un mondo senza rifiuti di antonio massarutto

Le recensioni di Sustainable Curvy: Un mondo senza rifiuti? di Antonio Massarutto

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Un mondo senza rifiuti? Viaggio nell’economia circolare Book Cover Un mondo senza rifiuti? Viaggio nell’economia circolare
Antonio Massarutto
Saggistica
Il mulino
2019
E-book/ Cartaceo
218

Tutti gli esseri viventi producono scarti, ma solo homo sapiens produce rifiuti

La nostra economia è costruita secondo un modello "lineare": preleviamo risorse naturali dall’ambiente e le restituiamo sotto forma di residui che procurano danni all’ecosistema. È un destino inevitabile, un prezzo necessario da pagare al progresso? Lo abbiamo creduto a lungo, ma ora la natura ci presenta il conto. Perché la nostra civiltà non finisca per morire soffocata dai propri rifiuti, è necessario imboccare una strada alternativa. Quella dell’"economia circolare", nella quale gli scarti ridiventano materie prime. Se un mondo senza rifiuti è impossibile, un mondo senza discariche è invece del tutto realizzabile, come testimoniano molte esperienze. Servono però iniziative economiche, servizi, impianti, infrastrutture. Un’opportunità anche per l’Italia, che malgrado tutte le sue munnezze, conquista anche primati positivi. A una condizione: che nessuno scambi l’economia circolare per un bucolico mondo dal quale i rifiuti scompaiono per magia.

Un mondo senza rifiuti? Viaggio nell’economia circolare di Antonio Massarutto ci accompagna nei meandri dell’industria dei rifiuti. Una volta che un prodotto ha seguito il suo ciclo di vita e svolto il suo compito, normalmente le nostre interazioni con lui si concludono. Abbiamo in casa degli spazi predisposti ad accogliere questi oggetti ormai inutili, dopodiché qualcun altro si occupa di portarli via per noi. Questo libro ci permette di seguire le tracce della nostra immondizia dopo che ci siamo liberati di lei.

Di cosa parla Un mondo senza rifiuti?

Per renderci subito il quadro chiaro, Massarutto ci spiega subito la differenza tra economia lineare e circolare. È interessante l’esempio dell’«economia del cowboy» che l’autore ci fa per farci capire perché l’economia lineare non è sostenibile sul lungo periodo. In un mondo in cui ancora vigeva ancora la legge del più forte, i cowboy potevano permettersi di depredare il mondo che abitavano, prosciugandolo delle sue risorse per poi spostarsi in cerca di nuovi orizzonti. Al giorno d’oggi però un sistema di questo tipo non è più attuabile e lo scrittore ci spiega il perché.

Successivamente, tramite grafici e postulati, il libro ci illustra quale sia la differenza tra scarti e rifiuti: i primi sono una parte del processo ecologico, mentre i secondi sono un prodotto dell’homo sapiens di cui la natura non sa cosa farsi. L’economia circolare consiste proprio in questo: trasformare i nostri rifiuti in scarti da cui attingere per far ripartire da capo il processo produttivo.

All’interno del volume troviamo anche spiegazioni dettagliate su come funzioni la dicotomia nella produzione di rifiuti tra paesi ricchi e paesi poveri: i primi per esempio ne producono volumi maggiori, ma smaltiscono meglio e inviano nei paesi poveri ciò di cui non sanno più che farsi, appesantendo così un processo già sovraccarico.

Viene raccontato anche come la fake news influiscano sulle decisioni politiche riguardanti l’ambiente e gli inceneritori, impedendo di fatto in Italia di imitare alcuni esempi esteri virtuosi di termovalorizzatori che consentono di azzerare le emissioni.

Cosa penso di questo libro?

Già dalle prime pagine si intuisce che Antonio Massarutto è un docente universitario e conosce approfonditamente gli argomenti di cui tratta. L’opera è infatti molto tecnica, cita leggi dell’economia e riporta costantemente esempi, grafici e tabelle per aiutare la comprensione delle formule.

Grazie a questo rigore scientifico Un mondo senza rifiuti? sradica preconcetti che abbiamo assimilato nel corso degli anni per portare il ragionamento a un altro livello. In più passaggi mi sono ritrovata a pensare: «questo va contro tutto ciò che pensavo di sapere sul riciclo». Ma una volta superato lo shock iniziale, mi rendevo conto che l’intento dell’autore non era quello di rifilarmi dei luoghi comuni pronti a sostituire i precedenti, ma farmi capire veramente quali fossero le implicazioni di ciascuna strada l’industria dei rifiuti ci proponga.

Consiglio questa lettura a chiunque voglia approfondire l’argomento liberandosi dalle proprie convinzioni, e sia pronto a capire veramente quali sono le dinamiche di un mercato che cresce insieme alla nostra specie. Un mercato che ha avuto il suo punto di inizio con la rivoluzione industriale e da allora non ha mai accennato a fermarsi. Perché è solo rimanendo curiosi che riusciremo davvero a capire come invertire la rotta.

Voi quali accorgimenti attuate nella vostra vita quotidiana per trasformare i rifiuti in scarti?

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Se invece vuoi leggere la precedente #recensionedisustainablecurvy clicca qui.

A presto,

Betta

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