Recensione di Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov

Recensione di Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov

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Il maestro e Margherita Book Cover Il maestro e Margherita
Michail Bulgakov
Narrativa
Diverse edizioni, la mia Feltrinelli Editore
1967
Cartaceo- Ebook
497

"Un romanzo-poema o, se volete, uno show in cui intervengono numerosissimi personaggi, un libro in cui un realismo quasi crudele si fonde o si mescola col più alto dei possibili temi: quello della Passione, non poteva essere concepito e svolto che da un cervello poeticamente allucinato. È qui che […] Bulgakov si congiunge con la più profonda tradizione letteraria della sua terra..." Eugenio Montale.

 

Uno dei mie buoni propositi dell’anno era di recuperare alcuni romanzi che mi ero riproposta di leggere da molto: tra questi c’era anche Il maestro e Margherita romanzo del russo Michail Bulgakov, titolo che compare in molte delle liste di libri da leggere almeno una volta nella vita.

Ma di cosa parla Il maestro e Margherita?

In questo romanzo si parla di due storie: le vicende a Mosca che prendono il via da un circolo di letterati, nel quale un giorno arriva uno straniero che prevede il futuro e il passato, e quelle di Ponzio Pilato nella settimana di Pasqua. Due narrazioni che si alternano e prendono strade molto diverse: se da un lato vediamo una storia che già conosciamo raccontata in modo diverso da una prospettiva nuova, dall’altro iniziamo ad assistere ai bizzarri avvenimenti che prendono luogo a Mosca in quel maggio degli anni ’20 del novecento.

La storia moscovita vede il poeta mediocre Ivan impazzire dopo aver incontrato il diavolo e visto un amico decapitato da un tram. Viene per questo rinchiuso in un centro per la salute mentale: qui vi incontra il Maestro, che racconta al giovane sia del suo manoscritto su Pilato bruciato dalla polizia, che del suo amore con Margherita, sentimento lo ha portato alla follia dopo la loro rottura.
Nella seconda parte del libro appare Margherita, la quale passa una notte magica e fuori dal comune al ballo del diavolo con i suoi strani seguaci.

Il maestro e Margherita è un capolavoro della letteratura, un romanzo che tra follia e realtà crea un universo incredibile e una storia complessa che ha fatto scalpore ai suoi tempi, ma lo ha poi consacrato come uno di quei libri immortali.

La storia editoriale di questa libro è travagliatissima: scritto tra il 1928 e il 1967, Il maestro e Margherita è stato bruciato nella sua prima versione dallo stesso Bulgakov, ha subito diverse censure e rimaneggiamenti nel corso del tempo, per essere pubblicato postumo tra il 1966 e il 1967.

Devo partire da un dato oggettivo con questa mia recensione: Il maestro e Margherita non è una lettura facile; il libro nella sua costruzione complessa confonde il lettore fino a quasi alla fine, non è così semplice capire con le vicende bizzarre e straordinarie che racconta e sviluppa nel corso della sua narrazione, e solo alla fine della storia tutti i pezzi tornano al loro posto. E anche il lettore comprende tutto e il caos creato confluisce in una conclusione chiarificatrice. 

Le linee narrative sono due in questo romanzo: quella in una Mosca degli anni ’20 e quella di Gerusalemme prima della Pasqua. Interessante osservare come entrambe le storie, per quanto diverse sia temporalmente che per quanto ambientate in luoghi diversi, si svolgano entrambe nel corso di una sola settimana per concludersi entrambi di domenica.

I personaggi che escono da Il maestro e Margherita sono grotteschi, vengono dal mondo della religione e delle fiabe, sono streghe, gatti parlanti, diavoli. In questo mondo paradossale e assurdo però Bulgakov veicola messaggi reali.
Il maestro e Margherita si potrebbe definire una commedia nera, divertente e tragicomico fa sorridere il lettore in alcuni punti per le bizzarre scene che in esso avvengono. E allo stesso tempo una vicenda che parla di esistenza, affrontando il tema di bene e male, opposizione esistenziale con diverse sfumature analizzate in entrambi gli sviluppi narrativi.
E poi c’è l’amore, la letteratura, i continui riferimenti alla società contemporanea a Bulgakov, un’aspra critica al socialismo Russo e alla censura in esso praticata, una feroce critica agli ambienti letterari del suo tempo, i riferimenti religiosi e un revisionismo biblico affascinante. 

Ma anche queste spiegazioni non sono abbastanza: questo romanzo è gigantesco, difficile da spiegare in poche righe come sto facendo io, per la sua grandezza e complessità. Un’opera che molti inseriscono in quelle liste di libri da leggere necessariamente una volta nella vita, un romanzo che è ricco senso e intenso, con svariate chiavi di lettura e che a ognuno può lasciare cose differenti. 
Questo romanzo ti stordisce, a livello emotivo e per la storia in esso raccontata: non facile da assimilare, non semplice da comprendere. Su di me ha fatto questo effetto: l’ho dovuto leggere con calma, capire, assaporare piano; l’ho trovato un libro che quando lo finisci ti lascia confuso, e l’ho dovuto lasciare decantare, per così dire, prima di rifletterci su a farlo mio. 

Insomma ve lo dico anche io: Il maestro e Margherita è anche secondo me uno di quei libri da leggere assolutamente, un capolavoro della letteratura necessario e immenso. Un romanzo da leggere per fare un viaggio tra Mosca e Gerusalemme, per conoscere la vera storia di Ponzio Pilato, ma anche e quella del Maestro e della sua Margherita e del loro amore impossibile.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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