Recensione di Eva Luna di Isabel Allende

Recensione di Eva Luna di Isabel Allende

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Eva luna Book Cover Eva luna
Isabel Allende
Narrativa
Feltrinelli editore
1987
Cartaceo-Ebook-Audiolibro
272

Eva Luna è una bambina, figlia di diseredati, che viene abbandonata fin da piccola e destinata al mestiere di serva. "Luna" perché il padre apparteneva al popolo della luna. Acuta osservatrice, avventurosa con una spiccata personalità, la piccola cresce in un mondo oppresso dalla dittatura e divorato dall'ingiustizia, ma che affronta e trasforma con fantasia e ribellione. Ne nasce un'indimenticabile figura di donna, con una grande capacità affabulatoria, nella tradizione del romanzo picaresco spagnolo, una donna cui l'immaginazione, lo spirito d'iniziativa, insieme a piccoli casi fortunati e a inaspettati gesti di solidarietà, consentono di sopravvivere fino a che la realtà si costruisce a misura del desiderio.

«Mi chiamo Eva, che vuole dire vita, secondo un libro che mia madre consultò per scegliermi il nome. Sono nata nell’ultima stanza di una casa buia e sono cresciuta fra mobili antichi, libri in latino e mummie, ma questo non mi ha resa malinconica, perché sono venuta al mondo con un soffio di foresta nella memoria.»

Inizia così Eva Luna, il romanzo di Isabel Allende protagonista dell’undicesima tappa di donne attraverso la letteratura, percorso di lettura annuale in cui io e un gruppo di altre temerarie ragazze stiamo leggendo alcune delle voci femminili più importanti della storia della letteratura.
Un inizio che mi ha incantata, accompagnato dall’ascolto di musica classica nel sottofondo rendendo il momento perfetto (la playlist che mi ha mandato Martino Vergnaghi, scritta e suonata da lui e che vi consiglio assolutamente perché è stato un background incredibile).

Eva Luna è un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1987, ed edito in Italia l’anno successivo. Io l’ho letto nella sua coloratissima edizione dell’Universale Economica Feltrinelli, con la traduzione di Angelo Morino.

Di cosa parla Eva Luna?

Eva è figlia di una serva a cui piace raccontare le storie e un indiano morente; viene concepita in una sorta di miracolo, e la sua vita sarà battezzata da quell’incontro fortuito. Vive con la mamma per poco, perché muore quando Eva è ancora bambina a causa di un osso di pollo, ma la bambina eredita il talento della mamma a inventare storie, che la salverà più volte nel corso delle sue peripezie. Inizia da qui il viaggio di Eva Luna, passando da molte case e tanti padroni, fino alla sua indipendenza.
Parallelamente seguiamo la storia di Rolf Carrè, nato in Austria da una famiglia violenta; però il destino lo porterà in latino America a militare tra i ranghi rivoluzionari.

Isabel Allende grazie a Eva Luna ci fa fare un viaggio in sud America, in un paese non ben specificato ma che ci sembra essere il suo amato Cile; lo fa parlandoci della natura, della cultura e della politica di una terra tanto bella quanto travagliata, condendo il tutto con un pizzico di magia e superstizione.
Oltre alle storie dei personaggi infatti, in questo libro vediamo un sottofondo politico, in cui l’autrice racconta un paese conquistato da un dittatore e le ribellioni politiche taciute e combattute al buio, tra le montagne. Ricorda molto come già vi dicevo la sorte della patria di Allende, dovuta scappare dal suo paese per colpa della presa al potere di Pinochet e l’assassinio del cugino Salvador Allende.

La narrazione alterna i due personaggi principali, Eva e Rolf, agli opposti per come sono cresciuti e come affrontano la vita ma che condividono difficoltà e solitudine. Spicca sicuramente la protagonista femminile a cui è lasciata la centralità della prospettiva: Eva Luna ci racconta della sua vita, di come ha imparato a raccontare storie e a ribellarsi, delle sue fortune e delle sue sfortune, mostrandoci quel suo lato sognante che la allontana dalla brutalità del mondo vero, inserendo nei suoi racconti un pizzico di quel realismo magico che non guasta mai.

Interessante è osservare poi che l’accento è quasi sempre posto sul femminile, nonostante i tanti personaggi maschili di questo romanzo, e di come Allende sotto le righe ci racconti la condizione femminile nel latino America, del ruolo marginale assegnato, delle concezioni comuni e di come le donne venissero considerate poco.

Devo dire che questo libro mi ha sorpresa molto in positivo  oltre che ai temi femministi a cui sono molto legata, anche a una certa apertura mentale per il suo tempo (è pur sempre un libro scritto nel 1987) e di come tratti in maniere interessante e moderna, la transessualità, il nascere nel corpo sbagliato e sentirsi diverso dal sesso biologico in cui si è nati.

Una piccola curiosità del libro è che Isabel Allende rende omaggio a un grande autore sud americano, Gabriel García Márquez, e lo fa entrare nella sua storia con un piccolo cameo.

«Da quando aveva visto una coda di gente davanti a una libreria, ad aspettare pazientemente che un baffuto scrittore colombiano, in trionfale tournée, firmasse i suoi libri, mi riempiva di quaderni, di penne e di dizionari.»

Eva Luna è un romanzo vivo e passionale, pieno di storie, vere e inventate, ma anche di Storia; da leggere per entrare in questo fiume di eventi che porterà a incontrarsi due persone che vengono da universi diversi, ma che il destino guiderà sulla stessa strada.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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