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Recensione di L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson

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L’isola del tesoro Book Cover L’isola del tesoro
Robert Louis Stevenson
Classico - Romanzo d'avventura
Diverse edizioni, la mia Feltrinelli editore
1881
Cartaceo- Ebook
266

"Chi si avvicina a Stevenson sa, e se non lo sa se ne accorge presto, che è stato un grande scrittore, uno degli stilisti più versatili della letteratura inglese, certo non uno scrittore 'per ragazzi'; ma subito se ne dimentica affidandosi alla corrente dell'avventura, al suono, al ritmo, agli odori della vita aperta. Si sa che per gli scrittori la letteratura è una parte decisiva dello stare al mondo; meno ovvio il fatto che, quando sono veri scrittori, preservino una zona della propria persona completamente sgombra d'idee e preoccupazioni letterarie. In fondo gli scrittori se ne fregano della letteratura, altrimenti non potrebbero farla. Stevenson è un raro esempio di autore che, nel corpo e nella mente dei suoi colleghi, va a occupare un territorio indefinito e mutevole, completamente dentro e completamente fuori della letteratura. Stevenson è uno scrittore che giustifica insieme vita e letteratura, perché sa che sono due cose incommensurabili, ciascuna a suo modo necessaria e inutile, ciascuna a suo modo orribile e bella. Nelle sue pagine questa consapevolezza è presente sempre, e si scioglie e si dimentica nella grazia della persona fatta voce." Domenico Scarpa

L’isola del tesoro è un grande classico d’avventura firmato da Robert Louis Stevenson, che ho letto un capitolo al giorno durante il mese d’agosto con un gruppo di lettura organizzato dalla mia amica Samanta di Leggo quando voglio.
La prima edizione di questo che è considerato uno dei romanzi per ragazzi più celebri della storia della letteratura è uscita a puntate sulla rivista Young Folks tra il 1881 e il 1882.

Di cosa parla L’isola del tesoro?

La storia ha come protagonista Jim, giovane che vive con sua mamma e gestisce una locanda. In questa alloggia da qualche tempo un vecchio lupo di mare che loro chiamano Capitano.
Il Capitano, affezionato al giovane Jim, gli dice sempre di stare attento a un uomo con una gamba di legno: ma il ragazzo non dà veramente retta a quello che a lui sembra solo un anziano ubriacone affezionato al rum e alle sue memorie di mare.
Solo che un giorno cambierà tutto: un uomo cieco e meschino e un attacco di pirati svolterà la situazione. Dopo i bucanieri che arrivano, il parapiglia conseguente, viene fatta una scoperta straordinaria: una mappa di un tesoro leggendario viene ritrovata e da questo punto partirà la corsa a creare l’equipaggio per andare alla volta dell’Isola del tesoro.
E così tra viaggi in mare, ammutinamenti e colpi di scena sensazionali assisteremo alla storia dell’arrembaggio sulla celeberrima isola, alla volta del tesoro perduto del capitano Flint.

Stevenson ha creato in questo suo libro una storia leggendaria, amata da grandi e piccini e rimasta un pilastro della letteratura picaresca, consacrando anche l’autore come uno dei migliori scrittori inglesi mai vissuti.

L’isola del tesoro è un romanzo avventuroso, ma anche di formazione. Assistiamo alla crescita e alla maturità di Jim, attraverso la storia racconta dalla sua prospettiva di ragazzo della prima vera grande avventura della vita, di quelle da non credere, che non ricapitano mai più. Quanto di noi da bambini o da ragazzi avrebbero voluto vivere una storia del genere?

Le ambientazioni di questo romanzo sono meravigliose: la barca, il viaggio in mare, l’isola selvaggia fanno sognare ogni lettore e immaginare questi luoghi. I personaggi sono in molti casi grotteschi, colorati, molto ben caratterizzati e ognuno peculiare.
Su tutti però risalta la ormai leggendaria figura di Long John Silver, cuoco di bordo che avrà un ruolo cruciale nella storia della caccia all’oro nascosto, sia tra i buoni che i cattivi: un personaggio davvero riuscito, caratteristico, ben tratteggiato; e nonostante non sia l’eroe indiscusso della storia, non può lasciare indifferente i lettori e riesce a sbalordire per l’intuito e le sue scelte che saranno decisive per gli snodi della trama. Basti pensare che proprio su di lui e sulle sue storie sono stati scritti alcuni romanzi spin off dell’Isola del tesoro come La vera storia del pirata Long John Silver e L’ultima avventura del pirata Long John Silver di Björn Larsson.

Devo essere onesta però: parlare di un libro così è sempre difficile. Questo è un libro indiscussamente acclamato, su cui sono stati scritti saggi, ma anche perché è tra i libri più amati della letteratura, pure da moltissimi autori che dopo sono rimasti nella storia.
Personalmente l’ho trovato bello, avventuroso, emozionante: una di quelle letture che ti immergono completamente in mondi nuovi, in mirabolanti avventure, che ti fanno fare congetture e ti stupiscono capitolo dopo capitolo. Ecco, il modo più efficace che ho per descriverlo è che L’isola del tesoro è un libro che ti fa dimenticare di essere a casa sul divano o in poltrona, e ti fa immaginare di essere davvero in mezzo all’oceano, tra filibustieri e mappe del tesoro. Stevenson è stato magistrale con la sua penna a raccontare una storia del genere, diventando uno dei massimi esponenti di questo genere letterario, ma allo stesso tempo optando per la semplicità, con uno stile essenziale che però non disdegna descrizioni vivide e suggestive.

L’isola del tesoro dunque è uno di quei libri che vanno letti almeno una volta nella vita, da ragazzi o da adulti non fa differenza perché è un romanzo che a tutte le età ti fa viaggiare per i mari e immergerti in un mondo immaginario sognando avventure come quelle raccontate; da leggere per vedere come andrà a finire il viaggio di questi eroi, e per scoprire se il mitico tesoro del capitano Flint verrà davvero ritrovato o meno.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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