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Recensione di I Buddenbrook: decadenza di una famiglia di Thomas Mann

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I Buddenbrook: decadenza di una famiglia Book Cover I Buddenbrook: decadenza di una famiglia
Thomas Mann
Classico
Diverse edizioni
1901
Cartaceo- Ebook
689

Il primo grande romanzo di Thomas Mann racconta la storia di una famiglia tedesca dell'Ottocento che dopo anni di prosperità è esposta a una tragica decadenza: le basi di un patrimonio e di una potenza che sembravano incrollabili sono sgretolate da una forza ostinata e segreta. Opera di ispirazione autobiografica, questo romanzo, capolavoro della letteratura europea, esprime compiutamente la concezione estetica e politica dello scrittore tedesco, il suo rimpianto per una mitica e solida borghesia, la coscienza della crisi di un mondo e di valori destinati inesorabilmente a scomparire.

Con il gruppo  di lettura dedicato ai classici abbiamo letto I Buddenbrook: decadenza di una famiglia di Thomas Mann, libro di cui conoscevo pochissimo ma che mi ha conquistata fin dall’inizio.

Di cosa parla I Buddenbrook: decadenza di una famiglia?

La storia raccolta in queste pagine è quella della famiglia dei Buddebrook, di Johan che ha ereditato l’attività da commerciante del padre, che poi lascerà a sua volta in mano al figlio maggiore Thomas. Ma tra le pagine c’è molto di più: conosciamo Tony, la figlia maggiore bellissima e con un carattere forte, Clara giovane e austera, Christian il fratello minore dedito ai piaceri della vita, la signora madre e l’evoluzione di tutta la dinastia Buddenbrook: fino alla loro decadenza, in una Lubecca dell’ottocento fatta di lotte popolari contro la nobiltà e l’alta borghesia.

La famiglia Buddenbrook è variegata, composta da vari personaggi. Ma possiamo distinguerli in tre generazioni in questo libro: i genitori Johann Budenbrook e sua moglie ed Elisabeth (Bethsy) Kröger, con il padre Johann senior e i parenti della moglie sono gli avi, solidi, che hanno costruito un impero, con valori e ideali fermi che hanno cercato di trasmettere ai propri figli; la generazione dei figli, con Thomas, Christian, Tony, Clara, personaggi che hanno vissuto nel lusso e nell’agio, borghesi di nascita ma aristocratici nell’animo, che hanno distorto i valori degli avi compiendo scelte non sempre giuste; e infine i figli, che concludono la dinastia nella sua lenta, preannunciata e dolorosa rovina.

Credo che Mann in questo suo immenso romanzo abbia voluto proprio raccontare la parabola discendente di una famiglia borghese, snob, arricchita; una famiglia che ha travisato i valori insegnatogli risultando solo viziati e incuranti dei valori portati avanti nel tempo; più o meno consciamente. I personaggi di questa storia sono caratterizzati alla perfezione da gesti e azioni. Non dico che siano stati tutti volontariamente fautori del destino infausto dei Buddenbrook, ma al contrario la loro presunzione, l’orgoglio, il troppo agio ha fatto compiere loro azioni sconsiderate inconsciamente, convinti di esser nel giusto e sempre nella ragione.

Thomas Mann dunque descrive una famiglia a cui il lettore fa fatica a non affezionarsi, e nonostante l’alto rango si dimostrano umani e capace di errore.

Allo stesso tempo, con l’evoluzione e le scelte della famiglia, troviamo la storia della Germania, facendo di questo un romanzo storico. Viene raccontata la cultura, gli usi del tempo, la burocrazia; ma anche i primi moti popolari, le rivolte, l’ascesa della borghesia e l’odio all’aristocrazia, quei moti che nell’ottocento hanno scosso un po’ tutta l’Europa.

Devo dire che il romanzo personalmente mi ha appassionato da subito: la scrittura di Mann è ipnotica, il suo stile fluido e ritmato, il modo di raccontare questa saga familiare accattivante che fa venire voglia al lettore di andare avanti e divorare il libro, aggiungendo lo spessore psicologico dato a ogni singolo attore della storia. Un classico che forse non è tra i titoli più conosciuti dell’autore, ma secondo me è stupendo e merita di esser letto un po’ da tutti per approfondire la cultura tedesca e la sua letteratura.

Il finale mi è piaciuto particolarmente, chiudendo definitivamente il cerchio di questa dinastica; anche se, sarei stata contenta di ritrovare un personaggio incontrato tra le prime pagine, il dottor Mortimer, che mi ha conquistata e meritava più spazio (lo ho adorato, è stato un peccato non ritrovarlo). Spero che qualcuno scriva un seguito per scoprire cosa è successo a quel dottore fantastico.

Per concludere I Buddenbrook: decadenza di una famiglia è un classico che consigli a tutti gli appassionanti di saghe familiari, ma anche a chi si vuole avvicinare alla letteratura tedesca per immergersi nell’evoluzione della famiglia Buddenbrook, conoscerne gli errori e le scelte sbagliate e la sua sfortunata discendenza.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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