"Le Beatrici" e la dissacrante ironia di Stefano Benni sul genere femminile

Recensione di Le Beatrici di Stefano Benni

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Le Beatrici e la dissacrante ironia di Stefano Benni sul genere femminile

“Fior di vaniglia
Il tempo passa e nessuno mi si piglia
Si sposan tutte quante
E a me mi tocca di aspettare Dante”.

Beatrice

Se avete letto qualche mia recensione, sapete già quanto adoro Stefano Benni. Inutile dire che durante il mio shopping periodico in libreria se trovo un suo libro in offerta tra gli scaffali, ne approfitto e mi faccio trasportare dalla maestria e simpatia delle sue parole.

Questa volta è toccato al Le Beatrici. Un libretto leggero di racconti con protagoniste una serie di donne. Come un orso che mette le mani nella marmellata, adoro l’idea e lo compro.

(Dovete sapere che adoro le storie di donne, dato il mio passato da giovane femminista e “femmineo centrista”; pensate che sto scrivendo anche io una serie di racconti su alcune figure femminili, quindi perché non lasciarsi ispirare da un maestro delle parole che racconta di uno dei miei temi preferiti? Nda)

Il libro è composto da otto racconti, che sono otto monologhi femminili che descrivono con un’ironia dissacrante una realtà con una gamma di colori infinita, dal nero al fucsia: il mondo di noi donne.

Le protagoniste sono la Beatrice di Dante, una suora posseduta da un demonio, una vecchia sognante e una bisbetica, un’adolescente perfida, una donna ansiosa, una lupamannara e una business woman. Tutte queste donne parlano in prima persona di se e di quel che passa loro per la testa.

Raccontare la trama di ogni racconto rovinerebbe l’essenza del libro, e quindi la lettura, dato proprio la sua composizione fatta da queste “storielle” uniche nel loro genere e al contempo esilaranti. Una serie di sproloqui, d’irrequietezze, lamenti, sogni e confessioni intime proprie delle donne, mischiando più generi letterari tra teatro, poesie, canzoni e semplici racconti. Un’opera visionaria come solo Benni riesce a fare, che con leggerezza e un filo di scherno lascia voce al gentil sesso.

Nel suo libro sposa sempre la satira che è tipica del suo stile, ma trasmette al lettore molti sentimenti a seconda della storia che l’autore ci vuole raccontare. Malinconia, tristezza, curiosità, ilarità, amore, ansia, paura, coprendo lo spettro delle emozioni in un solo libro tascabile. Allo stesso momento le otto protagoniste di questi monologhi incarnano perfettamente il tempo in cui viviamo, essendo metafore ognuna un po’ della società contemporanea, lasciando quel pizzico di critica che è sempre presente nei libri di questo autore.

Mi è piaciuto che a scrivere un libro sulle donne sia un uomo, perché ha avuto, con la sua classica simpatia, la voglia e il modo di esprimere quanto meglio possibile l’animo femminile lasciandolo raccontare da voci femminili. Ci racconta donne contemporanee, con i loro pregi e i loro difetti, che a primo acchito possono apparirci surreale e fantasiose interpretazioni del genere, ma hanno poi riscontro nella realtà, risultano molto più concrete di quel che possa sembrare.

In questo libro Benni mantiene il suo stile semplice diretto e simpatico, giocando sempre con le parole come solo lui sa fare. Gioca anche con le forme letterarie a sua disposizione giostrandosi tra più stili come prima anticipato e rendendo l’insieme affascinante. La serie di racconti nasce da uno spettacolo laboratorio che comprende sei degli otto monologhi che sono diventati il libro, messo in scena come opera in molti teatri italiani.

Le Beatrici è risultato una lettura piacevole e scorrevolissima, i suoi racconti mi hanno accompagnato al lavoro la mattina per una settimana, facendomi venire il buon umore. È piaciuto addirittura al mio fidanzato, che (povero ndr) legge poco. Molte volte lo sprono a leggere qualcosa che penso possa piacergli, ma senza molti risultati; stavolta ha trovato il libro per casa e si è messo a curiosare. Gli è piaciuto così tanto il racconto di Beatrice e ha riso cosi di gusto, tanto da leggere tutto il libro in pochi giorni! Piccole conquiste quotidiane 🙂

Le Beatrici è dunque una lettura leggera consigliata a tutti, da leggere prendendolo con ironia per ridere a crepapelle, delle donne, con le donne!

Giorgia

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