Recensione di Il ritratto di Elsa Greer di Agatha Christie

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Il ritratto di Elsa Greer Book Cover Il ritratto di Elsa Greer
Agatha Christie
giallo
Mondadori
1942
Cartaceo- Ebook
224

Per la giuria non c'erano dubbi. A uccidere Amyas Crale era stata la moglie Caroline, che il geniale pittore era in procinto di abbandonare per una giovane modella. Tutte le prove erano schiaccianti, e durante l'intero processo la donna aveva mantenuto un comportamento remissivo, quasi ammettesse la colpa. Sedici anni dopo, la figlia di Caroline riceve una lettera della madre, morta nel frattempo in carcere, nella quale la donna si dichiara innocente. Se fosse vero, perché non si è opposta al verdetto? E chi ha ucciso Amyas Crale?

Agatha Christie è diventata una comfort zone della lettura in inglese per me. Dopo aver trovato in un mercatino dell’usato un grosso tomo con alcuni dei più bei racconti su Poirot, mi sono approcciata alla lettura in lingua e devo ammettere che la regina del giallo mi piace di più nella sua lingua madre, dandomi grandi soddisfazioni. Tra febbraio e marzo ho iniziato Five little pigs, tradotto in italiano come Il ritratto di Elsa Greer e subito è entrato nella mia classifica dei romanzi preferiti dell’autrice.

Di cosa parla Il ritratto di Elsa Greer?

Hercule Poirot, investigatore di successo e famoso per la risoluzione di crimini impossibili, viene contattato dalla giovane Carla Lemarchant, in procinto di sposarsi, per risolvere un caso. Solo che il crimine è stato commesso 16 anni prima e coinvolge la famiglia della ragazza: la madre Caroline è stata accusata dell’omicidio del padre Amyas Crale, e sul letto di morte in carcere scrisse una lettera alla figlia dichiarandosi innocente. Carla per riabilitare la madre e convincere il futuro marito che l’omicidio non è nel suo sangue convince Poirot a occuparsi di un caso chiuso, per chiarire l’assassinio per avvelenamento del famoso pittore Amyas Crale.

Così l’investigatore belga inizia a interrogare le persone presenti all’epoca sulla scena del crimine: Elsa Greer, oggi Lady Dittsham, al tempo amante di Amyas: Meredith Blake il miglior amico di Amyas e Philip Blake, fratello di Meredith ed esperto in piante e veleni; Cecily Williams la governante e Angela, la sorella minore di Caroline a cui questa è molto legata per una brutta cicatrice che le causò quando era molto piccola.

Dopo un colloquio con tutte queste persone, Poirot si fa lasciare una testimonianza scritta da ognuno di questi su cosa fosse  accaduto quel giorno di sedici anni prima. Così Poirot inizia le sue indagini, all’indietro nel tempo, per ricostruire le dinamiche di un omicidio di cui è stato già incolpato qualcuno, senza prove ma con solo ricordi e parole.

Il ritratto di Elsa Greer è un giallo strabiliante, che già dalle premesse cattura il lettore per come non ci sia stato un vero omicidio nel presente: un cold case, riaperto in maniera non ufficiale, in cui Poirot viene trascinato spinto sulla sua vanità intellettuale. Chirstie attira la nostra attenzione subito grazie a questa trama che sin dall’inizio si presenta come inconsueta, procedendo con delle indagini a loro volta inconsuete: nessuna prova materiale, solo parole. Gli interrogatori sono semplici colloqui, preceduti dalla filastrocca inglese Five little pigs, da cui il romanzo prende il titolo originale, e poi si serve di testi dentro il testo: ognuno dei testimoni di quei giorni scriverà un racconto scritto di quei giorni. Qui Christie dimostra una grande abilità con la penna, mi piacciono sempre questi inserti nei libri che leggo e i cambi di registro e stile a seconda delle persone.

This little piggy went to market,

This little piggy stayed home,

This little piggy had roast beef,

This little piggy had none,

And this little piggy went wee wee wee all the way home.

Il tema fondamentale infatti in questo giallo sembra proprio la visione delle cose da diverse prospettive: ognuno ha una propria versione dello stesso evento, un proprio punto di vista differente e un focus specifico su alcuni dettagli che non sono gli stessi per ognuno. In un certo modo tutti questi personaggi hanno ricordi differenti.
Ognuno poi racconta aspetti diversi della colpevole, ed è affascinante vederla da così diverse angolature. L’unica cosa su cui concordano tutti è la colpevolezza di Caroline, donna tradita e che divide il tetto con suo marito e l’amante per la quale lui la vuole lasciare, motivo scatenante per l’omicidio, come da processo.

Ancora una volta Agatha Christie usa il tema della giustizia impunita, quei crimini commessi e mai scontati: qui abbiamo una diversa interpretazione del tema, con qualcuno incolpato per errore e qualcun altro apparentemente impunito. Interessante e curioso per come è stata sviluppato e incorniciato in questa storia. Il finale come nei migliori romanzi con protagonista Poirot arriva a sorpresa, e noi lettori sospettiamo di tutti fino alla grande rivelazione finale.

Insomma Il ritratto di Elsa Greer è uno degli intrecci meglio sviluppati da Agatha Christie, un giallo a ritroso nel tempo per risolvere un caso già risolto, con la classe che solo Poirot può avere sempre. Assolutamente consigliato agli amanti del genere.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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