dieci Piccoli Indiani

Recensione di Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie

Reading Time: 3 minutes
Dieci piccoli indiani
Agatha Christie
Giallo
Mondadori
1988
Cartaceo- Ebook
210

Dieci persone estranee l'una all'altra sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l'invito. E ora sono lì su quell'isola che sorge dal mare simile a una gigantesca testa di negro che fa rabbrividire soltanto a vederla. Non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli; hanno trovato invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto della loro camera. E una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini.
Per gli ospiti intrappolati è l'inizio di un interminabile incubo. Come comincia la poesia? "Dieci piccoli negretti se ne andaron a mangiar: uno fece indigestione, solo nove ne restar." E come finisce? "Solo il povero negretto in un bosco se ne andò: ad un pino s'impiccò, e nessuno ne restò".

Agatha Christie, che si è cimentata più volte con il giallo in ambiente chiuso - il battello sul Nilo, il favoloso Orient-Express, la villa in Cornovaglia - con Dieci piccoli indiani, scritto nel 1939, ha sfidato se stessa: dieci assassini, isolati, vittime a loro volta di un assassino invisibile. Un geniale capolavoro dell'impossibile possibile.

«Dieci poveri negretti
se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar….»

Ogni persona ha suoi gusti letterari. A me personalmente piace la narrativa, i romanzi che raccontano storie e aprono la mia immaginazione. Come genere, non ho mai apprezzato particolarmente i gialli, non mi appassiona il mistero e per questo difficilmente attirano la mia attenzione.
La scorsa estate, in libreria mi sono lasciata affascinare dalla copertina di una recente edizione Mondadori di un giallo di Agatha Christie, e non avendo mai letto niente di una delle scrittrici più amate del mondo, l’ho comprato. Devo ammettere, però, che ho fatto un po’ fatica ad appassionarmi all’inizio.
Parlando di questo genere libri, un’amica mi consigliò, come suo miglior libro, Dieci Piccoli Indiani. Ho deciso dunque di dare alla regina dei polizieschi un’altra chance, e mi sono buttata su questo volume.

10 Piccoli Indiani

Una storia molto conosciuta, che ha ispirato e ispira ancora letteratura e cinema che nasce dalla penna di Agatha Christie, la regina del giallo. Considerato uno dei suoi capolavori, è il libro è il giallo più venduto nella storia, terzo anche nella classifica dei romanzi più venduti di sempre.

La trama inizia con una serie di personaggi, Anthony Marston, John Macarthur, Emily Brent, Lawrence Wargrave, William Blore, Edward Armstrong, Philip Lombard e Vera Claythorne, che vengono tutti invitati a passare una vacanza a Niger island, da un certo U.N. Owen. Gli otto individui partono per quest’isola per ritrovarsi nell’unica villa del luogo, senza però trovarvi la compagnia dei padroni di casa. Ad attenderli, infatti, solo i due domestici che anch’essi non avevano mai visto in faccia il signor Owen.
I presenti notarono subito che in ogni stanza della casa c’era appesa un’inquietante filastrocca che narrava di dieci negretti, che uno dopo l’altro, morivano in maniere differenti.
La sera dell’arrivo a Nigger island, a cena, una strana voce registrata inizia ad accusare tutti i presenti, uno per uno, di aver commesso nella loro vita una serie di omicidi non puniti. Dopo che il panico si è diffuso fra i presenti, Anthony Marston cadrà a terra morto, successivamente ad aver bevuto il suo whisky.
Pian piano i dieci protagonisti di questa storia moriranno tutti, in fila indiana, e poi «non rimase più nessuno».

Un giallo intricato con un colpevole insospettabile, una trama geniale e perfettamente studiata che glorifica Agatha Christie come la migliore scrittrice di gialli della storia.

Dieci Piccoli Indiani ha una storia molto studiata, ed è strutturato secondo il paradigma della scatola chiusa: un delitto commesso in una situazione in cui sembrano quasi impossibili le circostanze, e dunque il colpevole deve essere per forza tra i protagonisti. La forza di questo romanzo sta proprio nella perfezione con la quale è stata creata questa trama, rinunciando all’investigatore eroico che risolve il mistero tipico della Christie, facendo notare la dualità tra bene e il male.

In Dieci Piccoli Indiani abbiamo due temi principali, strettamente collegati tra loro: la giustizia e proprio la contrapposizione tra bene e male.
L’assassino vuole punire questo gruppo di persone perché sono riuscite a deviare la legge ufficiale, ed effettivamente questi sono tutti colpevoli che rimarranno per sempre impuniti. Abbiamo quindi un vendicatore mascherato che pretende di punire questi rei, mettendosi al di sopra della legge.
Ma quando qualcuno che chiede giustizia, si mette a compiere omicidi efferati con una premeditazione maniacale, chi può essere considerato il vero cattivo?

Aleggia per tutto Dieci Piccoli Indiani un’aurea di colpevolezza, per tutti i protagonisti che, oltre a temere per la loro vita, hanno l’anima corrosa dai sensi di colpa. 
Questo gioco tra bene e male ci viene riproposto per tutta la narrazione, in cui non ci sono eroi. Il lettore non riesce infatti bene a prendere le parti di nessuno, ed è difficile identificare il vero antagonista della storia, e tanto meno i “buoni”.

I libri gialli non mi piacciono un granché soprattutto perché inizialmente sono molto descrittivi; questo è un tratto caratteristico della Christie, ma già dopo poche pagine di questo romanzo del mistero è riuscito a catturare la mia attenzione, e immergermi completamente nella storia. Ho vissuto sulla mia pelle tutte le paure e i terrori dei protagonisti. Come loro sono stata diffidente, e ho cercato di percepire anche solo il minimo indizio.
Devo ammettere che alla fine ero completamente catturata dalla lettura, e di libri che mi colpiscono così tanto, devo confessarvelo, non ne trovo molti. Chi me lo consigliò non aveva tutti i torti, e dopo averlo finito ho capito perché è considerato il miglior giallo scritto dalla scrittrice inglese.

Dieci Piccoli Indiani è un romanzo che incolla il lettore alle sue pagine, che con la giusta dose di ansia, fa bramare il suo finale inaspettato e genialmente studiato. Da leggere per cercare di capire l’assassino, per immergersi nella genialità di una delle più grandi scrittrici dello scorso secolo.

 

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Se volete altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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