una stanza tutta per sé virginia woolf recensione

Recensione di Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf

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Una stanza tutta per sé Book Cover Una stanza tutta per sé
Virginia Woolf
Saggistica
La mia edizione Newton Compton, ma disponibile in diverse edizioni
1929
Cartaceo- Ebook
126

Introduzione di Armanda Guiducci
Traduzione e prefazione di Maura Del Serra
Edizione integrale

Illustre capostipite dei manifesti femminili del Novecento europeo, e primo brillante intervento della Woolf sul tema «donne e scrittura» (allora oggetto di un dibattito oggi banalizzato più che superato), Una stanza tutta per sé è un piccolo trattato ironicamente immaginifico, personalissimo nella misura godibilmente tesa di toni e motivi (il conversational, le proiezioni letterarie, l’analisi sociale, la satira, la visione). Il leitmotiv della stanza, grembo e prigione dell’anima femminile, si allarga fino a comprendere tutti i luoghi della dimora umana: la natura, la cultura, la storia e infine la «realtà» stessa nella sua inquietante-esaltante molteplicità.

«Ma, direte, Le abbiamo chiesto di parlare delle donne e il romanzo – cosa c’entra avere una stanza tutta per sé? Cercherò di spiegarmi. Quando mi avete chiesto di parlare delle donne e il romanzo, mi sono seduta sulla riva di un fiume e ho cominciato a chiedermi cosa significassero queste parole.»

Virginia Woolf

nacque a Londra nel 1882. Figlia di un critico famoso, crebbe in un ambiente letterario certamente stimolante. Fu a capo del gruppo di Bloomsbury, circolo culturale progressista che prendeva il nome dal quartiere londinese. Con il marito fondò nel 1917 la casa editrice Hogarth Press. Grande estimatrice dell’opera di Proust, divenne presto uno dei nomi più rilevanti della narrativa inglese del primo Novecento. Morì suicida nel 1941. La Newton Compton ha pubblicato Gita al faro, Una stanza tutta per sé, Mrs Dalloway, Orlando, Notte e giorno, La crociera, Tutti i racconti e il volume unico Tutti i romanzi.

Come vi accennavo di recente, mi sono appassionata alla figura di Virginia Woolf, e dopo aver letto il suo Consigli a un aspirante scrittore e Orlando, mi sono buttata senza indugi a leggere il celebre saggio Una stanza tutta per sé.

Una stanza tutta per sé è un libro che è stato tratto da una conferenza davanti a un pubblico femminista di Virginia Woolf a cui era stato chiesto un intervento a sulle donne e il romanzo. Da qui nasce Una stanza tutta per sé, un viaggio nelle riflessioni della scrittrice sul tema donne e letteratura.

Ci addentriamo in questo volume dunque nei ragionamenti di Woolf, che prende l’argomento alla larga e racconta dettagliatamente la nascita della sua opinione e delle sue ricerche e conseguenti analisi.

Woolf parte da un presupposto: a una donna per scrivere servono soldi e una stanza tutta per sé. Da qui inizia un excursus sulla storia delle donne e il loro ruolo sociale, sul loro ruolo in letteratura storicamente parlando e ma anche nella contemporaneità dell’autrice.

Scrivere e recensire Virginia Woolf mi mette decisamente in soggezione, per la donna che era, per la scrittrice straordinaria che è stata ma anche per il suo lavoro di saggista e critica. Questa infatti vuole essere una raccolta d’impressioni personali, su cosa questo libro straordinario mi ha lasciato, un volume che credo ogni donna dovrebbe leggere anche solo per conoscenza di alcuni temi.

Una stanza tutta per sé è un saggio che ho trovato d’avanguardia per essere stato scritto nel 1929, ispirante per le posizioni di Woolf ma soprattutto con un argomentazione impeccabile e coinvolgente.

Il discorso di Virginia inizia da come è arrivata alla sua tesi per raccontare gli sviluppi, di come sia stato a quel tempo difficile trovare persino nei libri di storia riferimenti alle donne e alla loro vita; per poi parlare della travagliata relazione tra donne e letteratura citando Jane Austen, le sorelle Brontë e George Eliott.

Ho trovato interessante scoprire cose che non conoscevo sulla condizione della donna prima del ‘900, su dichiarazioni di figure importanti sull’inutilità del genere femminile, e sulla considerazione generale delle donne nel tempo. Ancora più bello è stato fare un excursus storico nella letteratura e di come le donne con i denti si siano dovute far strada in un mondo totalmente maschile e a loro precluso (cosa che Virginia Woolf sottolinea).

La parte finale, una riflessione sulla letteratura, su cosa debba o non debba essere un buon scritto, le opinioni di Woolf sono brillanti, forse a volte sopra le righe, ma sempre sincere e piene di senso critico come solo lei sapeva fare. Devo ammettere anche che questa è stata la mia parte preferita, dove la scrittrice cerca di esortare la sua spettatrici nel prendersi quello che vogliono sbrigliando alcuni luoghi comuni che sono vere oggi quanto allora (come le donne non si amano a vicenda, o devono essere dure tra loro, e cose del genere) essendo ispirazione e motivazione credo per loro, ma anche per noi oggi.

Una stanza tutta per sé è a oggi considerato un classico della letteratura femminista, una delle prime testimonianze in questo senso. Un libri che consiglio a ogni donna per avvicinarsi al tema femminismo grazie a una delle penne più straordinarie del secolo scorso.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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