Senza sangue

Recensione di Senza sangue di Alessandro Baricco

Reading Time: 4 minutes
Senza Sangue Book Cover Senza Sangue
Alessandro Baricco
Narrativa
Bur
2002
107

Manuel Roca e i suoi due figli vivono in una vecchia fattoria isolata nella campagna. Un giorno quattro uomini su una vecchia Mercedes imboccano la strada polverosa che conduce alla loro casa. Come se stesse aspettando quel momento da sempre, Manuel Roca non perde un attimo e chiama a sé i due figli. Qualcosa di terribile sta per accadere; qualcosa che sconvolgerà irrimediabilmente la vita di tutti, soprattutto quella della piccola Nina.

 

«Per quanto uno si sforzi di vivere una sola vita, gli altri ce ne vedranno dentro altre mille, e questa è la ragione per cui non si riesce a evitare di farsi male.»

Ho iniziato Senza sangue, libro di  Alessandro Baricco due volte in due settimane.
La prima volta ho letto quattordici pagine, dopo che ho messo a letto la bambina a cui faccio da babysitter. Quattordici pagine che mi avevano annoiata, per nulla coinvolta e di cui ricordavo poco o niente. Abbandono il libretto, e continuo a portarlo nella mia borsa, speranzosa che mi torni la voglia di aprirlo. Ma Niente. Per cinque giorni.
Cinque sere dopo, decido di sfilare il segnalibro, e ricominciare da capo, ed è successa la magia: ho sfogliato tutto un altro libro! Più coinvolgente, mi ha fatto apprezzare sempre di più le parole in cui sprofondavo. Tanto da stabilire un record personale: 100 pagine in un’ora. Ebbene si, non avevo mai divorato un libro in così poco tempo, e questo piccolo volume che dapprima mi aveva un po’ delusa, mi ha agganciato alla sua storia per non staccarmene se non quando l’ho finito!

Dopo il lungo aneddoto, vi inizio a raccontare di cosa parla Senza sangue.

In un paese ispanico non ben definito, nella vecchia fattoria di Mato Rujo, il padre Manuel Roca nasconde sua figlia Nina in una botola. La nasconde perché stanno arrivando dei soldati a cercarlo per una regolamento di conti, una vendetta a guerra terminata. Manuel e suo figlio minore moriranno, mentre la piccola Nina verrà risparmiata dal più giovane degli assassini di suo padre.
Il secondo e ultimo capitolo della storia, ci catapulta molti anni dopo. Vediamo una vecchia donna in una grande città, che incontra finalmente l’uomo che anni prima le salvò la vita.

Un breve racconto, con una storia che si svela piano, per conoscere la vita spezzata di un’orfana segnata sin da piccola dalla violenza, con la sete di vendetta per placare la sua anima.

L’autore con Senza sangue porta il lettore a diverse riflessioni sulla guerra e sulla sua violenza. Soprattutto sulla questione ideologica: un ideale può giustificare la violenza? Un ideale che stronca molte vite, e ne chiede altre in cambio, traccia una linea invisibile tra vittima e carnefice, rendendo alla fine tutti colpevoli. C’è un risarcimento quando il debito è la morte stessa? La brama di vendetta non porta, in fin dei conti, nessun rimborso per nessuno.

In questo libro, per questo, non c’è alcun eroe: Baricco descrive personaggi con anime dannate che disperatamente cercano pace dopo quella guerra che ha distrutto la loro vita. La protagonista Nina risulta molto affascinante: avvolta da un alone di mistero da una vita intera, in cui si rincorrono leggende e dicerie su di lei. Una donna enigmatica che cerca di placare i dolori della sua vita, inseguendoli da sempre.

senza sangue

Proprio la protagonista di questa storia mi ha colpita parecchio. Una donna che si è costruita tante vite diverse, che cerca di riconquistare a morsi la propria, con le idee chiare sin da bambina. Ma che però riesce finalmente a svelare le sue debolezze, quando sembra poter trovare un po’ di serenità. Mi affascinano da sempre le storie con modelli femminili forti, come queste; di donne, che, come in questo caso, private di tutto risalgono le scalate delle difficoltà costruendosi loro stesse il proprio destino.

A livello metaforico, invece, la protagonista della storia, però, sembra proprio la vendetta. Dapprima la vendetta di Salinas e i suoi contro Manuel Roca, che si trasforma nel corso della storia nella la vendetta di Nina verso chi le ha ucciso la famiglia. La donna si vendica contro chi l’ha privata di tutto, in cerca di un senso per una vita spezzata.
La vendetta però, in ultima battuta, diventa Senza sangue, in un finale inaspettato che chiude il cerchio aperto all’inizio del libro. Perché Nina, in fondo cerca un ricordo nel legame incomprensibile con quell’uomo che aveva incontrato in quel giorno terribile, in «quell’assurda fedeltà all’orrore».

Lo scorrere delle pagine di Baricco ci immerge pian piano nel suo finale, in contrasto con l’intero libro, che porta pace assoluta. Dove il ricordo di chi ha provocato il dolore più grande lascia spazio al pensiero che costui sia l’unico a poter dare l’ultimo attimo di serenità.

L’autore qui ha una scrittura diretta e asciutta, che ci trasmette delle immagini fedeli di quel che leggiamo, come se fossero scatti fotografici. Con maestria passa da un thriller ben costruito a descrizioni cinematografiche, rendendo il piccolo libro unico. Crea dei personaggi in modo essenziale, facendo parlare i suoi protagonisti attraverso i loro gesti, trasmettendone ogni emozione.

Senza sangue è una lettura veloce, violenta e romantica, che si comprende appieno solo grazie al suo finale. Da leggere per capire il turbamento di una vita intera in cerca di vendetta, ma soprattutto di ricerca di pace.

Giorgia

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Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

3 pensieri su “Recensione di Senza sangue di Alessandro Baricco

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