Recensione di Shirley Charlotte Brontë

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Shirley Book Cover Shirley
Charlotte Brontë
Classico
Fazi editore
1849
Cartaceo - Ebook
684

Yorkshire, inizio Ottocento. Shirley, giovane donna ricca e caparbia, si trasferisce nel villaggio in cui ha ereditato un vasto terreno, una casa e la comproprietà di una fabbrica. Presto fa amicizia con Caroline, orfana e nullatenente, praticamente il suo opposto. Caroline è innamorata di Robert Moore, imprenditore sommerso dai debiti, spietato con i dipendenti e determinato a ristabilire l’onore e la ricchezza della sua famiglia, minati da anni di cattiva gestione. Pur invaghito a sua volta della dolce Caroline, Robert è conscio di non poterla prendere in moglie: la ragazza è povera, e lui non può permettersi di sposarsi solo per amore. Così, mentre da una parte Caroline cerca di reprimere i suoi sentimenti per Robert – convinta che non sarà mai ricambiata –, dall’altra Shirley e il suo terreno allettano tutti gli scapoli della zona. Ma l’ereditiera prova attrazione per un insospettabile…
Shirley si inserisce nel grande filone del romanzo sociale inglese di inizio Ottocento: i suoi personaggi vivono gli avvenimenti storici dell’epoca – le guerre napoleoniche e le lotte luddiste –, facendo i conti con le contraddizioni del progresso industriale e offrendo spunti di riflessione sul lavoro, sul matrimonio e sulla condizione della donna.
Dopo la riproposta di Villette, continuiamo la pubblicazione dell’opera di Charlotte Brontë con Shirley, capolavoro meno noto. Secondo romanzo dell’autrice dopo Jane Eyre, questo libro ha decretato il definitivo passaggio di Shirley da nome maschile a nome tipicamente femminile.

Abbiamo da poco finito di leggere il secondo libri per Donne attraverso la letteratura, un progetto dedicato alla letteratura femminile da me ideato, Shirley, opera minore di Charlotte Brontë e romanzo del 1849 in Italia pubblicato da Fazi editore.

Di cosa parla Shirley?

Nella contea di Stiboro’, calma e tranquilla, alcuni eventi scuotono la pace in una brughiera da sempre calma, tranquilla e tradizionalista. Robert Moore è gestisce una fabbrica tessile, che vorrebbe modernizzare ma i suoi operai non prendono bene queste scelte. Vive con sua sorella Hortense e ha una cugina che è molto affezionata a lui, Caroline. I segreti sogni di amore di Caroline sono interrotti dall’arrivo di Shirley, ricca ereditiera e proprietaria della fabbrica di Moore, che sembra la sposa perfetta per Robert per saldare i suoi debiti e levargli una serie di fardelli sulle spalle. La guerra con la Francia peggiora la situazione economica e i malumori, creando sommosse e problemi alla fabbrica di Moore; in questa situazione complicata, Caroline e Shirley diventano molto amiche.

Questa la premessa per un romanzo sociale molto interessante, che si sviluppa attorno al triangolo tra Caroline, Shirley e Robert, rivoluzionario per alcuni temi che porta con sé e appassionante per la trama e il racconto della storia e società dell’epoca.

Charlotte Brontë sappiamo che è stata una scrittrice che ha rivoluzionato a suo modo la letteratura. Nonostante Shirley sia un’opera minore, non è da sottovalutare l’impatto che può avere avuto e soprattutto le posizioni d’avanguardia della sua autrice.

Le protagoniste di questa storia e la narratrice sono donne, una prospettiva privilegiata viene data proprio alla dimensione femminile che non nasconde il suo essere tale, e lo fa attraverso personaggi molto diversi tra loro: una ragazza introversa, bella e ben educata, idealista e romantica ma acculturata e indipendente, mentre l’altra ricca e bella ma con un carattere de3ciso e non disposta a imposizioni di nessun tipo. Due donne molto diverse tra loro ma entrambi un modello di donna che non necessariamente cerca o trova la felicità nel matrimonio e nel fare la buona moglie. Alcuni temi trattati da Brontë poi sono di certo molto avanti per i suoi tempi: l’indipendenza femminile e la differenza di trattamento con gli uomini, il matrimonio e l’amore non idealizzati, persino una visione panteista della religione sono fuori dal comune e di certo atipici per la metà dell’Ottocento.

Il tema principale è quello amoroso e non vi svelerò se vi è o meno un lieto fine, ma nonostante l’intreccio romantico sia importante per la storia devo dire che Shirley è molto interessante perché non è solo la storia d’amore tra due o più persone, ma principalmente è un libro che parla di amicizia tra due donne, che si sostengono a vicenda nelle difficoltà e nelle loro diversità.

La prospettiva è quella di una narratrice onnisciente che ci anticipa il futuro e pare conoscere la storia in anticipo, come l’avesse già sentita raccontare da altri oppure vi avesse assistito da spettatrice. Una narratrice tipica della sua epoca, curiosamente al femminile (cosa che non mi era mai accaduto di leggere) e molto affascinante: ci avvicina con la sua prospettiva privilegiata alle scene del romanzo, non privandoci dei suoi giudizi personali e morali. La scrittura di Brontë è molto descrittiva, appropriata all’epoca a cui appartiene, alcune volte rallenta un po’ il ritmo, ma è piacevole e rende il romanzo stimolante.

 

Shirley è dunque un romanzo che parla di molte cose, di amore, di amicizia, di società, che dipinge un quadro sociale e culturale completo per il suo tempo con riflessioni moderne e contemporanee.

 

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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