Recensione di Mathilda di Mary Shelley

Reading Time: 2 minutes
Mathilda Book Cover Mathilda
Mary Shelley
Classico
Darcy Edizioni
1959
cartaceo - ebook
216

Dopo una serie di tragici lutti, tra cui quello del marito, Mary Shelley scrive il racconto Mathilda, condito da alcuni elementi autobiografici, sfoggiando tutte le sue doti di romantica drammaticità.Mathilda, sedicenne ricca di nascita ma orfana di madre, abbandonata da un padre che le dà la colpa per la scomparsa dell’amata sposa, è costretta a crescere con una zia avara di sentimenti. Quando il padre decide di tornare da lei, succede qualcosa di inaspettato: la somiglianza della fanciulla con la madre è sorprendente al punto che l’uomo la crede una reincarnazione dell’adorata Diana, così da innamorarsi della figlia. Un racconto che è ossessione e passione, sfogo e dolore, lo stesso provato da Mary Shelley in vita. La sua penna sapiente rende immaginario quel che è stata per lei realtà.

Come vi raccontavo nell’articolo a lei dedicato, Mary Shelley non ha scritto solo Frankestein; Mathilda è un romanzo breve scritto da Shelley nel 1918 ma mai pubblicato mentre l’autrice era in vita; verrà pubblicato postumo solo egli anni ’50, e ancora oggi non è così facile reperirlo. Questa è stata la prima lettura dell’anno per il mio progetto Donne attraverso la letteratura, in cui durante l’anno leggeremo 12 autrici con cadenza più o meno mensile. Ed è stato un gran bell’inizio. Ora vi racconto perché.

Di cosa parla Mathilda?

Mathilda è orfana di madre e il padre la lascia con una zia per intraprendere una serie di viaggi; dopo 16 anni il genitore si ricongiungerà alla figlia e tra loro si creerà un legame molto strano, che culminerà nel disastro. Questa la trama in breve di Mathilda, racconto molto corto dalla lirica impeccabile e che appassiona grazie alla sua storia travagliata.

Mathilda è un libro malinconico, dolce e triste, in cui vediamo una ragazzina crescere e affrontare la vita distrutta dalle perdite e da sentimenti sbagliati, forzata da una morale molto rigida e cristiana. Mary Shelley scrive questo romanzo dopo la morte del figlio a Roma, e devastata dal dalore racconta una amara novella, in parte legata alla vita della stessa Shelley.
Molti critici hanno teorizzato infatti che vi siano più elementi autobiografici, visti i richiami alla defunta madre dell’autrice, Mary Wollstonecraft, o al fatto che anche lei come la sua protagonista è stata cresciuta dal padre; ma anche il poeta nella storia ricorda il marito di Shelley. Senza sapere quanto di vero ci sia veramente in queste speculazioni, c’è di fatto che in questo racconto si percepisce tutto il dolore di Shelley, e il risultato finale è un romanzo poetico, doloroso, potente.

Il tema centrale del romanzo è l’amore impossibile, tipico del romanticismo. Quello di Mathilda è un amore sporco, contro natura, incestuoso. Un amore che fa rabbrividire, ma allo stesso modo raccontato in maniera meravigliosa, con tutto il tormento e la passione di cui può essere portatore questo sentimento malato. Rifiutato perché torbido alla prima pubblicazione e pubblicato postumo solo nel 1959, questo libro scandalizza e incanta assieme. Nonostante sia moralmente giudicabile dunque, Shelley, come altri grandissimi narratori della storia, riesce a far apprezzare e quasi incoraggiare questo amore contorto e terribile, portando il lettore di andare al di là del giudizio e seguendo il modo in cui la scrittrice narra questo sentimento.

La morte è in questo romanzo una presenza costante, che incombe e viene percepita in maniera vivida, sia naturale che per mano propria. La scrittura di Shelley è poetica, introspettiva qui e che descrive nitidamente affreschi di quello che la sua protagonista sta vivendo.
Lo stile è quello epistolare già caro all’autrice, che ricorda in modo lontano quel Frankestein che l’ha resa celebre, fa creare una connessione speciale con questa protagonista; anche le tematiche di morte e attaccamento alle persone che hanno lasciato questa terra sono molto vicine al celebre capolavoro, trattate in maniera diversa ma che mostrano filoni narrativi cari alla scrittrice.

Quindi senza ombra di dubbio vi consiglio la lettura di Mathilda, per leggere una Mary Shelley diversa da Frankestein, in una storia di amori impossibili e dolori esistenziali.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *