Recensione di I figli del diluvio di Lydia Millet

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I figli del Diluvio Book Cover I figli del Diluvio
Lydia Millett
Narrativa
NNEdiore
2021
Cartaceo e Digitale
201

Un’estate, un gruppo di famiglie si riunisce in una villa a due passi dall’oceano per trascorrere insieme una lunga vacanza. Per madri e padri significa passare il tempo tra vizi e alcol, in un infinito happy hour; mentre i figli, ragazzi e ragazze dai sette ai diciassette anni, lasciati a loro stessi, creano una comunità e si nascondono l’un l’altro l’identità dei genitori, cercando di non essere collegati in alcun modo a quegli adulti imbarazzanti. Ma l’arrivo di un diluvio devastante sconvolge i loro piani. Il piccolo Jack, ispirato da una Bibbia illustrata, decide di salvare più animali possibile; sua sorella Eve e gli altri ragazzini lo aiutano, raccogliendo viveri nelle case sugli alberi. Ma la tempesta infuria, distrugge la villa e le città, e per salvarsi i ragazzi sono costretti ad abbandonare i genitori, depressi e disorientati, per ritrovarsi da soli in un territorio caotico e irriconoscibile. Ironico e drammatico, crudo e fiabesco, "I figli del diluvio" è un romanzo vertiginoso, che parla di una società fragile che corre ciecamente verso il disastro, dove gli adulti hanno perso ogni visione e dove la speranza può esistere solo nella radicale innocenza dei bambini, che si affidano alla Natura trovando nuovi linguaggi, nuovi sguardi, nuove risorse per reinventare il mondo.

I figli del diluvio è l’ultimo romanzo di Lydia Millet pubblicato in Italia nel 2021 da NNEditore, tradotto da Gioia Guerzoni.

Di cosa parla I figli del diluvio?

Alcune famiglie vanno a passare una vacanza al lago, e da subito si creano due fazioni: i genitori, presi dall’alcol e da una forte indifferenza verso la prole, mentre i figli fondano da subito una fratellanza basata sul disprezzo e il ripudio dei genitori. A rompere questi equilibri già precari arriverà un uragano, che sconvolgerà la storia e anche le vite vissute in questo libro.

I ragazzini di questo libro, incarnati nella voce narrante, sono spietati, cinici, allontanano completamente i genitori. Sono indipendenti, e rifiutano quegli esempi votato all’edonismo, quasi inutili alla loro sopravvivenza, ancora prima che la calamita incombesse su di loro. Quei genitori simbolo di una generazione che ha lasciato il mondo in rovina, questa la metafora che ci ho letto io, e ha fatto dei figli per darli in pasto a un mondo crudele. E che sta finendo.

In questo quadro rientra l’uragano, inaspettato, che spazza tutto e lascia questa piccola comunità allo stato brado: un ritorno alle origini che oltre ad avere il sapore del cambiamento climatico imminente (sempre con il contrasto tra due generazioni che lo percepiscono i maniera diversa, imminente per i giovani e qualcosa da sottovalutare per gli adulti, come nella realtà in fondo,) ha anche una forte componente biblica. Il titolo originale infatti è A children’s Bible, e i richiami al grande diluvio universale di Noè sono tutt’altro che nascosti: vengono citati spesso dal piccolo Jack, bambino che legge la Bibbia in chiave naturalistica, richiamando più volte l’evento citato nell’antico testamento.

I figli del diluvio è un romanzo ambientato apparentemente nel presente, ma può essere di certo letto in chiave distopica, con un mondo molto vicino a noi ma con l’evento climatico che sconvolge tutto, e la conseguente devastazione che ne deriva che fa uscire il peggio delle persone e fa si che si crei una nuova forma di società, seppur precaria.

Il ritmo di questo libro è lento, raccontato dalla prospettiva di una protagonista che ci immerge nella storia ma con calma, mostrandoci ogni dettaglio di questa vacanza che ha del disastroso in moltissimo sensi, che porta con sé qualcosa di profetico e con un tono cupo che si intende sin dalle prime pagine.

Con I figli del diluvio Lydia Millet ci regala un libro straniante, che porta molti parallelismi con la realtà e la società in cui viviamo, mostrando il peggio dell’animo dell’uomo moderno da un certo lato, mentre dal lato ripone la speranza nelle mani dei giovani.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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