moby dick recensione libro melville

Recensione di Moby Dick di Herman Melville

Reading Time: 3 minutes
Moby Dick, o la balena Book Cover Moby Dick, o la balena
Herman Melville
Classico
Diverse edizioni la mia Feltrinelli editore
1851
Cartaceo- Ebook - Audiolibro
773

Moby Dick, pubblicato nel 1851, è considerato il capolavoro di Melville e uno dei grandissimi libri della letteratura americana e mondiale. Per la grandiosità della sua concezione e per il suo carattere allegorico è stato paragonato alla Commedia dantesca. Vi narra in prima persona la sua avventura Ismaele, che si imbarca come marinaio assieme a un ramponiere indiano sulla baleniera Pequod. Il capitano della nave, Achab, un personaggio cupo che incute rispetto e timore nei suoi uomini, ha perso una gamba per colpa della balena bianca Moby Dick e ora vuole vendicarsene, a qualunque costo. Inizia così una lunga caccia. La snervante attesa dell'incontro con il cetaceo che sfugge al capitano offrirà al narratore l'occasione di meditazioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche, all'interno della struttura del romanzo d'avventura per mare. Intanto l'immenso oceano, con i suoi mostri e le sue profondità, si erge in tutta la propria potenza e imperscrutabilità dinanzi all'uomo, che gli può contrapporre solo una fragile esistenza, oscillante tra il bene e il male. Fino a che sopraggiunge la catastrofe finale, fatalmente presentita, quando Moby Dick distruggerà la baleniera e tutto l'equipaggio trascinando con sé Achab e il suo arpione. Solo Ismaele si salverà e potrà così raccontare la loro folle, ambiziosa quanto disperata, impresa.

Nel 2020 ho creato un piccolo gruppo di lettura per affrontare una delle mie più grandi paure letterarie: Moby Dick o la balena, mastodontico libro si Herman Melville. Lo abbiamo letto in quattro mesi, con calma perché questo era l’unico modo possibile per me: la lettura di gruppo mi invoglia maggiormente e vista la sua fama e dimensioni ho preferito condividere questa storia con altri.

Di cosa parla Moby Dick?

Ismaele decide d’imbarcarsi su una nave, incontra un uomo di colore Queequeg e assieme si uniscono al Pequot, baleniera capitanata da uno strano individuo, anziano, con una gamba di avorio, Achab, che vive più nella sua cabina che nel resto della nave. Il capitano annuncerà un giorno che lo scopo del loro viaggio non è prendere una qualunque balena per trarne l’olio che da valore a quei viaggi in mezzo al mare. No, lui vuole vendetta, verso una sola balena, bianca, enorme, demoniaca: Moby Dick.

Di Moby Dick esistono svariate interpretazioni, diverse analisi critiche e molti saggi che ne parlano; io l’ho letto da lettrice senza competenze critiche, sapendo a quel che andavo in contro.
Per me leggere Moby Dick è stato un viaggio, sul Pequot insieme a Ismaele, Queequeg e Achab. Ho imparato molte cose sulle balene, rimanendo affascinata dai discorsi in cui si racconta di quei maestosi e misteriosi animali, oggi così rari da avvistare, ma allora che si cacciavano per usare molti parti del loro corpo per usi abbastanza comuni.

Il mio viaggio è stato ancora più bello perché l’ho fatto partendo da qui, la Tasmania, dove negli anni in cui è ambientata questa storia si cacciavano le balene anche partendo dalla cittadina dove vivo; nel periodo in cui leggevo Moby Dick le ho viste davvero le balene in mare sfiatare da lontano.

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Ho fatto un viaggio anche nelle parole di Melville, che qui possiede uno stile poliedrico, a tratti simile a un’opera teatrale, in altre parti è lirico e poetico, che mischia religione, presagio e conflitto tra uomo e natura in questo romanzo maestoso in tutti i sensi.
Ho atteso durante questo viaggio, come Ismaele e come Achab, d’incontrare questa famosa balena bianca, che non viene nominata fino a quasi la metà del romanzo, che attendiamo con ansia che appaia all’orizzonte ma sembra non comparire mai. Ma con Moby Dick ci si rende conto che il viaggio è molto meglio della meta, e quel che conta forse non è l’obiettivo finale ma il viaggio stesso.

Onestamente mi interesserebbe leggere dei saggi critici su questo romanzo che è un pilastro della letteratura americana e mondiale, ma io di analizzarne lo stile e i temi non mi sento in grado: nell’introduzione della mia edizione italiana il traduttore parla dei vari piani di lettura del libro, ma in fondo per un lettore normale come me contano fino a un certo punto; si potrebbe parlare di religione, di società, del rapporto tra uomo e natura parlando di Moby Dick, ma non mi senro all’altezza di provare ad analizzarlo.
Io l’ho letto con la curiosità di lettrice, quella che ti fa leggere un romanzo per capire cosa c’è di bello in questo. Bisogna dirlo: la lettura di questo classico non è sempre facile, ogni tanto lo stile è pesante e la storia sembra immobile; altre volte mi è sembrato di essere anche io su quella nave o mi sono appassionata leggendo le descrizioni delle balene.

L’ho letto per il gusto di leggerlo e non per capire qualcosa di più. E sono grata che il 2020 mi abbia fatto trovare il coraggio di affrontare questa che è stata più che una semplice lettura, una vera e propria esperienza.

Dunque, Moby Dick è un grandissimo classico che va letto e preso come un lungo viaggio secondo me, proprio per vivere insieme a quei protagonisti che sono rimasti nella storia della letteratura le loro avventure in mare, e sperare di avvistare assieme a loro la balena bianca.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

 

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