerario del nostro soggiorno è cominciato a Bangkok per finire a Phuket, passando da Koh Samui, Koh Phangan, Koh Tao, Krabi, le Phi Phi islands, accompagnata come sempre dal mio fedele e inseparabile kindolino, perché si sa, in vacanza si legge sempre meglio!

Bangkok

Siamo Arrivati nella capitale della Thailandia la sera del 5 novembre scorso; se dapprima l’autostrada percorsa su un taxi non ci ha proprio emozionati e non ci ha fatto realizzare di essere davvero in Thailandia. Ma raggiunto il centro la folla, le luci, i colori, ci hanno immerso nella città orientale.

Il nostro primo giorno a Bangkok abbiamo iniziato l’esplorazione con un bel giro di ricognizione, dato che l’internet ci aveva informati che saremmo dovuti essere abbastanza vicini al centro.

Il destino vuole che dopo aver recuperato una colazione di fortuna (ovvero un ice coffe) e veniamo avvicinati da un guidatore di tuk tuk (tradotto un adorabile motocarro in cui i turisti come noi vengono trasportati in giro per la città a mo’ di taxi) che si è offerto, con una modica cifra, un tour di alcune attrazioni turistiche della capitale.

Abbiamo fatto un giro per le principali attrazioni turistiche di Bangkok, ovvero i templi della zona, tutti rigorosamente buddisti; tra Buddha, architetture orientali ci siamo immersi nella parte spirituale della metropoli in cui ogni volta bisogna ringraziare con le mani unite al petto e levarsi le scarpe in segno di rispetto. Quelli che più ho preferito sono stati quelli del Buddha gigante (Wat Intharawihan) e la Golden mountain nel cuore della città, circondata da festa e mercati. Ritornando verso il nostro alberghetto ci siamo ritrovati in mezzo a uno dei tanti mercati, per il quale è famosa, e la gente e gli odori ci hanno immerso nella vera Bangkok, tra turisti e autoctoni.

Il secondo mattino abbiamo continuato il nostro tour delle attrazioni bangkochiane; siamo stati nella meravigliosa reggia dell’imperatore e osservato il suo buffa di smeraldo, ci siamo dedicati a visitare altri templi, alcuni sul fiume dalle architetture pazzesche, alcuni famosi per un Buddha di cinquanta metri sdraiati su un fianco. Visitare Bangkok è stata un’esperienza unica, perché si riescono a vedere sprazzi di una cultura millenaria adorata in statue d’oro e molte volte maestose.

Le sere di Bangkok abbiamo provato il cibo locale tra street food e ristoranti tradizionali: come non provare il primo pad thai di Bangkok? O come non andare nel famoso ristorante che serviva le omelette di granchio di cui hanno fatto un documentario su Netflix?

Durante la mia permanenza in città ho letto poco, solo al momento di lasciarla ho ripreso in mano la lettura di Lessico famigliare di Natalia Ginzburg, finito nel lungo tragitto notturno che ci ha collegato dalla capitale alle isole più famose.

Koh Samui – Phangan – Tao

Dopo interminabili ore di bus notturno (dove la mia solita fortuna mi ha lasciato un ricordino spiacevole: un ladro ninja mi ha portato via di notte dei soldi dal portafogli, si di nuovo) e una grossa barca finalmente arriviamo al mare: benvenuti a Koh Samui. Il nostro ostello, uno di quei meravigliosi e asiatici posti muniti di cabine quindi sei in una camerata ma hai a tutti gli effetti una stanza tutta tua, era proprio vicinissimo alla spiaggia.
Dopo la prima giornata passata sul bagnasciuga tra sole e barrette, il dì seguente io e dolce metà decidiamo di noleggiare uno scooter per fare il giro dell’isola.
Una delle giornate più belle della nostra vacanza io e Fede le abbiamo passate su un motorino esplorando la bellissima isola thai, tra altri buffa giganti, spiagge mozzafiato e mercatini notturni. Un po’ romantici alla dolce vita, solo che le strade thai sono un po’ diverse da quelle di Roma.

Dopo due meravigliosi giorni a Koh Samui, ci spostiamo nella vicina Phangan in vista di uno degli eventi che muove più turisti nella zona: il full moon party, un grandissima festa sulla spiaggia durante la notte della luna piena. Arriviamo in questo resort vista oceano, con una piscina che ti faceva desiderare di essere abbandonato lì per sempre, pronti per andare a fare un po’ la vita da giovani. Non vi nego che, dopo aver fatto amicizia in albergo con un gruppo di anglofoni (una scozzese, un canadese, svariati inglesi e una coppia di australiani) siamo andati a divertirci a questo evento, tra Body painting fluo, bagni in mare a ora tarda e tanto alcol. Si, lo so, non è politically correct, ma è la verità.

Il recupero della festa lo abbiamo passato stanchi e abbioccati su una sdraio in piscina, dove ho iniziato il mio libro di Coe del mese, la sua raccolta di racconti Disaccordi imperfetti.

L’ultima tappa nel nostro tour isolano lo abbiamo passata a Koh Tao, poche ore in un’altra meravigliosa isola, passate nuovamente sulla spiaggia con una birra in mano e il mio fedele kindle. Nella splendida Tao ho iniziato e finito La camera azzurra di Simenon, il primo libro dell’autore che leggevo, e devo dire che non me ne sono pentita.

Krabi e Phi Phi islands

Con metà vacanza ormai alle spalle ci siamo spostati a sud dell’isola approdando a Krabi, piccola cittadina famosa per essere vicina alle bellissime phi phi islands. Si perché a Krabi non c’è un granché, un grande fiume, un tempio sulla montagna (dove ho rivisto le mie adorate scimmiette) e qualche tour in elegante per la foresta. E dato che sono apertamente contro al cavalcare gli elefanti, io e Federico abbiamo evitato di farlo.

La cosa che però alla quale non abbiamo rinunciato è vedere il meraviglioso arcipelago di Phi Phi che posso annunciare al mondo che è uno dei posti più belli che io abbia mai visto in vita mia: mare cristallino, pesci tropicali, isole abitate solo da scimmie, conformazioni rocciose come non ne ho mai viste; un esperienza bellissima, un paradiso vero che rimarrà sempre nel mio cuore.

Phuket

Abbandonata Krabi ci accingiamo all’ultima tappa del nostro trip: Phuket town, pronti per ritornare quasi alla vita australiana. Altro autobus, altra corsa: questa volta un minibus ci ha accompagnati nella piccola cittadina di Phuket con poche ore di viaggio alle spalle e molta più comodità.

Qui abbiamo fatto poco, pentiti quasi di non aver scelto di passare gli ultimi giorni ancora sulla spiaggia; la cosa bella del nostro soggiorno nella cittadina è stato il mercato domenicale che è stato uno dei più belli tra quelli visti nel paese.
Purtroppo per me, l’ultimo giorno di vacanza l’ho passato nella cameretta della nostra guest house con dei crampi terribili allo stomaco. Nulla di grave, credo solo di aver mangiato qualcosa che non sia andato a genio al mio stomaco! in compenso ho usato quella reclusione forzate per terminare io meraviglioso L’ombra del vento, uno dei libri più belli letti il quest’anno.

Addio Thailandia

Ed eccoci qui arrivati alla fine del viaggio. Da Phuket ho fatto un ritorno terrificante di venti ore per rientrare in Australia, e atterrare in Tasmania, ma sono viva e sto bene.

Sono state due settimane molto belle, ho avuto finalmente il tempo per passare qualche giorno da sola con dolce metà ed è stato bellissimo. LA Thailandia è meravigliosa, il cibo è buono, amo sia i templi che Buddha, ho letto solo bei libri quando ero li e quindi è sicuramente una meta che ho apprezzato e che consiglierei ad altri.

Ma prima di tutto mi sono ricordata quanto mi piace viaggiare, e di quanti viaggi voglio ancora fare dopo di questo.

Ora sono rientrata nela terra dei canguri, ma questa è un’altra storia di cui vi parlerò un’altra volta.

Per ora è tutto, finisce così il secondo spin-off della rubrica diario letterario di un’italiana in Thailandia e vi do appuntamento alla prossima, con nuove avventure, e nuovi libri letti!

Baci e abbracci

Giorgia

P.s. se non sapete di cosa ho farneticato fino ad ora e volete capire cosa è questo diario letterario, vi invito a vedere la sezione dle blog a lui dedicata -> Diario letterario di un’italiana in Australia.

P.p.s se volete leggere lo spin-off numero uno, andate a dare un’occhiata al Diario letterario di un’italiana in Indonesia.

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