Recensione di Femminili Singolari di Vera Gheno

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Femminili Singolari Book Cover Femminili Singolari
Vera Gheno
Saggistica
Effequ
2019
Cartaceo-Ebook
227

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Sindaca, architetta, avvocata: c'è chi ritiene intollerabile una declinazione al femminile di alcune professioni. E dietro a queste reazioni c'è un mondo di parole, un mondo fatto di storia e di usi che riflette quel che pensiamo, come ci costruiamo. Attraverso le innumerevoli esperienze avute sui social, personali e dell'Accademia della Crusca, l'autrice smonta, pezzo per pezzo, tutte le convinzioni linguistiche della comunità italiana, rintracciandone l'inclinazione irrimediabilmente maschilista. Questo libro mostra in che modo una rideterminazione del femminile si possa pensare a partire dalle sue parole e da un uso consapevole di esse, vero primo passo per una pratica femminista. Tutto con l'ironia che solo una social-linguista può avere.

Femminismo e linguaggio si legano molto, anche se sembrano due argomenti totalmente slegati; lo ho letto in Stai zitta di Michela Murgia, ma anche e in Femminili singolari di Vera Gheno, sociolinguista, divulgatrice e scrittrice che parla del potere delle parole e della lingua in correlazione alla questione femminista. Perché, come vi dicevo, anche se sembrano argomenti scollegati tra loro le parole sono importanti per la parità di genere e spesso anzi aiutano a mantenere e rafforzare alcuni preconcetti sociali figli della cultura patriarcale in cui siamo tutti cresciuti.

Femminili singolari, edito Effequ edizioni nel 2019, è un saggio che si occupa proprio di collegare il linguaggio alla questione, focalizzandosi su un aspetto che influisce molto sulla lingua italiana: il femminile nelle professioni. Sin da quando si è acceso il dibattito pubblico su questo tema le posizioni favorevoli e contrarie impazzano sul web, e Vera Gheno in questo suo testo analizza questo fenomeno.

Nella prima parte del libro l’autrice si preoccupa di analizzare la cosa in maniera teorica, parlando della grammatica italiana e di posizioni autorevoli al riguardo. Nella seconda si mette ad analizzare le obiezioni al tema, spesso prese da commenti social e quindi da reali opinioni molto spesso forti sul femminile nelle posizioni, sviscerandole e rigirandole per confermare la sua tesi.

Avvocata, sindaca, architetta, ingegnera sono tutte parole che ancora oggi scuotono alcune persone che si dicono amanti della nostra lingua, ma oltre ad avere un peso grammaticale (corretto, come ci spiega Gheno nel suo libro) hanno anche una valenza sociale e politica. Chiamare le cose con il nome giusto è importante e la tradizione del nostro paese, che vedeva ricoprire certe posizioni solo da uomini, porta con sé un retaggio molto forte e continua ad appellare con professioni declinate al maschile anche professioniste di sesso femminile. Come già accennavo, il dibattito intorno a questo cambio di rotta di alcune di queste professioniste che decidono di essere chiamate con il femminile della posizione è sempre acceso (anche quando decidono di optare per il maschile in alcuni casi) e un libro come questo, scritto da qualcuno che si occupa della lingua per mestiere, secondo me è molto importante e necessario oggi. La lingua è qualcosa che muta e cambia grazie ai suoi parlanti mi hanno spiegato per il mio esame di linguistica all’università; in più siamo in un periodo di cambiamento e testi come Femminili singolari sono importanti per informarsi, chiarire le idee, aiutare a cambiare idea anche.

La cosa che ho trovato un po’ ripetitiva è la seconda parte del libro, che analizza i commenti e le obiezioni ricevute da Gheno sui social; dopo alcune pagine infatti di analisi mi è sembrata un p’ ridondante, e ne avrei lette volentieri di meno. Ma in generale trovo comunque il libro un saggio fatto bene e completo per avere una base sull’argomento, a portata di tutti non soltanto dei linguisti e degli addetti ai lavori.

Quindi Femminili singolari è un libro che consiglierei, per comprendere un tema molto discusso negli ultimi anni, perché il peso che diamo alle parole è importante, e aiuta a comprendere che anche qualcosa che diamo per scontato come le professioni è importante che vengano chiamate nel modo giusto.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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