Recensione di Memorie di un libraio di George Orwell

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Memorie di un libraio Book Cover Memorie di un libraio
George Orwell
Saggistica
Garzanti
2021
Cartaceo e Digital
87

Memorie di un libraio è un ironico, colto, originale viaggio nel mondo dei libri in compagnia di uno dei più grandi autori del Novecento. George Orwell descrive le lunghe giornate trascorse come commesso in una libreria dell'usato, tra volumi polverosi e clienti stravaganti; ci fa apprezzare quei «buoni brutti libri» che, pur senza pretese, offrono un'oasi di pace; abbozza il ritratto del «recensore tipo», costretto a elogiare anche ciò che disprezza; dimostra cifre alla mano che leggere è un passatempo più economico di molti altri. Come osserva Romano Montroni nella sua appassionata prefazione, queste memorie di quasi un secolo fa non si limitano a rivelarci il volto meno noto di Orwell: ci raccontano anche il fascino di un mestiere senza tempo che assomiglia ancora oggi a una vocazione.

Memorie di un libraio è un librino di appena 87 pagine firmato da George Orwell, in cui vengono raccolti una serie di saggi scritti dall’autore. È pubblicato in una di quelle carinissime edizioni Garzanti quadrate, nella traduzione Alessio Forgione e con la prefazione di Romano Montroni.

Questo piccolo volume contiene cinque saggi usciti sotto forma di articolo di giornale tra il 1936 e 1946, che sono: Memorie di un libraio, Buoni brutti libri, La prevenzione della letteratura, Libri come sigarette, Confessioni di un recensore, Perché scrivo.

Memorie di un libraio è quindi una collezione di testi legati al mondo dei libri a tutto tondo, in cui Orwell ci dà la sua opinione o racconta la sua esperienza su diversi mestieri collegati alla lettura, il libraio, lo scrittore e il recensione.

Il punto di vista dello scrittore di 1984 è arguto e ironico, e dalle sue pagine esce molta intelligenza e sincerità. Racconta di come passi la voglia di leggere quando si sta sempre in mezzo ai libri come libraio, fa una analisi veritiera e cinica sul lavoro del recensore che spesso è costretto a leggere libri che non gli piacciono e dargli voti entusiasti, racconta il perché si scrive secondo lui.
E ci parla anche di letteratura e di libri in generale, di lettura e perché si legge sempre poco (già ai suoi tempi, pensate voi) esplicitato specialmente nel saggio che ho trovato attualissimo e brillante intitolato Libri come sigarette.

«Se il nostro consumo di libri rimane basso come è stato, almeno lasciateci dire che è perché leggere è un passatempo meno eccitante rispetto alle corse dei cani, al cinema o al pub, e non perché i libri, comprati o presi in prestito, sono troppo costosi.»

Nonostante la brevità di questo testo ne esce un’immagine molto nitida del suo autore: Orwell era un anticonformista, acuto e critico, spietatamente sincero ma anche comico e ironico nel modo di esporre le sue idee.

L’attualità delle parole di Orwell ogni tanto è disarmante: benché siano testi che ormai hanno tra gli 80 e i 90 anni, il pensiero racchiuso in queste idee è moderno, un po’ cinico, ma riadattabile alla realtà di oggi. Illuminante è stato leggere poi i motivi secondo Orwell per cui si scrive, dove mette in centro la politica, cuore della sua scrittura, ma analizza anche altre ragioni per cui la gente scrive che vanno dal puro egoismo all’entusiasmo estetico o la testimonianza storica.

Memorie di un libraio dunque è un testo che consiglio a tutti gli appassionai di libri, per leggere le opinioni di uno scrittore, libraio, recensore che è rimasto alla storia con alcuni capolavori assoluti; ma che si mostra in queste pagine spietato e una personalità davvero interessante, parlando di una delle cose che più ha amato al mondo: i libri.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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