Il viaggio della Seta di Baricco, tra oriente e occidente book-tique

Recensione di Seta di Alessandro Baricco

Reading Time: 3 minutes
Seta Book Cover Seta
Alessandro Baricco
Narrativa
Feltrinelli Editore
1996
Cartaceo- Ebook
108

“L’ultima cosa che vide, prima di uscire, furono gli occhi di lei, fissi nei suoi, perfettamente muti”Si chiamava Hervé Joncour, era mercante di bachi da seta. Ogni anno raggiungeva il Giappone, ogni anno ritornava. Nei suoi viaggi, si leggeva l’ideogramma di una passione silenziosa, rubata al rumore del mondo.La Francia, i viaggi per mare, il profumo dei gelsi a Lavilledieu, i treni a vapore, la voce di Hélène. Hervé Joncour continuò a raccontare la sua vita, come mai, nella sua vita, aveva fatto.Da Seta, pubblicato da Rizzoli nel 1996 e da Fandango nel 2007, tradotto in oltre trenta lingue, bestseller internazionale, è stato tratto il film omonimo di François Girard, con Michael Pitt, Keira Knightley e Alfred Molina, nel 2007.

Il viaggio della Seta di Baricco, tra oriente e occidente

“È sempre difficile resistere alla tentazione di tornare.”

Molti dei libri che ho letto me li ha consigliati la mia amica Betta. Sicuramente quello che ci ha legato e ha fatto crescere la nostra amicizia è anche una forte affinità letteraria, e gusti molto simili nelle letture.

Oggi vi parlerò di Seta, di Alessandro Baricco, consigliato per l’appunto dalla mia cara Bettina. Eravamo in una famosissima libreria in stazione centrale, e cercavo un libro per il mio viaggio di ritorno da Milano per Trieste. Il prezzo modico, il volume ridotto, il consiglio dell’amica e la copertina con una farfalla verde mi hanno convinto che sarebbe stata la mia compagnia per quelle quattro ore di treno.

Seta è stato il mio primo libro di Baricco e anche uno dei suoi primi scritti, successo mondiale tradotto in trenta lingue e da cui hanno tratto l’omonimo film francese.

La trama racconta la storia di un commerciante francese di seta che ha inizio nel 1961, Hervé Joncour, che colpito da una profonda crisi dovuta a una moria di bachi. La seta è praticamente introvabile sia nel continente europeo che in quello africano, ed Hervè decide d’intraprendere un viaggio nel profondo oriente, per andare a comprare le uova dei preziosi bachi fino in Giappone. Durante la sua permanenza nel paese del sol levante, incontra una giovane ragazza che accompagna costantemente il ricco venditore di bachi Hara Kei.
La ragazza colpisce tanto Hervè, che nonostante il suo ritorno in patria, non riuscirà a scordare la donna con il “viso di ragazzina”, la quale lo ha praticamente stregato.
Il protagonista tornerà poi molte volte in Giappone, il cui viaggio è descritto sempre nel medesimo modo, con lo stesso percorso ogni volta, fino a quando il commerciante gli dirà di non tornare mai più.
Riceverà negli anni un biglietto scritto in ideogrammi, che una volta tradotto, darà al commerciante di seta l’illusione che il suo amore sia ricambiato dalla giovane che gli rubò il cuore tempo prima.
Una storia che anticipa la moderna passione per la cultura nipponica, che parla d’inettitudine, di amore e ritorno alla vita, in poche pagine dense e coinvolgenti, sorprendente quasi nel suo finale.

Una caratteristica di Baricco, che è un autore che o lo si ama o lo si odia, è la volontà di giocare con le parole e con la scrittura. Il risultato, fin’ora, a parer mio è eccezionale e apprezzo quello che ho letto di lui moltissimo. Soprattutto perché, una volta che hai terminato un suo libro, i sentimenti che provi sono contrastanti: lascia sempre una sorta di amaro sapore in bocca. Nonostante tu abbia adorato il libro, la fine è sempre libera all’interpretazione del lettore, non ben definita direi.

Il viaggio della Seta di Baricco, tra oriente e occidente book-tique

Questo succede anche in seta, che ti coinvolge e ruba il cuore per tutta la storia, ma durante la sua fine lascia un po’ perplesso il lettore. La sensazione, in questo caso, non è quella di opera incompiuta oppure che manchi qualcosa, ma di un finale perfetto per la storia raccontata, che nelle stesso tempo però ti dà più dubbi che risposte.

La scelta dell’anno di ambientazione non è casuale, infatti l’autore ha intenzionalmente scelto questa data come data di cambiamento. Il 1861 è l’anno in cui Lincoln inizia la guerra civile americana e Flaubert scrive una delle sue più famose opere.

Baricco in questo libro è aulico, la sua scrittura e quasi poesia romanzata per le brevi pagine del suo racconto. Riesce ad accattivare il lettore con le sue parole ricercate, rendendo il libro quasi fuori dal tempo. Sebbene la forma di romanzo breve, il libro racconta la storia di una vita intera, rendendo densa ogni parola, frase, riga, pagina.

La curiosità del libro è il ripetersi ciclicamente di alcune frasi, che, all’apparenza può sembrare ridondante, ma dona molta personalità a tutto il racconto.

Seta è un libro che ho adorato, mi accompagnato in un viaggio verso casa ma allo stesso mi ha portato e immerso nel Giappone e in un bellissimo involucro di seta. Letto in pochissimo tempo, è uno di quei libri che mi ha colpito profondamente e che mi ha permesso di conoscere uno dei più celebri scrittori contemporanei nostrani. Consigliato, da leggere per il piacere di assaporare lo stupore, speciale nelle parole.

Giorgia

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3 pensieri su “Recensione di Seta di Alessandro Baricco

  1. la farfalla…Butterfly… il Giappone, appunto, l’occidentale e la Giapponese. A proposito, sbaglio o nella primissima fonte, prima di Belasco che è la fonte di Puccini, il “lui” è appunto francese, non americano come nella storia che tutti conosciamo? Qualcosa di Pierre Loti, vero?

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