il bar sotto il mare stefano benni

Recensione di Il bar sotto il mare di Stefano Benni

Reading Time: 3 minutes
Il bar sotto il mare
Stefano Benni
Raccolta di Racconti
Feltrinelli Editore
1987
Cartaceo- Ebook
198

Sompazzo, il paese più bugiardo del mondo - Gaspard Ouralphe, il più grande cuoco della Francia - Il verme mangiaparole e l'incredibile storia del capitano Charlemont - La disfida di Salsiccia - Il dittatore pentito - Kraputnyk, il marziano innamorato - Priscilla Mapple e il delitto della II C - Il folletto delle brutte figure, il diavolo geloso e la chitarra magica - La storia di Pronto Soccorso e Beauty Case - Il mistero di Oleron e l'Autogrill della morte - Californian crawl - Il pornosabato del cinema Splendor - I capricci del dio Amikinont'amanonamikit'ama - Arturo Perplesso Davanti alla Casa Abbandonata sul Mare - Il racconto più breve del mondo, la fatale Nastassia e la grande Traversata di Vecchietti. Tutto può accadere nel bar sotto il mare. Un bar in cui tutti vorremmo capitare, una notte, per ascoltare i racconti del barista, dell'uomo col cappello, dell'uomo con la gardenia, della sirena, del marinaio, dell'uomo invisibile, della vamp e degli altri misteriosi avventori.

Per il gruppo di lettura da me organizzato chiamato Il club del racconto (che come suggerisce il titolo ogni mese leggiamo una raccolta di storie brevi) a settembre abbiamo letto Il bar sotto il mare, celeberrima raccolta di Stefano Benni, diventata quasi un cult nel genere nel nostro paese.

Le storie raccolte in Il bar sotto il mare sono ventiquattro e partono da una premessa che introduce l’intera antologia e da cui essa prende il titolo: un uomo una sera si trova in prossimità del mare e vede un signore ben vestito con una gardenia in petto che inizia a camminare in direzione dell’acqua. Lo seguirà fin negli abissi e così entrerà nel bar sotto il mare. Arrivato nel bar, l’ospite scopre che c’è una tradizione per quella sera in quello strano luogo: ogni avventore deve raccontare una storia.
E così noi leggiamo i racconti di ogni personaggio che quella sera è dentro a questo misterioso locale.

La premessa è interessante e i racconti divertenti e leggeri; i protagonisti di queste storie sono molto diversi: abbiamo un racconto che parla di aggiustate il meteo, un altro che racconta del diavolo a cena da uno chef famoso, poi c’è il verme dei libri, un alieno cubico, una balena innamorata, un dittatore e l’uomo più buono del mondo. Ma anche Priscilla la detective, Beauty Case e Pronto Soccorso, due anziani a un incrocio, una chitarra magica, amori non corrisposti, il folletto delle brutte figure, i drammi dei viaggi in auto e le fermate in autogrill. E tanti altri.

In Il bar sotto il mare tra incanto e realismo, a volte trasognate e altre con un pizzico di cinismo, l’autore bolognese ci disegna una serie di difetti umani, con l’ironia che lo contraddistingue e una sano dose di sarcasmo.

I racconti hanno tutti stile e strutture diverse, le tematiche affrontate differiscono ogni volta. E allora cosa avranno in comune i racconti di questa raccolta?
Benni scimmiotta alcuni generi letterari molto famosi e ne fa parodia, simpatica e divertente a volte, altre volte con un pizzico di satira, con un colpo di genio a mio parere incredibile e dimostrandola sua poliedricità letteraria.
E così che tra queste storie brevi riconosciamo gialli, racconti horror, fantascienza, il racconto pulp americano, i racconti di mare, i racconti russi. Tutti vengono raccontati al modo dell’autore, con una tendenza inevitabile all’umorismo.
Personalmente l’ho trovata una bella prova di stile dove Benni, imitando i grandi della letteratura, racconta storie leggere e divertenti, alcune con un messaggio finale mentre altre popolate di un adorabile no sense. In alcuni casi possiamo proprio notare la parodia come nel caso di Oderon, che è un chiaro omaggio ai racconti del mistero di Poe.

I personaggi che raccontano le storie poi sono solo un contorno colorato, ma sono spassosi e creano questa ambientazione unica: si va da un comune uomo con il cappello e il barista, a un cane, alla pulce, piuttosto che a una sirena. Grotteschi loro come grottesche le loro storie a volte, ma apprezzabili e godibilissime per la fantasia e i paradossi raccontati, che fanno sorridere e alcune riflettere più in profondità. In più ogni racconto inizia con un citazioni autorevoli che poi nascondono il senso della storia raccontata.

Per quanto riguarda la mia opinione personale ho adorato moltissimi dei racconti, pochi mi hanno lasciata indifferente. Tra i miei preferiti in assoluto ricordo Il verme mangiaparole che è assolutamente brillante, ma anche Matu-Maloao, Sompazzo, il paese più bugiardo del mondo e Priscilla Mapple e il delitto della II C.

Per concludere, Il bar sotto il mare lo consiglio a tutti, come una lettura leggera, scanzonata e divertente, per immergersi in vari mondi, colorati e stravaganti, e apprezzare questi racconti nati sotto al mare.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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