una donna recensione libro sibilla aleramo

Recensione di Una donna di Sibilla Aleramo

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Una donna Book Cover Una donna
Sibilla Aleramo
Narrativa, Biografico
1906
Cartaceo- Ebook
220

Questo romanzo di Sibilla Aleramo è del 1906. La sua immediata fortuna in Italia e nei paesi in cui fu tradotto segnalò una nuova scrittrice, che in seguito avrebbe fornito altre prove di valore. Ma soprattutto esso richiamò l'attenzione per il suo tema: si tratta infatti di uno dei primi libri femministi apparsi da noi. Lo riproponiamo certi che questa narrazione autobiografica rimanga una testimonianza esemplare e attualissima sulla condizione femminile.

Continua il mio viaggio annuale attraverso alcune donne della letteratura, grazie al progetto e gruppo di lettura omonimo. Questo mese ci siamo dedicate con il gruppo di lettura alla prima scrittrice italiana, Sibilla Aleramo, di cui abbiamo letto la sua opera più celebre nonché autobiografica, il romanzo Una donna. Il libro è del 1906, ed è considerato uno dei primi scritti dichiaratamente femminista del nostro paese.

Di cosa parla Una donna?

La storia racconta la triste escalation della sua protagonista/autrice da giovane istruita e di buona famiglia a moglie relegata e trattata con violenza, devota al figlio che ama più di ogni altra cosa al mondo, per il quale rinuncia alla sua anima, la sua libertà e alla sua viglia di vivere.

Seguiamo la vita di una donna come tante, un animo che sin da giovane ha la scintilla della ribellione che assopisce ma a un certo punto della vita esplode e si fa rivoluzione. Che nel momento in cui si asserva al proprio destino convive con il senso di colpa la morte come unica via di uscita. Il racconto di un amore materno sconfinato, ma anche di cose più brutte, come lo stupro e il disgusto per un uomo vile e violento. Questa tragica storia esplode nel dolore della decisione, non descrivendo una eroina ma una donna che rinuncia al suo amore più grande per vivere: questo la morale di questa storia, un messaggio che al tempo stesso è meraviglioso e terribile assieme. Il linguaggio è quello di un secolo fa ma questo non rovina la lettura, che ha un ritmo sostenuto quasi per tutta la storia, scorrevole e coinvolgente, poetico, ma che ci fa immergere nel dolore e nei sentimenti di chi lo ha scritto.

Una donna è un racconto molto intimo, che alterna riflessioni collettive alla straziante esperienza di vita di Sibilla Aleramo. Un libro senza nomi, potente e doloroso, che porta a riflettere senza dubbi sulla condizione della donna all’epoca. La scelta dell’anonimato mi ha fatto vedere molte donne nei panni di questa donna e per questo secondo me questo libro è bellissimo: nel suo anonimato parla di una donna ma di tutte, di tante come lei costrette in vite precostituite. E l’unica donna si questa storia si ribella e potrebbe essere da esempio per altre.

In Una donna Sibilla Aleramo dunque tratta molti i temi importanti: il classismo, la questione operaia, il desiderio di morte e il suicidio, il tradimento e l’essere genitore e sicuramente il più importante e centrale è la questione femminile. Lo fa alternando la narrazione a riflessioni che potrebbero ricordare la saggistica, in un racconto che a tratti è lucido mentre in altri diventa un urlo disperato. Sottolineando anche la tragicità della legge italiana dell’epoca: la donna era una proprietà dell’uomo, i suoi figli, i suoi soldi, ogni cosa possedesse era del marito e non sua, considerata alla stregua di un oggetto. Senza alcun diritto, ma piena di doveri, fisici e morali.

La cosa ancora più triste è che secondo me questa storia racconta qualcosa di fin troppo attuale: nonostante le leggi siano molto diverse ora l’autrice ci mostra il destino di una donna che è quello di molte ancora oggi, costrette in vite che non appartengono a loro, forzate dall’amore per i figli e dal ricatto morale dei loro mariti che si credono padroni, in una mentalità arroccata nel ruolo della donna come madre e moglie senza possibilità di scelta. Che sì, dovrebbe essere sorpassata nel 2021, ma credo non poi così tanto.

Questo è un libro che farei leggere a mia madre, e se ci fossero ancora anche alle mie nonne. È un libro che vorrei leggessero tutte le donne per carpire la sofferenza e la ribellione di alcune scelte, per vedere un esempio e non ripetere certi errori. Forse non capirebbero tutte completamente il messaggio di Aleramo, ma credo che sia uno di quei libri necessari.

E mi piacerebbe fosse studiato anche a scuola, e mi sono chiesta perché non lo sia di già. Mi sono fatta un’idea personale e credo ci sia un motivo abbastanza chiaro perché nonostante sia un classico della nostra letteratura senza ombra di dubbio non venga presentato nei licei: non è mai stato studiato a scuola perché semplicemente insinuerebbe nelle donne l’istinto della ribellione. Perché se si osserva una donna prendere le decisioni sovversive che Aleramo ha compiuto molte ragazze invece che sposarsi avrebbero aperto gli occhi, avrebbero reclamato libertà e il diritto di fare quello che pareva loro.

Insomma, Una donna è un libro molto doloroso, ma necessario, scritto con la penna di una donna che certe cose le ha vissute sulla propria pelle e vuole lasciare una testimonianza al mondo ma anche a quel figlio che è stata costretta ad abbandonare. Un romanzo importantissimo a livello storico, che mi ha lasciato moltissimo e non dimenticherò mai. E che consiglio di leggere a tutti.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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