gli ebook sono dei libri veri

#leggiunebookanchetu: L’ebook sono dei libri veri?

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L’ebook sono dei libri veri?

E perché non dovrebbero esserlo?

Oggi per la rubrica a puntate #leggiunebookanchetu, quella che parla della lettura digitale con l’obiettivo di risolvere alcuni dubbi su questo relativamente nuovo metodo per leggere, vorrei parlarvi proprio di qualcosa legato a questa domanda. «Leggere in ebook non è leggere» oppure «gli ebook non sono libri veri», cosa che a quanto pare è un’opinione ancora diffusa tra alcune persone.

Un piccolo antefatto: su Instagram parlando di lettura digitale alcune persone con cui stavo chiacchierando mi hanno detto che più volte altri hanno detto loro che legger n digitale equivale a non leggere.

La questione mi ha lasciata perplessa. Come è possibile che nel 2020 ci siano persone che pensano ancora queste cose? Abbiamo ogni giorno tutto il giorno lo smartphone in mano, ma leggere in digitale equivale a non leggere per alcuni.

Per questo ho deciso di dedicare un intero articolo a questo argomento, con lo scopo di sensibilizzare il mondo contro la discriminazione dei lettori, specie quelli digitali.

Eh si perché di questo si parla, di discriminazione. Già i lettori sono rari nel nostro paese ai giorni nostri, ma sembra che alcuni di questi cultori del libro cartaceo, in maniera estrema mi permetto di dire, fanno delle divisioni tra lettori di serie A e lettori di serie B.
Credo che si possa amare quanto si vuole un buon libro di carta, si può avere le proprie preferenze e magari dopo aver provato affermare che si preferisce un modo rispetto che un altro.
Ma secondo non ha alcun senso dire che è un ebook non è un libro vero. Perché a tutti gli effetti lo è.

Che differenza c’è tra un libro cartaceo e uno digitale? Nulla, a parte il medium su cui lo so fruisce. Ebbene, il file di un libro che va in stampa è lo stesso che una casa editrice poi manda in lavorazione per farlo diventare un ebook. Lo scrittore ha messo la stessa fatica per scrivere un ebook, come l’editor e il correttore di bozze hanno lavorato nello stesso modo sul libro.

Nonostante la mia vena polemica, capisco bene che si possa preferire il cartaceo: i libri sono belli, profumano di buono, danno gioia solo a sfogliarli, sono oggetti che hanno per noi significati speciali.
Allo stesso tempo bisogna pensare anche che i lettori digitali hanno molte ragioni per allontanarsi dal cartaceo e convertirsi al digitale: lo spazio in casa, la mancanza di tempo, il vivere all’estero o ancora la questione economica.
I motivi dunque sono diversi, e non capisco perché discriminare qualcuno che poi legge le stesse parole di qualcun altro, solo che su uno schermo piuttosto che su un foglio stampato.
È un po’ come se oggi si dicesse a una persona che legge il giornale su internet, come facciamo tutti, che non è informata come una altra che compra il giornale fisico, lo stesso giornale, tutti i giorni. E come capirete bene, non ha molto senso questa affermazione.

Poi diciamocelo: nessuno vuole sostituire i libri cartacei con la digitalizzazione, e un lettore che si serve dell’ereader non lo fa sempre in maniera esclusiva. Quindi non ci sono delle fazioni tra chi legge cartaceo e chi digitale, nonio, non c’è un metodo migliore di un altro.

In ultimo luogo vorrei sottolineare una cosa: il più delle volte il lettore di ebook è un lettore forte, dunque una persona che legge molti libri l’anno. Mi sembra abbastanza strano accusare una persona che legge più di 10 libri l’anno, che già è una bassa percentuale di personedi non leggere.

Insomma, avete capito la mia posizione: un ebook è un libro vero, le persone che leggono in digitale leggono per davvero, e non capisco le motivazioni di chi lo nega.

Penso che soprattutto noi lettori dovremmo essere più aperti mentalmente e non giudicare le azioni altrui, con meno snobismo e più di quella empatia imparata dalle pagine che tanto amiamo, anche quando leggono in modo che non ci piace.

Devo ringraziare Alice di La libreria di Ciffa (qui la trovate su Instagram e qui il suo blog) per le discussioni sull’argomento, e per essere stata fonte d’ispirazione per questo articolo con il suo hashtag #unebookèunlibrovero.

 

Al prossimo mese con un nuovo approfondimento digitale e una nuova puntata di #leggiunebookanchetu.

Le puntate precedenti le trovate qui.

Giorgia

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