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Recensione di Assassinio sull’oriente express di Agatha Christie

Reading Time: 3 minutes
Assassinio sull'Oriente Express Book Cover Assassinio sull'Oriente Express
Agatha Chistie
Giallo
Mondadori
1934
Cartaceo- Ebook
210

A bordo di un vagone di prima classe partito da Istanbul e diretto a Calais, Poirot è costretto suo malgrado a occuparsi di un delitto. Mentre il treno è bloccato dalla neve, infatti, qualcuno pugnala a morte un ricco americano, il signor Ratchett. L'assassino non può che essere uno dei viaggiatori, eppure nessuno sembra avere avuto un motivo per commettere il crimine. Leggendario treno delle spie e degli avventurieri internazionali, l'Orient Express assume - grazie a questa che è probabilmente la più celebre delle imprese di Poirot un posto importante nell'immaginario degli appassionati di letteratura poliziesca.

Mi sono decisa finalmente a leggere Assassinio sull’Oriente Express, classicone della letteratura del mistero di Agatha Christie, e in questa recensione questo romanzo celeberrimo sarà il protagonista indiscusso.

Di cosa parla Assassinio sull’Oriente Express?

Poirot viene richiamato urgentemente a Londra, dalla Siria, per un caso, ed è costretto a prendere l’Oriente Express all’ultimo minuto, grazie all’aiuto del responsabile della compagnia suo amico.
Sul treno, in prima classe si accorge della varietà della compagnia per quel viaggio. Uno dei passeggeri, il signor Ratchett, gli chiederà aiuto perchè sente di essere in pericolo perchè ha ricevuto delle lettere minatorie, ma Poirot rifiuta il caso.
Il mattino successivo il suo vicino di cabina Ratchett viene trovato morto accoltellato 12 volte nella sua stanza; l’assassino deve essere sul treno perché la neve ha bloccato tutti i vagoni nel cuore della notte in Jugoslavia. Poirot è incaricato di risolvere questo delitto, ma ovviamente ognuno dei passeggeri ha un alibi di ferro. Chi sarà stato a uccidere Ratchett?

Uno dei romanzi più famosi della regina del giallo ha una trama perfetta, e uno sviluppo impeccabile: il lettore segue passo per passo le indagini del mitico Hercule Poirot, interrogazione dopo interrogazione, scovando assieme a lui prove e seguendo le sue brillanti deduzioni.
La sua costruzione molto lineare è anche la forza di questo romanzo, che senza particolari complicazioni nell’intreccio, ci fa seguire gli sviluppi dell’omicidio.

Assassinio sull’Oriente Express ci presenta un omicidio che viene definito come enigma a camera chiusa (così come lo è stato anche 10 piccoli indiani), ovvero un crimine commesso necessariamente dalle persone che sono sul luogo del delitto, poiché è impossibile che altri abbiano potuto commetterlo e andarsene.
Dunque, con questa premessa è chiaro che in questo romanzo l’assassino è da ricercare tra i passeggeri, e da qui inziano le indagini di uno dei più famosi detective della letteratuta, che grazie alle sue deduzioni e la sua attenzione al dettaglio, troverà una soluzione tutt’altro che scontata al caso.

Come sempre la maestria della Christie sta nel disseminare prove, nel dissimularle, nel farci fare ipotesi (ma farle fare anche ai personaggi della sua storia) per poi sgretolarle e mostrarci una soluzione finale che chiude un cerchio in maniera eccezionale e perfetta, scansando l’ovvio e decidendo per la risoluzione più creativa possibile.

Il concetto di giustizia, anche in Assassinio sull’Oriente Express, è sottile e l’autrice, oltre a offrirci una storia che pare di puro intrattenimento, fa riflettere il lettore ancora una volta sul senso di onestà, vendetta, correttezza, equilibrio.
La vittima di questa storia è una persona che ha commesso un atroce delitto, ed è scampata alla giustizia tradizionale per vivere vita dignitosa e libera senza scontare la sua pena. E da questa premessa che poi la Christie ci parlerà per vie traverse di giustizia, ma per sapere a cosa mi riferisco dovrete leggere il libro necessariamente – se non lo avete già fatto – perché non voglio rovinarvi nulla di questo grande mistero.

Ho inziato da poco a leggere questo genere di libri e mi sono subito appassionata allo stile dell’autrice inglese; per questo, nonostante qualche anno fa avevo visto l’ultima trasposizione cinematogtrafica di questo romanzo, non ho esistato a volerlo affrontare comunque, benché io già sapessi come la storia andava a finire (in genere non ho problemi con gli spoiler, ma anche non ho una buona memoria quindi ricordavo solo vagamente la soluzione del caso, ecco).
E non me ne sono pentita, per due ragioni: la prima è che, nonostante sapevo la soluzione del caso, lo svolgiento è stato incredibile, e Poirot ha sempre una certa influenza su di me; in secondo luogo ho approfittato per leggere il romanzo in inglese e devo dire che Agatha Christie, nella sua lingua madre, senza il filtro della traduzione, rende molto di più.
Avevo un po’ timore di trovarmi di fronte parole difficili e un inglese che non era alla mia portata, ma anzi; oltre ad apprezzarla più, leggerle il libro in lungua originale è stato più facile del previsto. Quindi lo consiglio, oltre per essere un libro straordinario, anche a chi come me vuole perfezionare il proprio inglese.

Concludendo questa recensione, Assassinio sull’Oriente Express è uno dei libri più celebri di Agatha Christie per un motivo ben preciso: è una delle storie più intricate e originali che potevano essere pensate per un romanzo poliziesco, messe in scena in un’ambientazione spettacolare come il famosissimo treno da cui prende il titolo, con un eccezionale Poirot a risolvere il mistero. Cosa volere di più da un giallo?

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Se volete altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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