Recensione di Stupori di Ann Patchett

Recensione di Stupori di Ann Patchett

Reading Time: 3 minutes
Stupori Book Cover Stupori
Ann Patchett
Narrativa
Ponte delle grazie
2011
Cartaceo- Ebook
390

La chiave dell'eterna fertilità: un segreto custodito dalla foresta amazzonica e che da anni la dottoressa Annick Swenson tenta di svelare studiando una tribù indigena per conto di un'azienda farmaceutica americana. Un segreto che potrebbe rivoluzionare la vita delle donne di tutto il mondo, ma che sembra destinato a restare tale, visto che la dottoressa Swenson si rifiuta caparbiamente di comunicare i risultati del proprio lavoro. E così, per far luce sull'attività dell'enigmatica ricercatrice e sulla misteriosa morte di un collega, l'azienda invia in Amazzonia un'altra dottoressa, Marina Singh... "Stupori" narra la ricerca della verità da parte di una donna che, lontana dalle certezze della civiltà, prenderà coscienza della vulnerabilità e della fragilità dell'essere umano al cospetto di una natura rigogliosa e brulicante di insidie. Ma soprattutto il nuovo romanzo di Ann Patchett è l'invito a una riflessione sul delicato equilibrio tra etica e scienza, sulle responsabilità che quest'ultima dovrebbe assumersi nei confronti della vita, sotto ogni forma e specie, sui limiti di fronte a cui forse dovrebbe fermarsi per non trasformarsi in una macchina di morte.

Il terzo libro del gruppo di lettura dedicato al celebre telefilm Gilmore Girls, quello in cui seguiamo la lista dei libri letti da Rory Gilmore durante le sette stagioni della serie, è stato Stupori di Ann Patchett, romanzo del 2011 edito in Italia da Ponte delle Grazie.

Se non sapete di cosa sto parlando, io e Ifeelbook su Instagram abbiamo organizzato un gruppo di lettura legato alla celebre serie TV Una mamma per amica, e dei libri menzionati. Per saperne di più trovate qualche altra informazione sul mio profilo Instagram.

 

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Di cosa parla Stupori?

Marina è una ricercatrice per un azienda farmaceutica che viene spedita dal suo capo in Amazzonia a controllare le ricerche della dottoressa Swenson. Va in Brasile anche per  indagare della morte del dottor Eckman, anche egli mandato nello stesso luogo per valutare le ricerche rivoluzionarie in esso svolto ma mai più ritornato e seppellito tra la foresta pluviale.
Dopo aver passato un mese in una piccola cittadina caldissima e insospitale, aspettando l’apparizione di Annick Swenson, Marina finalmente riesce ad arrivare nel cuore dell’Amazzonia, e a scoprire segreti che arrivano da piante e funghi unici al mondo. Questo l’inizio di Stupori, un romanzo che parla di donne e di seconde chance, di vita dedicata al lavoro e di occasioni mancate.

Il libro di Patchett ha una trama molto interessante, e ci mostra con gli occhi di un’occidentale il Brasile amazzonico: vediamo la diversa cultura, l’ambiente circostante afoso e ostile, la vita in città ma anche tra la foresta, posto pieno d’insidie con animali e insetti pericolosi in ogni angolo. È interessante l’incontro tra civiltà e come viene mostrata la cosa. Parte affascinante, specie letta da i miei occhi di europea in un paese esotico come l’Australia, che non sarà come l’Amazzonia, ma ha con essa parecchie cose in comune.

Il romanzo poi segue per tutta la sua trama un tema scientifico: si parla di ricerca e innovazione, d’immolare la propria vita per la causa scientifica, ma anche dei medici e gli interventi in mezzo al nulla con poche risorse e quello che si ha. Si parla poi di lavoro in generale: vediamo come protagoniste due donne dedite alla carriera, che forse hanno sacrificato una parte della propria vita per le proprie ricerche e il proprio lavoro. Questa parte è un tema importante per la storia, raccontando il potere delle scelte, in cui a volte si intravede il rimpianto di alcune scelte non compiute, di altre fatte per motivi che non appartengono più, mostrando il conflitto interiore delle proprie protagoniste.

La storia si sviluppa molto lentamente, non perché ecceda in minuziose descrizioni, ma è proprio parte nello stile di Patchett: molto attenta al dettaglio, a raccontare molte sfaccettature che non sono sempre significanti a livello di trama, in una lentezza che spezza il ritmo di un libro di quasi 300 pagine e non agevolando una lettura spedita. Ogni tanto alcune rivelazioni aumentano la curiosità, ma non credo dia un libro facile da leggere tutto d’un fiato.

Se il ritmo è uno dei contro del libro, a livello di caratterizzazione dei personaggi è sicuramente un vantaggio, dando a tutti i protagonisti ampio spazio e una personalità molto marcata. Abbiamo dei personaggi umani e non appiattiti, che se dapprima assomigliano a stereotipi, con l’andare avanti della narrazione si mostrano in tutta la propria profondità e complessità.Su tutti spicca non la protagonista secondo me ma la dottoressa Swanson, enigma principale del libro, che noi conosciamo pian piano grazie alla sua rigidità, che maschera molto altro.

La lettura però nel suo complesso non mi ha entusiasmata: il romanzo in generale è un buon libro, che vedrai bene per un adattamento cinematografico, ma ho fatto un po’ fatica a portare avanti la lettura, e specie all’inizio ad appassionarmi alla storia. Lo sviluppo è davvero molto lento e questo limita un po’ la godibilità della storia.

Lo consiglio dunque? Sì, ma non a tutti. È un libro che consiglierei a chi vuole esplorare nuovi mondi, posti lontani specie in un periodo come quello recente in cui non si può viaggiare, a chi apprezza una storia che si sfoglia piano e ci mostra solo alla fine il suo senso generale.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

 

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