Settembre poesia d'annunzio

La poesia della settimana: Settembre di Gabriele D’annunzio

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Buon venerdì a tutti voi. Come ogni settimana è arrivato il momento di prendere fiato un attimo dalla settimana e dedicarsi alla lettura di una bella poesia famosa. Per questa settimana ho scelto di proporvi il nostrano Gabriele D’annunzio (per leggere della sua vita potete andare su questo link) e il titolo della poesia che vi propongo oggi è Settembre, per festeggiare il nuovo mese che inizia.

Eccovi i versi di D’Annunzio:

Settembre

Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.

Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori

lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

scendono all’Adriatico selvaggio

che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti

alpestri, che sapor d’acqua natía

rimanga ne’ cuori esuli a conforto,

che lungo illuda la lor sete in via.

Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,

quasi per un erbal fiume silente,

su le vestigia degli antichi padri.

O voce di colui che primamente

conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina

la greggia. Senza mutamento è l’aria.

il sole imbionda sì la viva lana

che quasi dalla sabbia non divaria.

Isciacquío, calpestío, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?

Gabriele D’Annunzio – da I pastori.

Se vuoi leggere altre poesie, vieni nella sezione delle Poesie di Book-tique.

Al prossimo venerdì con una nuova poesia.

Buon fine settimana

Giorgia

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