Il vecchio e il mare, tra introspezione e lotta contro l'oceano

Recensione di Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway

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Il vecchio e il mare Book Cover Il vecchio e il mare
Ernest Hemingway
Classici moderni
1951
Cartaceo- Ebook
114

Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla, il vecchio Santiago vive, nel suo villaggio e nei confronti di sé stesso, la condizione di isolamento di chi è stato colpito da una maledizione. Solo la solidarietà del giovane Manolo e il mitico esempio di Joe Di Maggio, imbattibile giocatore di baseball, gli permetteranno di trovare la forza di riprendere il mare per una pesca che rinnova il suo apprendistato di pescatore e ne sigilla la simbolica iniziazione. Nella disperata caccia a un enorme pesce spada dei Caraibi, nella lotta, quasi letteralmente a mani nude, contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della maledizione sconfitta, Santiago stabilisce, forse per la prima volta, una vera fratellanza con le forze incontenibili della natura e, soprattutto, trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita. Alla fine della propria carriera di scrittore Ernest Hemingway rimedia i temi fondamentali della sua opera nella cornice simbolica di un’epica individuale, e insieme ripercorre i grandi modelli letterari che, con Moby Dick, hanno reso unica la letteratura americana.

Il vecchio e il mare, tra introspezione e lotta contro l’oceano

«Nessuno dovrebbe mai restar solo, da vecchio, pensò. Ma è inevitabile.»

Ernest Hemingway è uno dei più grandi scrittori americani. Una vita un po’ dissoluta, un carattere burbero e un grande amore per l’alcol hanno contribuito a creare nel pubblico la sua immagine di scrittore maledetto.
Prima di oggi, però, non avevo mai letto nulla del grande Hemingway. Mancanza di stimolo? Può darsi; ma quando mi sono trovata in libreria davanti agli occhi una versione tascabile de Il vecchio e il mare, la curiosità mi ha spinto a portarlo a casa e leggerlo.

Il vecchio e il mare è uno dei più famosi scritti dell’autore americano, al limite tra romanzo e racconto lungo.
La storia parla di un vecchio pescatore cubano, Santiago, che, spinto dalle maldicenze del villaggio sul fatto che oramai non fosse più buono a pescare, si spinge in alto mare per prendere un pesce grosso. Si ritroverà sperduto nell’oceano per giorni, in una lotta tra lui e il più grande pesce che avesse mai visto. Uno scontro che in fin dei conti perderà, perché non riuscirà che a portare con sé la lisca di quel pescecane lungo cinque metri sulla spiaggia del villaggio.
La vita di un uomo raccolta nel suo rapporto con il mare, immenso amore e peggior nemico, in una allegoria della solitudine, rappresentata dalla sfida più grande della sua esistenza.

La solitudine è proprio uno dei temi fondamentali di Il vecchio e il mare. L’uomo è contrapposto alla vastità del mare, immenso e desolato, dove si ritrova solo contro il mondo. Con questa metafora Hemingway vuole paragonare quell’uomo con l’umanità intera, costretta alla solitudine e a una guerra molto personale, dove non è detto che il singolo ne esca vincitore.

La solitudine e la vecchiaia viaggiano sullo stesso piano nel racconto, affrontando anche quest’ultima come argomento principale nelle pagine del libro. Non importa che tu sia stato un grande uomo e abbia compiuto azioni grandiose nella tua vita, quando l’esistenza sarà vicina al suo epilogo sarai solo considerato un vecchio, non il grand’uomo che eri.

Il protagonista non è che un anziano che cerca con tutte le sue forze di dimostrare che è ancora in grado di essere all’altezza di quello che era. L’atto estremo di un uomo e un’ultima dimostrazione di forza. Orgoglio, vittoria e disfatta dunque sono traversali per tutta la storia.
Nonostante però una lotta che gli costa molto, sia fisicamente che emotivamente, alla fine ne uscirà sconfitto. La sconfitta è anche un’amara vittoria, poiché, nonostante tutto, riesce in qualche modo a riconquistare la fiducia e l’apprezzamento delle persone.

Il destino infausto dunque è il significato finale. Questo è portatore della sventura del vecchio e di tutti gli uomini, che non possono contare sulla «fortuna beffarda», ma costretti tutti a prestarsi al gioco di un triste fato.

Il vecchio e il mare, tra introspezione e lotta contro l'oceano

La scrittura di Hamingway è diretta e asciutta. Molti tecnicismi sul mondo delle imbarcazioni, in alcuni punti, rendono lenta la lettura. Le parole dell’autore compensano i termini marinareschi e scorrono lisce per questo suo lungo racconto.
Il vecchio e il mare, per la maggior parte, è strutturato come un lungo monologo interiore  dove Santiago è protagonista con la sua voce e con i suoi pensieri della narrazione.

Il libro mi ha tenuta incollata alle sue righe. All’inizio non avevo ben chiaro dove la storia andasse a parare. Man mano che andavo avanti ho iniziato a tifare per quell’uomo. Volevo che vincesse la sua battaglia, che riuscisse a dimostrare il suo valore.
Il finale agrodolce mi ha lasciato sia l’amaro in bocca che una strana sensazione di quiete. La volontà di un lieto fine era forte, ma devo ammettere che il finale è perfetto per la storia creata da Hemingway, chiudendo il cerchio e riscattando il personaggio di Santiago, in maniera inconsueta e inaspettata.

Il vecchio e il mare è un libro che ho apprezzato molto, una storia densa, dura, ma con una metafora chiara sulla visione della vita da parte di Hemingway. Lui stesso definì il suo scritto come il migliore mai creato in vita sua, e non si può che dargli ragione: un capolavoro della letteratura.

Da leggere per immaginare l’oceano, i pescecani e i pesci volanti, per lottare insieme a quel vecchio e la sua lenza.

Giorgia

 

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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