racconti di pietroburgo recensione libro gogol

Recensione di Racconti di Pietroburgo di Nilolaij Gogol

Reading Time: 3 minutes
Racconti di Pietroburgo Book Cover Racconti di Pietroburgo
Nikolaj Gogol'
Racconti
Diverse edizioni, la mia Garzanti
1842
Cartaceo- Ebook
189

Nei racconti del ciclo pietroburghese la capitale (che all'ucraino Gogol appare come una città non russa, splendida facciata di un edificio ormai in rovina dove si conduce una vita vuota, esteriore, alienata) si fa al tempo stesso scenario grottesco e sinistro burattinaio di quella "vita vegetativa" verso la quale lo scrittore si sentì sempre attirato, in un duplice atteggiamento di compiacimento partecipe e di beffarda ironia.
 

Il secondo titolo letto per il gruppo di lettura dedicato ai classici di quest’anno, #maratonaclassica organizzato dal blog Leggo Quando Voglio, è una raccolta di racconti, firmata da un autore russo, Nikolaj Gogol’. Il volume in questione è Racconti di Pietroburgo.

I racconti di questa collezione non sono molti e sono legati da tematiche ricorrenti, mostrando una faccia inconsueta, da una prospettiva privilegiata, della capitale russa. I protagonisti di queste storie sono un pittore e un quadro maledetto, una giornata sulla prospettiva Nevskij, un burocrate e il suo cappotto nuovo, un pazzo che scrive un diario, un uomo che si sveglia senza il naso.

Al limite tra sogno e grottesco, Gogol’ ci racconta una città con le sue certezze e le sue incoerenze, e, tra fantasmi e paradossi, cerca di spiegarci un po’ meglio come è veramente la sua patria e la sua capitale.

La protagonista indiscussa di questa raccolta, il tema che collega ogni storia, è di certo l’ambientazione: Pietroburgo è narrata in due facce oppose, quella borghese e scintillante che bada all’apparenza, la Pietroburgo colta e benestante, contrapposta alla città delle persone comuni, che vivono nella miseria e abbandonate dalla società, che si arrabattano per qualche centesimo ma poi lo spendono per ubriacarsi.
Una contrapposizione mostrata chiaramente e senza dissimulazioni, in cui si vede l’intenzione del suo autore di mostrare la frivolezza di una città che mette in vetrina il bello, ma pare nascondere il brutto.
Lo si vede nei suoi racconti, con i suoi personaggi normali come protagoniste, persone che appartengono alla classe media e proletaria, i quali tutti, o quasi, cercano di avvicinarsi a un mondo che in apparenza è bello e fascinoso, ma che poi mostra le zanne e li mastica al loro interno.

In Racconti di Pietroburgo si respira un’aria da sogno, dove la realtà e la fantasia sono divisi da una linea sottilissima. Questa componente onirica, unita anche al paradosso, alla magia e agli spiriti, fanno sembrare tutte queste novelle favole dal retrogusto amarognolo, che nascondono dentro le loro parole sempre una morale. I giochi grotteschi di Gogol’ sono spassosi a volte, tragicomici delle altre, e inquietanti delle altre ancora.

Ogni frammento in questa raccolta si impone d’indagare l’animo umano, con le sue contraddizioni e le sue sfumature, presentandoci antieroi impacciati e goffi e tutto un mondo che si prende gioco di loro.
L’obbiettivo forse è di satira e scherno della borghesia russa del tempo dell’autore, così che oltre a strapparci qualche sorriso, il più delle volte porta noi lettori ad andare al di là delle parole.

Ho apprezzato tutti i racconti, ma devo dire che tra di questi ho preferito Il ritratto, Il naso e Il capotto, che sono anche i più celebri dello scrittore.
Il primo è onirico con una fortissima componente satirica verso l’arricchimento e la borghesia, e mi ha coinvolto molto raccontando la storia di questo quadro che ha permesso al suo pittore di divenire popolare, ricco e famoso; Il cappotto lo conoscono tutti anche solo di nome, e l’ho apprezzato per il modo tutto suo di parlare d’ingiustizia e la condizione della classe medio-bassa di San Pietroburgo; e infine Il naso, il mio preferito tra questi, con una voce di un narratore onnisciente e perché no invadente con la storia, è però ironico, grottesco, paradossale, allucinato, senza un senso apparente, ma che io ho trovato davvero geniale.

Per concludere, Racconti di Pietroburgo è una raccolta di storie brevi classiche che sicuramente consiglio a tutti gli amanti del genere, perché una antologia di storie di persone normali in una gigantesca e scintillante città, che si arrabatteranno per uscire in qualche modo dalla mediocrità, tra cose improbabili e suggestioni dal sapore russo.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *