Imagine

VersInMusica – Imagine, immagina tutte le persone vivere la vita in pace

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Ritorna la mia nuova rubrica VersInMusica che vi parla delle canzoni più belle della storia, quelle che si possono paragonare quasi a delle poesie. Siamo vicini a Natale, e per questo volevo parlarvi, nel periodo in cui ognuno di noi si sente più buono, di uno degli inni alla pace più celebri del mondo: Imagine, di John Lennon.

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people living for today

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people living life in peace

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people sharing all the world

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

Una delle canzoni da solista dell’ex Beatles, cantata a oggi dai maggiori cantanti in tutto il mondo, è diventata un inno mondiale alla pace, con il suo testo iconico e pieno di significato.

imagine

Pubblicata nel suo primo album del 1971 dopo lo scioglimento del leggendario gruppo britannico, la canzone si presenta con un testo molto semplice e diretto. Lennon con le sue parole ci chiede d’immaginare un mondo migliore; senza guerre, senza inferno o paradiso, senza stati o religioni, senza proprietà, senza affamati, senza uccisioni; ci sprona a immaginare un mondo in cui tutti condividono il mondo pacificamente.

Una semplicità che coglie nel segno, tanto diretta da esprimere perfettamente la sua missione: un messaggio di speranza.

Notiamo alcuni concetti chiave nel testo. Il primo, senza dubbio, è il concetto di divisione: la separazione porta al creare delle diversità forzate, all’intolleranza, al razzismo. Immaginare un mondo senza divisioni significa semplicemente imparare ad accettarci l’un l’altro, senza distinzioni, perché siamo tutti fratelli su questa terra, uguali e per questo dovremmo essere uniti.

Il secondo concetto è ancora più diretto: vivere il presente, non pensando al superfluo, tutti costrutti sociali e cose artificiali create dall’uomo, dunque non necessarie. Vivere come se «sopra di noi solo il cielo» fosse la regola, in armonia con il mondo, farci bastare il poco e il bello che ciò che ci circonda ha da donarci.

Il ritornello vuole essere il punto chiave del testo, non solo per il suo ruolo centrale e ciclico all’interno della canzone. Forse può sembrare un po’ romantico, ma racchiude il significato più profondo delle parole del cantante. Perché, nonostante lui sia un sognatore ha ragione a dire che non è l’unico: molte persone condividono questi ideali di pace e di fratellanza. Un messaggio d’amore, con la speranza che ognuno su questo pianeta, prima o poi, si unisca al club dei sognatori. Solo così potremo cambiare il mondo.

Giorgia

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