Frankestein recensione libro di Mary Shelley

Recensione di Frankestein di Mary Shelley

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Frankestein Book Cover Frankestein
Mary Shelley
Classico
Diverse edizioni, la mia Penguin Classics
1818
Cartaceo- Ebook
280

Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti - Mary e Percy Shelley, e William Polidori - di scrivere, per gioco, cun racconto dell'orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull'origine della vita: l'angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell'orrore in cui il mostro è più umano del suo creatore. Introduzione di Nadia Fusini.

In tema con Halloween, oggi ho deciso di raccontarvi un libro adatto a questo periodo dell’anno. Ho letto ad ottobre per la prima volta e in inglese Frankestein, celebre capolavoro di Mary Shelley.

Di cosa parla Frankestein?

Walton è un marinaio che in mezzo al mare trova uno strano uomo. Questo, Victor Frankestein, racconterà la storia della sua vita al suo ospite e di come si è trovato abbandonato a se stesso in mezzo al ghiaccio polare.

Ci inoltriamo dunque nei racconti di Frankestein, della sua infanzia tra l’Italia e Ginevra, di come la sua famiglia abbia adottato la piccola Elizabeth e del loro rapporto, della nascita del fratellino e la morte della madre. Durante la giovinezza Victor andrà all’università e lì si concederà anima e corpo allo studio della scienza, focalizzandosi morbosamente sul riportare in vita i morti. Questi suoi esperimenti e anni di studio culmineranno nella creazione di una creatura, che da subito in lui creerà orrore e ribrezzo, nonostante quest’ultimo sia vivo, cosciente e abbia dei sentimenti che il suo creatore ha ferito. Non sentendosi accettato da chi gli ha donato la vita, al quale chiederà una compagna come li per combattere la sua solitudine, il mostro si ribellerà e diventerà uno spietato assassino in cerca di vendetta per la sua stessa esistenza.

Parlare dei capisaldi della letteratura mi mette sempre a disagio perché credo che per descrivere la bellezza di alcuni libri le mie parole non bastino; e anche perché non mi sembra di avere le competenze giuste per fare una critica adeguata a libri di questo calibro. Anche perché, affrontando Frankestein io mi aspettavo un libro completamente diverso, e invece mi sono trovata davanti a un romanzo epistolare molto intimo che narra una storia molto più introspettiva e meno cupa di quello che mi potessi aspettare.

La lunga digressione a cui assistiamo sulla vita del dottor Frankestein che si sfoglia come un libro aperto davanti al suo salvatore e gli racconta la storia della sua vita intera fino a quel momento ha toni di sventura sin da subito e racconta le debolezze di un uomo che ha giocato con la natura, grazie alla scienza a cui ha immolato la sua vita. Si è quindi atteggiato come un dio, donando la vita a un essere che si è rivelato mostruoso, per poi rinnegare le sue azioni. Questa è la lettura principale del libro, un dilemma etico che ancora attanaglia la società di oggi, dove l’uomo si sostituisce a dio o alla natura che dir si voglia, o più in generale a quelle forze sconosciute che danno la fiammella della vita, creando qualcosa di nuovo dal nulla. Questo tema rende questo libro ancora attualissimo e immolandolo come un  caposaldo della letteratura dell’orrore e della fantascienza, nonché considerato primo romanzo in assoluto di quest’ultimo genere.

Oltre all’uomo che si atteggia a dio, vediamo anche l’ambizione umana che viene estremizzata fino a fargli rinnegare la vita e la società: il dottor Frankestein si rinchiude nelle sue ricerche, fa il suo unico scopo di vita il suo lavoro, e si riduce per questo all’ombra dell’uomo che è. Non valutando nemmeno le conseguenze che questo avrebbe potuto scatenare.

Allo stesso tempo viene trattata la solitudine, sia della prospettiva del mostro che quella di Frankestein, due creature che per motivi diversi nella loro esistenza sono stati costretti o hanno scelto di rimanere soli, a cui il destino ha negato in qualche modo la felicità. E così che la comprensione, l’amore, e l’unione assumono un ruolo fondamentale nella storia, anche se ai suoi protagonisti vengono sempre rinnegate.

Frankestein dunque è un capolavoro della letteratura, che al contrario di quel che si possa pensare non fa paura, ma vaglia le sfumature dell’animo umano, della scienza, e della creazione di nuova vita mostrano il lato oscuro di quello, e l’uomo dunque che può fare paura. Consigliatissimo, da leggere almeno una volta nella vita, per capire chi dei due sia il vero mostro, la creatura o il suo creatore.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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